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Muscoli lealisti

Quagliariello si salva, ma Fitto pregusta la vendetta su Alfano

L'ex governatore della Puglia oggi aveva la possibilità di far andare sotto governo e ministro: ha desistito perché l'intento era metter paura

Raffaele Fitto

Raffaele Fitto

Undici senatrori azzurri mettono a rischio governo e riforme costituzionali: Gaetano Quagliariello, l'uomo scelto da Giorgio Napolitano per traghettare l'Italia verso la nuova èra istituzionale, stamattina ha subito il bombardamento dei falchi e si è salvato per un soffio. Gli undici nomi degli azzurri che si sono astenuti sono ben impressi nella sua mente e adesso sembra difficile ricucire uno strappo così vigoroso. Il motivo è uno e semplice: Quagliariello su quel disegno di legge ha costruito i suoi primi mesi di legislatura e a quel progetto lega la sua presenza al governo. Ha una precisa idea d'Italia, la condivide con il premier e con il presidente della Repubblica ed è convinto, per questo, di dover tirar dritto a tutti i costi. La sua determinazione, però, non piace ai falchi azzurri che oggi hanno provato a metterlo sulla graticola: qualcuno avrebbe voluto la sua testa, ma Raffaele Fitto ha fermato tutti. Per questa volta solo tanto spavento.  

Minacce - "Volevano far cadere il governo, ma non ci sono riusciti" ha detto Roberto Formigoni dopo il voto. I numeri gli danno ragione, ma Francesco Nitto Palma, che degli undici era tra i capofila, gli ha mostrato subito una prospettiva diversa: "Se questo fosse stato l'intendimento - ha spiegato il falco ex guardiasigilli - sarebbe stato sufficiente parlare con i senatori pugliesi". Tradotto: quello di oggi è stato solo un avvertimento lanciato dai lealisti ai 24 senatori vicini a Letta e Alfano; "i pugliesi", cioé gli uomini di Fitto, sono rimasti fuori ed hanno detto "sì" all ddl, ma tutti farebbero bene a non conteggiare loro tra quelli vicino al governo. Oggi, dice in soldoni Nitto Palma, se Fitto avesse voluto mettere in imbarazzo governo e Quagliariello avrebbe potuto farlo, ottenendo il massimo risultato col minimo sforzo. 

Muscoli - Agli undici franchi tiratori, infatti, si sarebbe potuta aggiungere facilmente un'altra pattuglia composta da altri undici senatori azzurri, quelli eletti tra Bari e Lecce dal Pdl. L'aritmetica chiarisce: 218 meno 11 fa 209. La maggioranza richiesta dei due terzi, oggi, era di 214 senatori: senza i pugliesi di cui parla Nitto Palma sarebbe finita così, con il governo Letta costretto a chiedere agli italiani di esprimersi in un referendum costituzionale. Fitto ha preferito mostrare i muscoli e affidarsi ad una minaccia ben politicamente costruita piuttosto che passare ai fatti: se lui avesse voluto, infatti, il sostegno inaspettato della Lega Nord raccolto dal governo non sarebbe bastato. E a quel punto la vendetta su Angelino Alfano sarebbe stata perfetta, ma prematura: adesso l'obiettivo è presentarsi in riunione e stilare il bilancio di una mattinata convulsa in Senato. Il partito non potrà prescindere da certi numeri. Altrimenti salta tutto. 

Michele Chicco

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Commenti all'articolo

  • encol

    24 Ottobre 2013 - 13:01

    fermarsi. Letta è un fasullo non vale niente esattamente come il suo predecessore ed il suo attuale tirapiedi il Saccomanni. E' tutta gente che ha sempre e comunque percepito uno stipendio NON capisce un caz... di economia reale infatti NON sanno governare un paese in grave difficoltà economica. Al posto di diminuire i costi aumentano le entrate PIU' farlocchi e deficienti di così bisogna inventarli.

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  • sommesso49

    23 Ottobre 2013 - 22:10

    Fa più paura una pistola giocattolo piuttosto che una pistola vera. Quella vera fa paura a coloro che se la vedono puntata di fronte mentre la pistola giocattolo fa paura anche a chi la impugna. Ebbene Fitto "oggi (con una pistola giocattolo) avrebbe avuto la possibilità di far andare sotto governo e ministro e avrebbe desistito perché l'intento era metter paura? Agli undici franchi tiratori si sarebbe potuta aggiungere facilmente la pattuglia composta da altri undici senatori azzurri, quelli eletti tra Bari e Lecce dal Pdl"? Per carità! Fitto sa bene di non poter contare su quei peones che si è portati dietro dal Salento. Quelli sono come i cani che hanno l'osso in bocca e non lo mollano neppure se li ammazzi. Ed è stato proprio per la certezza di essere abbandonato dai salentini che Fitto non ha affondato il colpo. E non lo affonderà mai per far cadere il governo, ma per il potere interno al PDL, circondandosi di salentini per inaugurare l'era Fitto al posto del Cav.

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