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Numeri che scottano

Decadenza, ecco chi voterà contro per salvare Berlusconi al Senato

Il crac dei montiani ribalta i conti a palazzo Madama. Se la procedura è a scrutino segreto il Cav può farcela. Albertini avverte: "Sbagliato farlo fuori"

Silvio Berluscon

Silvio Berlusconi

L'appuntamento per il voto in Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi si avvicina. Pietro Grasso presto dovrà decidere se procedere con voto palese o voto segreto. Su questa scelta il Cav si gioca tutto. Nel segreto del voto a Palazzo Madama tutto può succedere soprattutto dopo il crac di Scelta Civica con l'addio di Monti e gli scissionisti di Mario Mauro e di Casini. Così nell'inner circle  del Cav si fanno i calcoli per capire chi voterà a favore della decadenza e chi invece voterà contro. Al netto dei colpi di scena in casa Pd, come nel caso dei 101 franchi tiratori che affossarono Prodi sulla via per il Colle, l'ago della bilancia sulla decadenza di Silvio sono proprio i centristi.

Albertini e i "dodici apostoli" - Così arrivano le prime indiscrezioni su chi voterà contro la decadenza. Tra questi dovrebbe esserci Gabriele Albertini: "“La decadenza di Berlusconi è incostituzionale e Monti lo sa bene", ha affermato l'ex sindaco di Milano. Albertini fa capire esplicitamente che i centristi sono spaccati in due. Da un lato ci sono i montiani di ferro come pure quelli ex-radicali (Della Vedova, membro della Giunta Immunità per Sc) ed ex Pd area liberal (Lanzillotta) che voteranno tutti probabilmente per la decadenza di Berlusconi. Dall'altro lato invece ci sono i dodici dissidenti che hanno "sfiduciato" il Prof. Monti oggi ha rassicurato: "Molti di loro hanno tenuto a parlare con me - ha detto a In mezz'ora - e mi hanno spiegato che voteranno contro la decadenza".

I numeri - Ma in realtà sono in tanti tra i "dodici" che vorrebbero votare contro la decadenza. I ‘numeri’ del pallottoliere del Senato quando – entro e non oltre, forse, la prossima metà di novembre – la conferenza dei capigruppo calendarizzerà il voto sulla decadenza fanno ben sperare.  Sulla ‘carta’, la maggioranza in cui spera il Pdl conterebbe su almeno 162 voti contrari. Quasi in cassaforte ci sono i 91 no del Pdl, i probabili 10 di Gal, i 16 della Lega Nord e tra gli 11/12  e i 16/17 di Scelta civica. Una somma che fa un totale che vede quota 132. Basterebbero 30 franchi tiratori pronti a salvare Berlusconi. E nel Pd ci sono degli esperti in materia. Basta chiedere a Prodi. 

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Commenti all'articolo

  • claudio maestri

    24 Ottobre 2013 - 16:04

    Ehi Brandoalice vedi se ti riesce di aggiungere al tuo vocabolario, tutto tuo, anche la vocale "u" oltre alla "o". Salutoni! Auguri Italia.

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  • degrel0

    23 Ottobre 2013 - 16:04

    che lo salvino quelli del PD che certi suoi budini cadreghisti!

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  • vin43

    22 Ottobre 2013 - 11:11

    Dire che è stato un ventennio nero come quello fascista? Sono due periodi completamente diversi ma con un’unica costante: ODIO. Rileggendo la storia di ieri e quella di oggi si scopre che ieri c’è stato un buon inizio e una brutta fine, oggi non c’è stato alcun inizio e una brutta fine. Presidenzialismo, bipolarismo, governabilità, urgenti riforme: costituzione, giustizia, P.A., proposte rimaste nella mente di un solo uomo impossibilitato a realizzarle per intenso odio «ad person».

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  • s.brandoalice.it

    21 Ottobre 2013 - 14:02

    Berlusconi e i suoi si illodono sulla decadenza.Ormai la sorte è segnata:presto o tardi la meritata decadenza arriverà.Le condanne passate in giudicato non si discotono:si applicano senza se e senza ma.

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