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Dimissioni vietate

Cancellieri, così Letta e Napolitano hanno blindato il ministro sul caso Ligresti

Il premier: "Chiarirà tutto". Dopo 48 ore di telefonate e consultazioni con il Colle, il governo ha deciso: meglio evitare terremoti

Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano con Enrico Letta

Il processo ad Annamaria Cancellieri qualcuno l'ha già fatto: e il ministro della Giustizia ne è uscito assolto, più blindato di prima. La vicenda imbarazzante della telefonata per favorire la scarcerazione di Giulia Ligresti, malata, ha messo in difficoltà sia Palazzo Chigi sia il Quirinale: da una parte c'è la fiducia nella Cancellieri, dall'altra una polemica che da mediatica rischia di diventare velocemente politica, con il Movimento 5 Stelle e parte del Pd che già chiede a gran voce le dimissioni della diretta interessata. Lei tiene duro, dicendo che quella telefonata è stata fatta per motivi "umanitari": "La rifarei - ha detto il ministro -, ho la coscienza a posto, la Ligresti poteva morire". Il premier Enrico Letta ha cercato di minimizzare: "Spiegherà tutto, deve fugare ogni dubbio". Martedì prossimo la Cancellieri riferirà in Parlamento, ma come detto il suo posto sembra blindato. 

Il silenzio di due giorni dei Palazzi che contano non è un caso. Sono state 48 ore di telefonate, consultazioni, faccia a faccia.Dalle stanze del Quirinale sarebbe arrivato un sì alla conferma del ministro. Il rischio, ben compreso da Letta e dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è quello di un terremoto nel governo. Certo, le parole del Procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli, che ha chiarito come la decisione di scarcerare la LIgresti sia stata autonoma e senza pressioni dal Ministero, è stata decisiva. Come dire, un via libera "tecnico" a una fiducia fondamentalmente politica. Il punto però è un altro: come per il vicepremier Angelino Alfano ai tempi del caso Ablyazov, Letta non poteva permettersi di perdere un pezzo da 90 come la Cancellieri e dunque le proteste di grillini e parte di Pd e Pdl non avranno gravi sbocchi in Parlamento. E a rinsaldare la Cancelleri ci hanno pensato due esponenti di spicco del centrodestra come Renato Brunetta e Raffaele Fitto: entrambi gli onorevoli azzurri hanno promesso che "il Pdl non userà il caso per indebolire il governo".

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Commenti all'articolo

  • samuel80

    03 Novembre 2013 - 13:01

    ma a me queste zaffate che arrivano dall'altro fanno sempre più venire conati di vomito. Che le istituzioni siano marce ormai è assodato e certificato...ma il fatto che la putredine abbia raggiunto siffatti livelli è sfuggito anche alla pegiore previsione. Che schifo.

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  • Gigliese

    Gigliese

    03 Novembre 2013 - 13:01

    Questa si che è far rispettare la in-Giustizia. TUTTI DI COMUNE ACCORDO.

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  • Verifiability

    03 Novembre 2013 - 13:01

    Come, questo giro non scroccate gli articoli a Travaglio? Sono tre editoriali di fila che scrive che la Cancellieri andrebbe "toccata" eccome! Cercate di essere Libero anche di Fatto. Provate l'ebrezza almeno..

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  • gosel

    03 Novembre 2013 - 13:01

    La grossa ministra non si chiama mica Berlusconi e nemmeno ha legami di parentela o di amicizia, quindi può stare tranquilla che nessuno si permetterà di sfiorarla. E poi con quegli angeli custodi di Letta e Napolitano!!!

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