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Povera Presidenta

Laura Boldrini, la risorsa che nessuno vuole: profuga della politica, nessun partito la candida

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Laura Boldrini, la risorsa che nessuno vuole: profuga della politica, nessun partito la candida

Una profuga della politica, una richiedente asilo che imbarazza la sinistra italiana. È il contrappasso di Laura Boldrini, la Presidenta della Camera che da mesi ha annunciato come il suo impegno "non è ancora finito" ma che non riesce a trovare un partito né una casa. Traduzione: non ha ancora capito che le può garantire una candidatura sicura per la prossima legislatura, quando l'ex portavoce dell'agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati non potrà più contare sulla sua prestigiosa poltrona a Montecitorio. 

Come ricorda Il Giornale, l'abboccamento con Giuliano Pisapia finora non ha portato frutti, anche perché l'ex sindaco di Milano pare avere le idee piuttosto confuse. Dopo aver rotto con Sel che l'aveva fatta eleggere nel 2013, la Boldrini ora è nel Misto e continua a "dialogare" anche con il Pd. "Si sta tenendo aperte tutte le porte - spiega al Giornale una fonte vicina a Pisapia -. Parla con Renzi, con D'Alema e con Pisapia, anche se ovviamente ha un canale privilegiato con quest'ultimo, tanto che alle riunioni di Pisapia presenzia il consigliere politico della Boldrini, Carlo Leoni. Uno dei grandi sponsor di Laura è Gad Lerner ("Avrà un ruolo molto importante", assicura) che l'ha catechizzata in un faccia a faccia al Castello di Titignano per migliorarne la comunicazione. Il vero problema della Boldrini è questo: non piace. Popolarità crollata al 30% a pochi mesi dall'elezione, ora ai minimi termini a forza di sproloqui e pipponi su immigrazione, integrazione, risorse, europeismo forzato e femminismo andante. La beffa è che se tra i bersaniani di Mdp giurano come la Boldrini verrà ricandidata dai renziani del Pd, tra i renziani del Pd è corsa a tenerla un po' a distanza. "Lei sta provando a fare un'operazione tipo la Lista Bonino - assicura al Giornale un parlamentare dem -: donna, impegnata sui temi alti, profilo istituzionale. Ma tutto dipende da due fattori: se si fa un accordo tra Pd e Pisapia, e poi dalla legge elettorale". In un collegio uninominale, infatti, significherebbe di fatto mandarla allo sbaraglio. 

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Commenti all'articolo

  • Vigar

    24 Settembre 2017 - 08:08

    È invisa a tutti (la gente normale...), spocchiosa, irritante, supponente, snob - si, anche snob - e capisco che sia un soggetto difficile da collocare. Personalmente non la posso soffrire, pertanto mi auguro che venga lasciata fuori.

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  • siracusarosanero1965

    23 Settembre 2017 - 23:11

    L’unica cosa che può fare è pulire il culo ai porci nelle stalle sta lurida

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  • AndrMa

    23 Settembre 2017 - 21:09

    Certo che candidare una simile persona vuol dire volere il suicidio e regalare il seggio alla destra....se nel PD son così coglioni da candidare una sumile persona (forse il politico più odiato) meritano di perdere...e non li voterò più di certo

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