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Beghe azzurre

Pdl, chi pressa Alfano: "Rompi con Berlusconi"

Angelino Alfano e Roberto Formigoni

Angelino Alfano e Roberto Formigoni

Falchi contro colombe. Lo scontro che sta monopolizzando la recente storia del Pdl, gli ultimi giorni del partito prima del ritorno a Forza Italia. Dopo l'Ufficio di presidenza in cui Silvio Berlusconi ha azzerato le cariche e, di fatto, ripreso il controllo del partito, la situazione è tesissima. Il Cav ha restituito (e con gli interessi) lo schiaffo preso da Angelino Alfano con la fiducia a Enrico Letta. Ma i due, pur molto lontani sulla linea politica da seguire, non vogliono rompere. C'è invece chi, però, lavora ai fianchi di entrambi e accelera sulla rottura.

Le pressioni - Nel dettaglio, su Alfano c'è una pattugli azzurra che continua a esercitare pressione: da Roberto Formigoni a Carlo Giovanardi continuano a dirgli che il rischio è di finire nella terra di mezzo, come Gianfranco Fini. Queste colombe invocano una "exit strategy" precisa, che prevede il sostegno al governo fino al 2015 l'addio a Berlusconi. Formigoni ha provato anche ad arruolare Renato Schifani, più vicino alle posizioni di Alfano, che ha però "declinato" l'invito, spiegando: "Io sono un ricucitore". Il più attivo è proprio l'ex governatore lombardo, che ha annunciato che "gli alfaniani hanno superato quota 40 senatori".

Fuoco sul governo - Dall'altro lato, i lealisti, i falchi. Nella giornata di domenica una pioggia di dichiarazioni antigovernative. Duro Sandro Bondi, secondo il quale il Pd "non vuole partecipare alla pacificazione", e dunque tutti i ministri "a partire dall'amico Alfano non tarderanno a riconoscere e constatare che l'attuale forma di governo non ha prospettive". Sulla stessa linea d'onda Renato Brunetta: "I ministri Pdl non possono fare come se i diritti politici di Berlusconi non li rigardarssero". Dai falchi piovono ultimatum a ministri e governo: anche loro vogliono la rottura immediata, ma delle larghe intese.

Il dialogo - Sullo sfondo l'uomo che, tutt'ora, ha l'ultima parola: Silvio Berlusconi. Nonostante le pressioni dei falchi, non ha affatto interrotto il dialogo con Angelino Alfano. Il Cav cerca l'unità, anche se la missione è difficile, quasi impossibile. Se Berlusconi dovesse alla fine decidere di abbandonare il governo, Alfano si troverebbe di fronte all'ennesimo, e difficilissmo, bivio: seguire il leader oppure andare per la sua strada e rompere, forse, per sempre?

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Commenti all'articolo

  • locatelli

    30 Ottobre 2013 - 03:03

    si mai fidarsi dei demopirla si dei ew democrazia cristiana formigoni vai con casini e li la tua casa ingrato silvio ti a salvato quando eri alla regione lonbardia

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  • degrel0

    29 Ottobre 2013 - 12:12

    è pari a Cicchitto:faranno la fine di Gianbadoglio Fini!

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  • enio rossi

    29 Ottobre 2013 - 12:12

    Il povero Formicone era sotto scacco della Magistratura per i noti problemi alla Regione Lombardia. Gli è stato detto (da emissari di una Magistratura IMPARZIALE) che se rompe col Berlusca tutto verrà risolto. Cosa deve fare? Come diceva il Manzoni "uno se il coraggio non ce l'ha non può darselo". Ma in che Stato viviamo??

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  • rintintin

    28 Ottobre 2013 - 12:12

    e dannoso, questo è Formigoni, un uomo disdicevole su tutti i fronti, sai una di quelle persone che fanno schifo per storia personale e politica ....piuttosto che votare un partito con Formigoni ...mi taglio i co.....

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