Cerca

Il Paese reale

"Zanonato, noi non capiamo che cosa dici". Gli imprenditori lo contestano

Il ministro dello Sviluppo Economico prova a convincere gli industriali a non trasferirsi in Svizzera. Finisce a pernacchie

Flavio Zanonato

Flavio Zanonato

L'incontro doveva riavvicinare gli imprenditori dell'alta Lombardia al governo, ma è finito con i fischi al minsitro dello Sviluppo Economico. "Zanonato, non capiamo cosa dice", ha tuonato uno degli oltre mille industriali riuniti a Varese per prendere parte al dibattito "Meglio in Svizzera?". Insomma, l'ex sindaco democratico di Padova, intervenuto all'evento organizzato da Confartigianato per convincere gli imprenditori lombardi a non cedere alle sirene elvetiche (ai primi di ottobre il comune di Chiasso ha invitato le aziende italiane a spostare la sede nel canton Ticino per godere di una fiscalità più vantaggiosa), ha vissuto momenti di forte imbarazzo difronte al "Paese reale". Mentre Zanonato sciorinava i meriti del governo Letta in materia di lavoro e impresa,  la platea è esplosa in un boato di voci dissenzienti. Alessandro Marchini, piccolo imprenditore, non ce l'ha fatta a resistere e, come ha raccontato il Corriere della Sera, è corso sul palco "Signor ministro - ha detto - di quello che lei dice noi non abbiamo riscontro. Io ho paura perché non vedo niente davanti a me". Zanonato, uscito dalla prova del fuoco, ha comunque definito "utile" l'incontro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • monrefuge

    01 Novembre 2013 - 10:10

    Ha pensato Zanonato alla fine dell'incontro.

    Report

    Rispondi

  • cavallotrotto

    31 Ottobre 2013 - 09:09

    haragione sonoliberale , l'italia non è un paese libero , economicamente strozzato da imbecilli che credono di essere dei solo perché hanno studiato alla bocconi . anche un idiota avrebbe capito che le tasse strozzano , vedi i nuovi imprenditori , dopo 6 mesi, chiudono baracca e burattini , perché ? sono inetti ? no , devono pagare balzelli che non riescono a pagare solo perchè i governanti non hanno capito che la burocrazia è troppa , che le tasse in altri paesi sono un quinto che non in italia , l'iva al 22% la paghiamo noi , non la germania o la francia o l'inghilterra . lasciamo perdere l'america . loro , i mantenuti , continuano a sperperare , e se provassimo a togliere loro il 60% dello stipendio ? zanonato , inutile blaterare , sei come monti , cioè un ignorante in economia , vai a scuola all'estero , con i tuoi soldi , non come la boldrini e la kienge .

    Report

    Rispondi

  • accanove

    31 Ottobre 2013 - 09:09

    l'idiozia con cui perseguono in totale dispregio del buonsenso economico fa pensare che vi sia un programma al di sopra di tutto, statalizzare il paese e ricreare uno stato sovietico nonostante la storia abbia dichiarato fallito quell'esperimento.

    Report

    Rispondi

  • sonoliberale

    30 Ottobre 2013 - 16:04

    Presi dall'euforia da redistribuzione del reddito, i nostri politicanti hanno fatto tabula rasa di quelli che il reddito lo creano: le imprese e relative maestranze. Resta la fissa della salvaguardia degli statali e del consolidamento dei precari pubblici perché, si dice, loro si che sarebbero in grado di sostenere i consumi interni. Per la felicità dei fessi, i consumi di prodotti a basso prezzo fanno la felicità degli importatori di prodotti finiti dal far-east. Risultato: più deficit, nessuna creazione di posti di lavoro in Italia, ma, in cambio, più circolazione di M1 ed M2 con, dulcis in fundo, maggiore base imponibile ai fini I.V.A.. Ergo, imprenditori medi e piccoli fuggite finché siete in tempo. Salvate la vita alle vostre imprese e ai vostri collaboratori(che purtroppo dovranno rassegnarsi a fare i frontalieri per seguire il loro posto di lavoro); lasciate questo paese che non ha nemmeno la dignità di eliminare sprechi e privilegi per salvare la sua gente.

    Report

    Rispondi

blog