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Via del Nazareno

Riforma elettorale: panico nel Pd
"Renzi dicci tu come farla,
ne rischiamo una peggio del Porcellum"

Il sindaco di Firenze teme che nel modello 'ispanico' si nasconda un trappolone volto a bloccare la sua corsa

Riforma elettorale: panico nel Pd
"Renzi dicci tu come farla,
ne rischiamo una peggio del Porcellum"

Roberto Giachetti è all'ottavo giorno di digiuno per ottenere una nuova legge elettorale. E' determinato, ma pessiminista: "Quello che stanno cucinando è un inganno più grosso del porcellum", si è sfogato il democratico che vede il suo partito alle prese con i diktat di Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, infatti, nonostante le polemiche, non arretra di un millimetro e continua a fare la sua partita ("non sto in fila come al supermercato") a partire dalla legge elettorale. Renzi e i suoi, infatti, temono che dietro al modello 'ispanico' del quale si è parlato nei giorni scorsi si nasconda un trappolone volto a bloccare la sua corsa approvando con un sistema fortemente proporzionale che con ogni probabilità riproporrebbe il copione delle larghe intese. Al Senato si ragiona infatti sulla soglia di sbarramento del 40-42% per ottenere il premio di maggioranza in entrambe le Camere e i renziani chiedono il doppio turno in caso non si raggiunga. "E' necessario cambiare una legge elettorale, e chi vince non ha più alibi, ed è colpevole se non fa le cose", ha tuonato ieri Renzi da Verona. "Nel nostro paese il problema è che alle elezioni hanno sempre vinto tutti. Come Bersani che ha detto non ho vinto ma sono arrivato primo, lo stesso Alfano e anche Monti. Grillo ha detto che avevano vinto loro. Hanno sempre vinto tutti: a scuola quando si elegge un capoclasse è uno. Basta col ping pong tra Camera e Senato e il bicameralismo perfetto". 

"Matteo ci dica che vuole" - "Tutto si può fare", ammette sarcastico Alfredo D'Attore, responsabile delle riforme del Pd, "anche approvare la legge perfetta alla Camera, ma significherebbe perdere sei mesi, perché il Senato la affosserebbe". Quindi resterebbe il "porcellum". "Bisogna che Renzi - avverte D'Attorre - si pronunci da subito su come trovare un accordo al Senato perchè lì va fatta la riforma o con il Pdl o con il Movimento cinque stelle altrimenti non c'è maggioranza". Oggi, intanto, Guglielmo Epifani ha convocato a via del Nazareno D'Attorre, Luciano Violante, Doris Lo Moro, relatrice della riforma in commissione al Senato, Luigi Zanda, Maurizio Migliavacca, la presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Anna Finocchiaro ed alcuni deputati come il renziano Matteo Richetti. Un primo punto, secondo quanto viene riferito, al quale seguiranno altri incontri. "Si trattava - spiega la Lo Moro al termine della riunione - di scambiarci delle idee sulle prospettive che abbiamo di arrivare ad una riforma della legge elettorale e mi sembra che ci sia condivisione sulla necessità di arrivare ad una modifica dell'attuale legge così come di proseguire sul percorso delle riforme". Durante la riunione, secondo quanto viene spiegato, si sarebbe rilevata l'impossibilità di arrivare ad avere i numeri necessari per una riforma sul modello francese, ipotesi da sempre ben vista dal Pd. E sarebbe stato anche evidenziato che quello della riforma del Porcellum deve essere uno dei temi della discussione tra i quattro candidati alla segreteria del Pd. 

Napolitano spinge - Intanto il presidente della Repubblica spinge:  "Occorre andare avanti" a fare le riforme economiche e quelle "politiche e istituzionali da tempo riconosciute necessarie". A partire dalla legge elettorale e dalla revisione della seconda parte della Costituzione, ha chiesto con forza Giorgio Napolitano.

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Commenti all'articolo

  • er sola

    15 Ottobre 2013 - 14:02

    Renzi è un dichiarato bipolaristà per cui, per prima cosa la riforma dovrebbe riguardare il numero dei partiti che possono accedere al voto. Chi non raggiunge un certo interesse non ha il diritto presentarsi tantomeno pretendere alcunché dallo stato. Poi, con una concreta riduzione dei parlamentari, chi ottiene più voti governa senza possibilità di accorpamenti con quella miriade di partitini inutili e parassiti.

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