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La prudenza del Cav

Berlusconi l'attendista rimanda il varo di Forza Italia al dopo Europee

Berlusconi tiene nel cassetto il nuovo partito per il rischio scissione. Ed evita l'azzardo anche sul voto anticipato

Berlusconi l'attendista rimanda il varo di Forza Italia al dopo Europee

Il Cavaliere ridotto alla prudenza. Le prospettive del voto anticipato e del varo della nuova Forza Italia si allontanano. Troppe incognite: in primis il risultato dell'eventuale ritorno alle urne, che non è detto possa arridere al centro destra. E poi il rischio che lo scioglimento del Pdl gli faccia perdere metà partito, al netto di una rigenerazione della classe dirigente azzurra che pare ferma al palo. E così Silvio Berlusconi, a dir poco distratto dalle sue vicende giudiziarie e ammaliato dalle sirene di quanti gli fanno assaporare un trionfo elettorale con conseguente governo amico, si trova costretto a fare l'attendista. E rimandare i tempi di un'eventuale sortita che faccia saltare il banco.

Segnali interni - I segnali che arrivano dal partito non invitano il Cav a una prova di forza. Il blitz per affossare il governo sulle riforme costituzionali, tentato in Senato da un gruppo di fedelissimi berlusconiani, è andato male: per pochi voti, ma pur sempre fallito. E, cosa peggiore, non solo per il drappello di colombe a Palazzo Madama, ma anche ad opera di potenziali alleati come l'Udc e la Lega. Niente che spinga verso strappi, insomma, perché la prospettiva di perdere per strada i filogovernativi è assai concreta.

Riparliamone in primavera - L'impasse sulla nuova Forza Italia, raccontano i rumors, non è solo strategica, ma anche di personale politico. Il Cav vorrebbe strutturare il nuovo partito su una rinnovata dirigenza: lui stesso e Angelino Alfano (leggermente ridimensionato) alla guida, e un bel po' di facce nuove intorno. Ma proprio le facce nuove al momento mancano. E quindi meglio, pare stia ragionando il Cav, rimandare tutto a maggio, quando si terranno le Europee, e guadagnare qualche mese di riflessione.

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Commenti all'articolo

  • gispo

    24 Ottobre 2013 - 12:12

    gli conviene aspettare che venga assolto da qualche processo(ci credo poco).

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  • pinux3

    24 Ottobre 2013 - 12:12

    ...che il "cav"(ormai ex...) è nella cacca fino alla radice dei capelli?

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  • arwen

    24 Ottobre 2013 - 11:11

    Il maquillage è stata la vera preoccupazione della politica degli ultimi 20 anni. Sia a dx come a sx, si è cointinuato a cambiare nome nel tentativo di trovare la combinazione più accattivante, lo slogan più efficace, la trovata più sorprendente, l'accusa più infamante il tutto al solo scopo di disorientare l'elettore e privarlo del suo senso critico, stordirlo fino a precipitarlo nella trincea della più rigida ideologia (pro o contro tertium non datur). Tutto ciò per raccattare i voti necessari a confermare il potere di una lobby di politici (di dx e di sx) perennemente affamata. Cari amici politici, non sono i nomi che contano, ma i contenuti e gli uomini e le donne che li propongono. Finchè nell'asfittico stagno della poitica continueranno a sguazzare le stesse rane che hanno gestito per 20 anni la cosa pubblica, con singolare incapacità, nulla cambierà. Cambiate pure il nome al partito o ai partiti, nulla muterà, come nulla è cambiato in questi anni. Fatti, signori, non parole!

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  • ellemanga

    24 Ottobre 2013 - 11:11

    sara' molto amara per i partito lecca-culo dell'Europa e pro immigrazione selvaggia. Spero proprio che il parlamento europeo cambi pelle dopo le prossime elezioni.

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