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Rosatellum bis

Legge elettorale, il governo Gentiloni rischia di cadere: mance nella legge di bilancio?

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Legge elettorale, lo scenario sempre più fosco: Gentiloni potrebbe cadere

Superata la prova della fiducia alla Camera sulle prime due votazioni riguardanti la legge elettorale, rimane l'insidia al Senato dove, probabilmente, il Rosatellum bis approderà mercoledì o giovedì prossimi. Lì si voterà a scrutinio segreto senza l'ombrello della fiducia. E potrebbe accadere di tutto. Il voto anonimo presta sempre il fianco ai franchi tiratori, che potrebbero affossare la riforma elettorale. Inoltre i tempi sono strettissimi: il 24 ottobre inizierà la sessione di Bilancio e Renzi ha premuto sull'acceleratore perché l'iter della legge elettorale si concluda prima del 5 novembre, giorno delle elezioni siciliane.

Quel voto potrebbe essere la Waterloo del Pd, impedendo qualsiasi riapertura della discussione sulla legge elettorale. In quella eventualità, Gentiloni si troverebbe costretto a predisporre per decreto l'armonizzazione del sistema uscito dalla scure della Corte Costituzionale. Decreto che andrebbe convertito in legge entro 60 giorni, proprio durante l'esame della legge di Stabilità. Un ingorgo parlamentare che, come sottolinea Il Giornale, potrebbe aprire la strada a baratti sugli emendamenti da inserire nella legge di bilancio che, da sempre, subisce un vero e proprio assalto alla diligenza. Dunque soldi in cambio dell'approvazione del testo di armonizzazione dei sistemi elettorali.

Ma c'è un'altro scenario che potrebbe aprirsi molto prima: il Governo potrebbe andare sotto nel voto di fiducia, l'ultimo previsto, di oggi al Senato. Gentiloni sarebbe costretto a rassegnare le dimissioni, rimanendo a Palazzo Chigi solo per l'ordinaria amministrazione. Al tempo stesso, da premier dimissionario dovrebbe varare la legge di Stabilità e avanzare un provvedimento di "necessità e urgenza" sulla materia elettorale. Una circostanza inedita. L'alternativa sarebbe un'armonizzazione soft tra Porcellum e Consultellum, realizzata con decreti attuativi e circolari ministeriali. E un esito elettorale, forse, ancora più incerto di quello che garantirebbe il Rosatellum.

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Commenti all'articolo

  • francesco assumma

    12 Ottobre 2017 - 15:03

    Solo per cercare di aprire gli occhi a chi ha una scarsa memoria e non per difendere Salvini perchè non ne ha bisogno. FIN DA QUANDO LA POLITICA E' DIVENTATA UNA VERGOGNA E UN GIOCO DI POTERE ED INTRALLAZZI SALVINI HA SEMPRE SOTTOLINEATO E SOSTENUTO, GIUSTAMENTE, CHE AVREBBE VOTATO " SI " QUALSIASI LEGGE ELETTORALE VENISSE PROPOSTA CON LO SCOPO CHE SI FOSSE ANDATO A NUOVE ELEZIONI. C A P I T O!!!

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  • salvatore.naldi

    12 Ottobre 2017 - 14:02

    SI CAPISCE MOLTO BENE CHE TUTTI I PARTITI HANNO PAURA DEL MOVIMENTO 5 STELLE E CERCANO DI AFFOSSARLO, ANCORA UNA VOLTA DESTRA E SINISTRA DIMOSTRANO DI GUARDARE ESCLUSIVAMENTE AL PROPRIO INTERESSE E NON QUELLO DEGLI ITALIANI. IN QUESTO MOMENTO CI VORREBBE UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CORAGGIOSO E UN GENERALE DEL'ESERCITO ANCORA DI PIU' TANTO LA DEMOCRAZIA E' GIA IN PERICOLO,

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  • tingen

    12 Ottobre 2017 - 13:01

    Salvini è stato una grandissima delusione per gli elettori di centrodestra, si è accordato insieme a Berlusconi e Renzi per una legge elettorale con i listini bloccati. Avrebbe dovuto pretendere l'approvazione di una legge elettorale con preferenze e premio di maggioranza. Alle prossime elezioni Salvini perde voti.

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