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Caos Pdl

Silvio vede i falchi
Alfano vede Letta
E Schifani annuncia
l'elenco dei traditori

"Anche io ho le mie t...". Il messaggio sibillino di Renato. Vietato parlare di scissione, ma...

Silvio vede i falchi
Alfano vede Letta
E Schifani annuncia
l'elenco dei traditori

Certo, parlare di scissione o di due Pdl è vietato. E anche il documento messo a punto dagli alfaniani in vista del Congresso nazionale della nuova Forza Italia, esclude l'ipotesi di una separazione tra le due anime del Pdl. Ma quanto è accaduto oggi pomeriggio, dopo che la giunta per il regolamento del Senato aveva disposto il voto palese per la decadenza di Silvio Berlusconi, la dice lunga non solo sul caos che regna all'interno del partito, ma anche sull'esistenza nei fatti di due anime e di due diversi modi di sentire tra gli azzurri.

E' capitato infatti che Silvio Berlusconi prima abbia annullato il pranzo che aveva in programma con Alfano e con i ministri Pdl e che poi abbia chiamato a raccolta i 'falchi' del Pdl: da Fitto a Brunetta, da Capezzone a Verdini passando per il sempre fido Gianni Letta. Il Cavaliere rimprovera al segretario e ai suoi di non aver saputo intervenire su Letta per trovare una soluzione condivisa: "Segnalo che il Governo, se volesse, avrebbe un'autostrada per risolvere il problema: è tuttora aperta la 'legge delega' sulla giustizia, e basterebbe approvare una norma interpretativa di una riga, che chiarisca la irretroattività, la non applicabilità al passato della Legge Severino. Letta dica sì o no" aveva detto ieri il Cavaliere. E la risposta è stata, nei fatti, no.

Contemporaneamente, Angelino Alfano incontrava Enrico Letta a Palazzo Chigi insieme ai suoi ministri. E' chiaro che le due fazioni si stiano contando: la prima, quella dei lealisti berlusconiani, per capire se può davvero mettere in atto la minaccia di far cadere il governo; la seconda, quella dei governativi, per verificare di avere davvero i numeri per far marciare Letta anche se i berlusconiani dovessero passare all'opposizione. E intanto, con un messaggio piuttosto sibillino, il presidente dei senatori azzurri Renato Schifani, fin qui noto per la sua posizione di 'pontiere' tra i due opposti schieramenti azzurri, accende un'altra miccia. "Anche io ho le mie 't", la mia lista dei traditori". 

 

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Commenti all'articolo

  • KARLOS-VE

    31 Ottobre 2013 - 10:10

    non lo vuole nessuno, non lo vuole l'Europa, non lo vogliono gli italiani, sicuramente la maggiorparte, non solo i comunisti, gli rimangono il manipolo di dipendenti e beneficiari diretti e tutti gli storditi che lo votano senza alcun interesse diretto pensando che sia il migliore statista del mondo che abbia fatto il bene dell'italia. AVVISO AI NAVIGANTI; Il vento è cambiato, è cambiato.

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  • sotnaile38

    31 Ottobre 2013 - 09:09

    Egli ha creato il precedente del voto palese per Lusi quando era presidente del Senato. Allora, il senatore PD sarebbe stato cacciato anche col voto segreto Lui ha le colpe politiche della debacle di ieri e non capisco come mai il PDL lo metta in prima linea tra i difensori di Silvio.

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  • Borgofosco

    31 Ottobre 2013 - 08:08

    La vittoria dello 'stalliere' e delle cinque stalle fa risaltare il problema dell'imperante sistema di MALAGIUSTIZIA che si è trasformato in un vero e proprio regime. Quando saltano tutti gli argini di verifica e controllo tra Parlamento, e ordini dello Stato, in questo caso l'ordine giudiziario, non si può più parlare di democrazia ma bisogna parlare di dispotismo. La dittatura la si combatte in ogni modo e con ogni mezzo. Le stalle e ciò che contengono hanno precisa connotazione. Non vorrei parlare 'dell'animale bresciano' poiché il suo aspetto fisico lo connota abbondantemente. Ma questi forcaioli, rozzi ed ignoranti, hanno preso possesso del 'loro ambiente romano' ed hanno trasformato il parlatoio-mangiatoia, in un luogo dove portare il fieno di rivendicazioni populiste che traggono origini non soltanto dall'ignoranza ma anche dal dispotismo di vecchi comunisti sempre sconfitti democraticamente. Allora Silvio proceda sino al sacrificio estremo.I forconi sono dietro l'angolo?

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  • sommesso49

    31 Ottobre 2013 - 08:08

    Secondo me Silvio non vede più. Piuttosto "si vede" fuori dal parlamento e "intravede" la possibilità della confisca dei beni. Inoltre "si vede" condannato per i processi Ruby, De Cristoforo, Tarantini ecc. Alla fine della fiera, paga il fio delle proprie colpe ma, sotto l'aspetto della coerenza, avrebbe dovuto copiare, punto per punto, il comportamento elegantissimo del Senatore Dell'Utri. Vero uomo d'onore e non uno sciacquetto di periferia.

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