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Oggi l'incontro?

Berlusconi: "Basta liti, sembriamo il Pd"

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Ha osservato, da Arcore, dal suo "esilio" dorato. Dal quartier generale in cui Silvio Berlusconi, entro pochi giorni, dovrà decidere sui servizi sociali. Avrebbe già deciso, ma odia parlarne: ridursi a "fare test" e a "dipendere dagli assistenti sociali" è una prospettiva che lo amareggia profondamente. Umore nero, dunque. Non solo per l'affidamento. Ma anche per il teatrino della politica. Il "teatrino" dei suoi, in questo caso.

I rimproveri - Già, perché al Cavaliere non sono piaciute né la conferenza stampa dei ministri del Pdl, né il fuoco incrociato dei lealisti contro Angelino Alfano. Alla pattuglia governativa Berlusconi rimprovera i toni troppo concilianti, auto-celebrativi, e la "dimenticanza" dal leader. Certo, non lo fa pubblicamente. Lo sfogo arrivat in privato, si svela nei retroscena di stampa. Ai lealisti, invece, intima di non spaccare il Pdl. "Dobbiamo restare uniti, così ci facciamo male", ripete. Ma Raffaele Fitto e i suoi continuano a calcare la mano: di poche ore fa la raffica di dichiarazioni incrociate contro il segretario e pro-congresso.

"Sembriamo il Pd" - Secondo Repubblica il Cav è lettealmente furibondo. Una tesi sposata anche da Il Messaggero, che dà conto di un emblematico sfogo di Silvio: "Che spettacolo che stiamo dando. Sembriamo il Pd nei suoi momenti peggiori. Non è il momento di smetterla e di darsi una calmata?". E per invitare tutti ad abbassare i toni - verrebbe da dire quasi per "sculacciarli" -, l'agenda del Cav, oggi giovedì 10 ottobre, prevede un incontro a Roma proprio con Alfano e Fitto, i "duellanti". I rapporti con l'ex governatore della Puglia sarebbero "sereni e tranquilli". Solidi ovviamente quelli con Alfano. Ma la stizza dell'ex premier è tangibile.

Il dubbio - Talmente irritato e stanco, Berlusconi, che potrebbe invece anche non farsi vedere a Roma. Lo spiega Salvatore Dama su Libero: "Ho giò i miei problemi da risolvere". L'ex premier, infatti, non ha voglia di farsi carico in questi giorni terribili anche di tutte le polemiche interne. La grande tentazione, dunque, è quella di restare ad Arcore. Chi lo ha raggiunto telefonicamente, spiega che il Cav avrebbe detto ai suoi: "Se proprio dovete litigare fatelo in privato, non sui giornali".

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    11 Ottobre 2013 - 13:01

    Infervorato da una vita piena di umiliazioni,dopo essersi riattata una sua vecchia armatura ( vestito donato dalla Caritas ),con la celata e la targa e la matita,muove a grandi imprese Don Becchino ,dal suo borgo nella Tuscania,su un magro ronzino ( TOSCANOROSSO),a raddrizzar banane,a far ragione e dar sostegno ai deboli di vescica,come un'antico cavaliere errante.E per non tralasciare alcun rito della Cavalleria,si fa armare "Cavaliere della Triste figura di merda ",da un volgare oste delle Giubbe,cui si ostina a prendere e proclamare per nobile e autentico castellano,non altrimenti che un'oscura e rozza contadina diviene per lui la bella dama dei suoi pensieri,la senza pari Renzina da Florentia,alla quale pretenderà che tutto il mondo renda omaggio.

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  • ciannosecco

    11 Ottobre 2013 - 13:01

    Ecco quindi che prende per smisurati giganti da assaltare dei mulini avento,branchi di montoni per eserciti e una sentenza farlocca per una verità assoluta.Non le beffe mortificanti ed anche crudeli talvolta,non i patimenti subiti, le umiliazioni valgono a disilludere lo sfortunato Becchino,che anzi,sempre più invasato dall'idea di rinnovare le gesta dei cavalieri medievali e farne rivivere i tempi,si rimette,dopo il riposo di alcuni giorni,sperando di in meno maligno influsso delle stelle e seguitando a vedere dovunque delinquenti,pregiudicati e sodomiti da da onorare e soccorrere.

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  • ciannosecco

    11 Ottobre 2013 - 13:01

    Dopo appena cominciata la sua vita errante,fatta di poesie ,un contadino ,trovatolo scavalcato dal suo ronzinante e disteso miseramente su una strada di campagna,pesto dalle legnate prodigategli da ciannosecco,lo riconduce caritatevolmente sul suo asino al paese,dove la popolana (la sua signora)lo cura dalle tante botte,ma senza riuscire a fargli punto rinunziare a scrivere le sue filastrocche di merda.Torna così ad andare alla ventura Don Becchino,alla sua fantasia,ai suoi occhi allucinati tutto si trasforma dalla realtà esterna in una realtà interiore,ed acquista nuova parvenza il mondo,che egli interpreta non per quello che è ma per quello che nella sua esaltazione crede veramente che sia.

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  • IlBecchino

    10 Ottobre 2013 - 23:11

    Sforzatevi di scrivere cose intelligenti e chissà che possiate avere maggior fortuna...

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