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In vista del vertice

Immigrazione, Letta: "L'Europa ci dia risposte concrete"

Il premier si aspetta "risposte concrete" da Bruxelles: "Lampedusa non è periferia d'Italia, ma avamposto della Ue"

Enrico Letta

Enrico Letta

"L'Europa muore se resta a guardare, muore insieme a centinaia di uomini, donne e bambini". Enrico Letta sceglie l'immagine più dura possibile per richiamare l'Ue alle sue responsabilità nella gestione dei flussi migratori dal Maghreb verso le coste siciliane. Il presidente del Consiglio parla a Montecitorio in vista del vertice di Bruxelles di giovedì e venerdì (e, più in generale, del semestre di presidenza italiana nel 2014). E così, dopo il vicepremier Angelino Alfano, il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge e grande parte della stampa e dell'opinione pubblica, anche Letta chiede un intervento in materia di immigrazione da parte della commissione europea. "Non accettermo compromessi al ribasso - ha detto Letta - perché Lampedusa non è periferia dell'Italia, ma avamposto dell'Europa". Il premier ha chiare le pretese da portare a Bruxelles: "Chiediamo misure immediate per mettere in atto il programma Eurosur - spiega alla Camera - e il rafforzamento di Frontex, un piano d'emergenza per la questione migratoria e il dialogo e la cooperazione con i Paesei del Mediterraneo". Mentre l'Italia "si è assunta fino in fondo la sua responsabilità - argomenta il premier - così come deve fare un grande Paese europeo, l'Ue è stata distratta per troppi anni. Ora non lo è più". Letta vuole che la commissione dimostri "concretezza": "Nessuno Stato ha la dimensione per gestire la sfida della società globale - ha detto -, solo insieme noi europei possiamo fare la differenza".

Ok da Bruxelles - Letta incassa presto l'appoggio dell'Ue. Il suo piano "converge con le priorità già annunciate dalla Commissione - spiega il portavoce del commissario agli affari interni Cecilia Malmstrom -. Fin dall'inizio abbiamo indicato agli Stati che occorre rafforzare Frontex, rendere operativo Eurosur entro il 2 dicembre e dialogare con i Paesi di origine e di transito, oltre al fondamentale aspetto della ridistribuzione dei migranti".

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Commenti all'articolo

  • luna79

    23 Ottobre 2013 - 11:11

    con questa mentalità della sinistra(e purtroppo di chi gli vota)e il vaticano che ci sta addosso saremo costretti a prenderli tutti xchè gli altri stati più obbiettivi ce li rimanderanno indietro come hanno già fatto dobbiamo solo sperare che il popolo in italia si svegli e faccia vincere la destra con una super maggioranza se no siamo fregati!

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  • fonty

    fonty

    22 Ottobre 2013 - 15:03

    L'Europa ha già detto la sua, cioè che "l'Italia deve praticare una seria dissuasione all'immigrazione clandestina, per non farla diventare una calamita che li attira". Parole sante, ma che con i sordi non hanno presa. In pratica, l'italia anche con la cancellazione della Bossi-Fini già insufficiente per arginare il fenomeno, sta comportandosi all'opposto delle raccomandazioni date dalla Comunità Europea. E poi i nostri pseudo governanti pretendono anche che ci aiutino ? Si, con il gesto dell'ombrello !

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  • marari

    22 Ottobre 2013 - 15:03

    Quali risposte aspetti dall'Europa se non quella che gli altri stati non vogliono clandestini travestiti da finti profughi? Lo hanno capito tutti tranne te ed i tuoi compagnucci catto-comunisti. Cosa dire poi di questa operazione Mare Nostrum che serve solo per dissanguarci a favore della peggior feccia del mondo? Gli italiani sono stanchi di pagare per sentirsi clandestini a casa propria. Andatevene a casa che di danni ne avete fatti troppi!

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  • aprisco

    22 Ottobre 2013 - 14:02

    l'europa è terrorizzata, da questa presa di posizione italiana. Le teste governative stanno cadendo come birilli e le teste incoronate sono pronte ad abbassarsi i vitalizi per paura di una incombente rappresaglia italica. Ormai il dado è tratto: al di là del rubicone, scusate il lapsus pantelleria non passserà più nessuno. sig. letta apra un occhio con le due dita pollice e indice e resti in attesa di salivazione.

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