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Immigrazione & minacce

Ius soli, Mdp minaccia il governo: "Non è scontato il sostegno al Def"

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Pier Luigi Bersani

Il passo indietro del governo sullo ius soli, la cittadinanza facile, rischia di far crollare l'esecutivo di Paolo Gentiloni. Non si tratta di retroscena, ma della parole - chiare - pronunciate dagli esponenti della "cosina rossa", Bersani & Co, quelli di Mdp. A parlare per primo è stato Alfredo D'Attorre, il quale ha spiegato che il partitino degli scissionisti Pd non garantirà più il sostegno sul Def: "La maggioranza non è scontata. Abbiamo dato al governo e al Pd la nostra disponibilità a una conclusione ordinata e proficua della legislatura sui temi principali, ma i fatti ci dicono che ieri il Pd ha affossato lo ius soli al Senato e oggi rischia di affossare definitivamente la legge elettorale alla Camera. Se questi sono i frutti avvelenati del rinnovato fidanzamento tra Renzi e Alfano, nessuno può pensare che noi staremo lì a reggere il moccolo gratis et amore Deo".

E come detto, tra le prossime scadenze ci sarà la legge di Bilancio: per i bersaniani di Mpd varrà il liberi-tutti. Continua D'Attorre: "Abbiamo dato la disponibilità a concludere utilmente la legislatura ma mi pare che nel Pd stia prevalendo una linea irresponsabile. A questo punto è bene che ognuno si assuma le proprie responsabilità". E ancora, per D'Attorre "sul piano democratico e istituzionale è gravissima la melina sulla legge elettorale. Il Pd utilizza come pretesto la norma sul Trentino Alto Adige, è una scusa che non sta in piedi anche perché c’è la possibilità sia alla Camera sia al Senato di trovare una soluzione. C’è la disponibilità nostra e di altre forze di opposizione come Forza Italia. Questo alibi - ribadisce - non sta in piedi e se nella conferenza dei capigruppo di oggi lo utilizza per far saltare la calendarizzazione della legge elettorale in Aula a settembre significa che c’è la scelta di non fare la riforma. A quel punto si lacera il tessuto di lealtà e di collaborazione ragionevole e tutti si assumeranno le proprie responsabilità. Sarà evidente che la bussola è l’accordo tra Pd e Alfano, che affossa lo ius soli e impedisce la nuova legge elettorale perché ha bisogno delle soglie basse, i capilista bloccati e le pluricandidature. Una deriva inaccettabile".

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