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Dopo il voto

Golpe finanziario sull'Italia, chi vogliono i banchieri al governo: "Gentiloni premier e larghe intese"

11 Febbraio 2018

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Golpe finanziario sull'Italia, chi vogliono i banchieri al governo: "Gentiloni premier e larghe intese"

I banchieri hanno un cavallo su cui puntare per Palazzo Chigi, e c'è da giurare che faranno di tutto per vincere la loro scommessa: quel cavallo si chiama Paolo Gentiloni e la partita, da portare a casa, è l'ennesimo governo di larghe intese, che con diverse sfumature di colore domina la politica italiana dall'infausto autunno del 2011, quello del "golpe" contro il governo di Silvio Berlusconi. Un golpe, guarda caso, finanziario e politico, avallato dall'allora presidente Giorgio Napolitano.



La parola chiave è sempre la solita: stabilità. Ed è il Messaggero a riportare il dietro le quiente del congresso Assiom Forex, dove il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha parlato di fronte a banchieri e analisti finanziari. "Se lei qui dentro chiede onestamente il pensiero sulle elezioni - spiega un anonimo addetto ai lavori al quotidiano romano -, si accorgerà che tutti sperano in una grande coalizione con un primo ministro che può essere Gentiloni e un mix di ministri buoni presi un po' dal centrosinistra e un po' dal centrodestra". Nel mono della finanza prevale "una sorta di spirito di autoconservazione e il terrore di trovarsi a che fare con gente che nemmeno sa di che cosa si sta parlando". O magari qualcuno giudicato un po' troppo fuori dal coro, come Matteo Salvini o Luigi Di Maio. Non a caso è stato lo stesso presidente di Assiom Forex Luigi Belluti, dal palco, a lanciare l'allarme: "Mi pare si stia sottovalutando il rischio politico" italiano.

"Se non vince nessuno serve un accordo in cui già si comincia a lavorare - dice Giuseppe Castagna, numero uno del Banco Bpm -. L'abbiamo già visto in altri Paesi: in attesa di una legge elettorale, il fatto che il governo attuale, con i cambiamenti necessari, possa proseguire la sua opera potrebbe portare dei buoni risultati. Occorre dare subito l'idea che dopo le elezioni si affrontano i problemi seri del Paese, anche se il clima pre elettorale non ci dà grandi aspettative da questo punto di vista". 

Il paragone con Berlino, però, secondo Alessandro Vandelli (ad di Bper) non regge: "Se un paese come la Germania può reggere anche del tempo senza un governo, per l'Italia sarebbe più complicato, anche dal punto di vista del mercato". Anche secondo lui il mercato sta scommettendo "anche troppo positivamente su una soluzione, anziché su uno stallo che darebbe il la alla volatilità". 

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Commenti all'articolo

  • salvatore.naldi

    12 Febbraio 2018 - 10:10

    SE QUESTA VOLTA GLI ITALIANI NON IMPARANO A VOTARE E A CAMBIARE REGISTRO SIGNIFICA CHE SONO VERAMENTE MASOCHISTI E DANNO RAGIONE A CHI SOTTO SOTTO QUESTI GOVERNI NON LEGITTIMATI, SI FREGANO LE MANI E SI DICONO FRA LORO ""POSSIAMO FARE QUELLO CHE VOGLIAMO E CONTINUARE COSI.""" MEDITATE GENTE !!!!!!

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  • ernesto1943

    11 Febbraio 2018 - 20:08

    SE CERCANO DI INTIMIDIRCI PRIMA DEL VOTO HANNO TOPPATO NOI POPULISTI ONESTI LORO LADRI DISONESTI LA SCELTA E'FATTA.

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  • loryyyyy

    11 Febbraio 2018 - 20:08

    Io ho sempre pensato che in opposizione al POPULISMO ci fosse il...."BANCHIERISMO". Si, ripeto il BANCHIERISMO. E' ora di coniarla questa parola e cominciare ad usarla. Speriamo che agli elettori di buon senso ne giunga chiaro il senso e prendano atto che dal BANCHIERISMO bisogna difendersi con un voto populista da maggioranza elettorale storica.

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