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Resa dei conti

Fitto nero: "Alfano non mantiene le promesse"

Il leader pugliese è deluso dal segretario e non vuole parlare. Chi gli è vicino dice: "Non ha mantenuto le promesse, ha aiutato solo Brunetta e Quagliariello"

Fitto nero: "Alfano non mantiene le promesse"

Raffaele Fitto veste i panni dell'amante deluso e non risponde alle domande che riuguardano Angelino Alfano. Eppure i due un tempo erano amici: tra la Sicilia alfaniana e la Puglia fittiana c'era un ponte che avrebbe dovuto portare i giovani leader ai vertici del Popolo della Libertà. E invece Raffaele è rimasto tra le seconde file, mentre Alfano no: segretario, vicepremier e ministro dell'Interno. Poi frondista numero uno. 

No comment - Fitto, insomma, non parla. Come racconta Il Corriere della Sera, l'ex ministro per gli Affari regionali preferisce il silenzio: "Non parlo, ancora no...Tra la tragedia di Lampedusa e i fatti della Giunta c'è troppa carne a cuocere. E poi sono dentro una riflessione, in questo momento non mi faccia dire niente". Bisogna ricostruire per capire e si scopre, così, che il cuore della faccenda è nel vecchio legame politico che si è dissolto, piano piano, negli ultimi mesi. Fitto è arrabbiato con Alfano perché, quando si facevano vedere insieme in Transatlantico, c'era una reciproca promessa: l'uno insieme all'altro, fino alla fine. Invece Raffaele il salentino accusa il segretario d'abbandono: dopo la nomina al vertice del Pdl di Alfano, Fitto è stato messo da parte. 

Brunetta e Quagliariello - I patti, raccontano i parlamentari pugliesi vicini all'amante deluso, erano chiari: "Ti prendi il partito e mi fai diventare capogruppo alla Camera". Come non detto: su quello scranno è finito Renato Brunetta e Raffaele è rimasto a bocca asciutta, tra le seconde linee. Tutto, però, sembrava tranquillo alemeno fino a quando Alfano non ha fatto il capopopolo frondista, affiancato dal "nemico" numero uno di Fitto: Gaetano Quagliariello. Lì, solo a quel punto, il leccese ha deciso di rompere perché i contrasti sul territorio, in Puglia, a Bari, non sarebbero mai dovuti arrivare a Roma, ma se Angelino fa comunella con Quagliariello allora è meglio lasciare un vecchio amico. Interrogato, il ministro per le Riforme costituzionali se la cava con un "macché" è dice che "Fitto dovrebbe fare un monumento ad Alfano che mi chiese la cortesia di candidarmi in Abruzzo". Altro che lite, e invece. 

Confusione - Raffaele, che in Puglia ha ancora il comando, ma che è finito nella morsa di Nichi Vendola e Michele Emiliano, adesso è confuso ed arrabbiato. Alfano ha preferito Quagliariello ed ha accontantato Brunetta. Ha fatto quello che avrebbe dovuto, ma non ha mantenuto le promesse con Fitto e quindi a Lecce hanno cambiato idea: meglio non fidarsi. Certo è che adesso Alfano ha vinto la sua battaglia e Fitto dovrà scegliere se continuare ad essere imbronciato o cambiare registro: in palio non c'è solo la leadership pugliese, il rischio che corre è quello di far la fine di un'eterna promessa. 

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Commenti all'articolo

  • tingen

    06 Ottobre 2013 - 12:12

    Alfano sta andando per la strada sbagliata.

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