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Sfida per la leadership

Pdl, Fitto: "Azzerare tutto, poi il congresso."

L'ex governatore della Puglia contro il segretario: "Non condivido le sue azionie". In molti si schierano al suo fianco: ecco chi sono i "lealisti"

Raffaele Fitto

Raffaele Fitto

"Una legittimazione che preveda l'azzeramento di tutti gli incarichi di partito, e la convocazione di un congresso straordinario che discuta e decida la linea politica e che faccia esprimere direttamente i nostri elettori per il segretario". Questo il cuore della proposta di Raffaele Fitto. Una sfida lanciata ad Angelino Alfano per la guida del Pdl. I toni sono durissimi: non si parla solo di azzeramento dei vertici. Ma anche di programma, di falchi, colombe e della linea del segretario, "subalterna alla sinistra". "Noi non vogliamo posti e poltrone, vogliamo la legittimazione", aggiunge.

Tutto in discussione - Dopo settimane di silenzio, l'ex governatore della Puglia, in un'intervista al Corriere della Sera, esce allo scoperto: dopo il passaggio traumatico appena avvenuto nel partito, nel Pdl, tutto deve essere rimesso in discussione. Lui si dice "né falco né colomba", ma i duri del partiti si coagulano attorno a Fitto. "Siamo in tanti - spiega - e abbiamo deciso di chiamarci lealisti. Siamo quelli che non si limitano solo ad inviare comunicati stampa quando viene commesso un gravissimo atto come in giunta al Senato venerdì. Siamo quelli - prosegue - che rifiutano di accettare che 20 anni di nostra storia, di passione, di idee, di coinvolgimento di milioni di italiani attorno a Berlusconi possano essere raccontati come un romanzo crminale". Fitto rivendica poi la battaglia contro le tasse, la lotta per il bipolarismo e il presidenzialismo. "Insomma, siamo quelli leali con Berlusconi e le sue politiche".

Alfano nel mirino - Un messaggio chiaro, il cui bersaglio ha un nome e un cognome: Angelino Alfano. Quando si chiede a Fitto se i suoi rapporti con il segretario sono allo zero, risponde con franchezza: "Dirò la verità: in politica si alternano fasi di più o meno intensa collaborazione, e in questo periodo io non condivido la sua azione politica". Ed ecco la bordata termonucleare: "Alfano rischia di costruire un centro politicamente e culturalmente subalterno alla sinistra". Quindi l'ex governatore pugliese cita le riforme istituzionali, "concordate con il Pd", e la sparizione dall'agenda della riforma della giustizia. "Perché?", Raffaele incalza Angelino.

La sfida - Nell'intervista ribadisce di condividere gli appelli all'unità del partito arrivati negli ultimi giorni. Ma Fitto spiega che l'unico modo per uscire dalle difficoltà e per tenere insieme il Pdl è "come ci ha sempre ricordato Alfano (...) la legittimazione dal basso". Ossia, come già detto, azzeramento delle cariche e un congresso, "per l'elezione del segretario, degli organismi dirigenti di Roma fino al più piccolo dei nostri paesi". I lealisti al Cavaliere prendono posizione. 

Chi sta con Fitto - I vari Santanchè, Verdini e Brunetta osservano interessati. Alfano sa che quella che ha davanti a sè è tutto fuorché un'autostrada verso la leadership. E infatti l'intervento di Fitto, nel Pdl, raccoglie subito molti consensi. Nitto Palma spiega che le sue parole sono in linea con quanto pensano i dirigenti campani. Poi D'Anna e la Bernini, secondo cui è corretto ripartire da un congresso e dall'azzeramento delle nomine. Quindi la Gelmini e Galan, che spiegano come senza congresso il partito rischia la disgregazione. Per la Polverini quella dell'ex governatore è la linea giusta, parole sposate in toto dalla Mussolini. La fronda dei "fittiani" si amplica con il passare dei minuti. La sfida è appena iniziata.

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Commenti all'articolo

  • ciccioloco

    08 Ottobre 2013 - 11:11

    Ambedue creciuti a Pane e Democrazia Cristiana, Fitto figlio d'arte, Alfano delfino di Demita...Occhio che la nuova Forza Italia non si trasformi nelle vecchie correnti Dorotee :(

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  • bruno osti

    07 Ottobre 2013 - 12:12

    guarda che, intanto, ne hanno beccato un altro, stamattina, dei tuoi: il Sinadco di Molfetta. Ma, spiegami un po': tutti quanti voi a dire, Burlesque compreso, che "solo una parte della magistratura...". Ciò significa che non sono tutti di sinistra quindi, e che ce ne sono tanti di destra; come mai, allora, questi non riescono ad imputare qualcosa ai politici di sinistra? Non trovano mai nulla a loro carico? C'è da pensare che siano dei buoni a nulla, inconcludenti, come tutti i maldestri, a partire da Burlesque

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  • Garrotato

    07 Ottobre 2013 - 08:08

    Alfano ha scelto l'inciucio per la sua azione (?) politica, la soluzione tipica dei vigliacchetti che negano anche l'evidenza pur di non esporsi troppo. Fitto, a quanto pare, ha scelto la lotta. Non ho alcun dubbio nello scegliere Fitto, benché, avendo vissuto la stagione della Balena Bianca, il ritornare a quella stagione "dei furbetti" non mi lascia che un po' di delusione per un cambiamento atteso da tanto e che ora, ancora per molto, non vedremo. Meglio un Fitto che lotta per cambiare, che un Alfano che si barcamena come un Forlani qualsiasi, tremebondo, viscido e succube di chi mostra di apprezzarlo pur di assicurarsi un pugno di voti che si trascina appresso. Voti che alla fine risulteranno, spero, molto meno di quelli preventivati.

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  • kalliyuga

    07 Ottobre 2013 - 08:08

    Non a tutti è chiaro che il Berlusca è uomo del nord, Forza Italia o il PDL sono un poartito del nord. Il progetto era di modernizzare la politica in senso più europeo. In tutto questo non capisco cosa c'entri Fitto.....

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