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Il piano B di Berlusconi
Se decade, pronto alla crisi

Silvio punta sul voto segreto in Senato ma se dovesse perdere la partita, stacca la spina a Letta sulla finanziaria

Il piano B di Berlusconi
Se decade, pronto alla crisi

 

Quando è arrivata la sentenza della Corte di Appello di Milano che lo ha ricalcolato la pena accessoria dell’interdizione dei pubblici uffici fissandola in due anni, Silvio Berlusconi era ad Arcore. Era preparato al verdetto, sarebbe che sarebbe arrivato: anzi, semmai, si è sopreso per lo “sconto” di un anno. I giudici, infatti, avrebbero potuto rideterminare da uno a tre anni la pena e hanno scelto la via di mezzo. Il vero pensiero di Berlusconi in questo momento più che l’interdizione è la decadenza. E’ in Senato, che si gioca la partita più importante della sua vita. Il 29 ottobre la Giunta si riunisce per discutere della questione del voto segreto contro voto palese. Il nodo è tutto qui. Il Pd e i grillini spingono (attraverso una forzatura regolamentare) affinché lo scrutinio sia palese per evitare che nel segreto delle urne qualcuno possa decidere di “salvare” il Cav. La partita di Berlusconi è ovviamente quella opposta, fare in modo che si voto con scrutinio segreto, anche perché non tollera che ancora una volta, quando c’è di mezzo lui, si cambino le regole in corsa per dare esempio di esecuzione esemplare della legge Severino. Dunque l’arma in mano a Silvio è il voto segreto.

Alternativa crisi - Ma se dovesse andare male, se alla fine i sentori dovessero votare la sua decadenza, lui questa volta le larghe intese le fa saltare davvero aprendo la crisi sulla Legge di Stabilità: una legge che non piace ai suoi elettori dai commercianti ai professionisti fino agli artigiani. Berlusconi è convinto che se il governo salta sulla legge finanziaria nessuno gliela farebbe pagare cara. Anzi, in questo momento i sondaggi sono dalla sua parte. In sintesi dunque, l’interdizione di ieri non cambierà nulla nell’immediato. Perché i giudici devono depositare le motivazioni entro 15 giorni, poi i legali del Cav ne hanno trenta per presentare ricorso in Cassazione, dopo di che la Suprema Corte dovrà pronunciarsi ricalcolando la pena accessoria. Più immediato il nodo della decadenza. Il prossimo, importantissimo, passo riguarda la modalità di voto. Silvio spera in quello segreto. E potrebbe anche evitare la decadenza se continuano ad arrivare crepe come quelle ultime del senatore sudtirolese Karl Zeller che annunciato di essere per il voto segreto. E la mezza apertura di Linda Lanzillotta che ha detto di voler aspettare le relazioni per poi decidere “sulla base dei precedenti”. .

 

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Commenti all'articolo

  • numetutelare

    31 Ottobre 2013 - 03:03

    C'é poco da ridacchiare, sostanzialmente anche se nessuno lo vuole ammettere, i numeri per silurare il governo ci saranno al vaglio della legge di stabilità ed allora sarà Letta a trovare il modo di impallinare la primadonnetta Lanzillotta

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  • imahfu

    30 Ottobre 2013 - 16:04

    E LA RIATTACCA A RUBY. Atti osceni in luogo pubblico.

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  • imahfu

    30 Ottobre 2013 - 16:04

    La sua crisi isterica. Non potere più evadere le imposte, gli ha fatto venire in mente di evadere dal carcere (dove finirà): l'importante è trovare un secondino (o un terzino) che abbia fame: con due soldi il problema è risolto.

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  • imahfu

    30 Ottobre 2013 - 16:04

    Letta non cade; ha le gambe salde. Piuttosto il Cav. de.- cade e comincia l'ultima decade . Anche l'impeero romano decadde, ora l'imperatore Silvius Magnus, dirà ' Tu quoque Lantiuslotta filia mea?'' Tutta da ridere la politica

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