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Privilegi senza fine

Governo, ecco il piano per l'esercito: meno uomini e pensione anticipata

Per i cinquantenni esenzione dal servizio di 10 anni con l’85% di stipendio. Resta anche il diritto alla pensione piena e potranno fare anche la doppia attività

Governo, ecco il piano per l'esercito: meno uomini e pensione anticipata

Enrico Letta mette in testa l'elmetto e prepara un bel regalo di Natale per i militari. Secondo il paino di riforma delle forze armate preparato dal governo ci saranno trentacinquemila uomini in meno in dodici anni» e una formula magica che prevede una sostanziosa redistribuzione dei carichi di spesa: quest’anno in un bilancio di circa 14 miliardi per la "funzione difesa" i costi del personale gravano per il 67 per cento. L'obiettivo è quello di avere meno uomini e armi migliori. E fin qui nulla di strazo. Anzi le casse dello Stato potrebbero pure risparmiare con la riforma delle forze armate.

Lo scivolo d'oro - Ma, attenzione c'è il trucco. Pagheremo tutto noi. Il passaggio del personale ad altro ministero, il prepensionamento e, soprattutto, l’esenzione dal servizio, comma sesto dell’articolo 2209, il punto più controverso nella disciplina del periodo transitorio saranno tutti provvedimenti a carico nostro. Dai 50 anni in poi (dieci anni prima del congedo) si può entrare in un magico limbo, lo scivolo d’oro appunto grazie al quale si conserva l’ottantacinque per cento dello stipendio senza lavorare più nemmeno un solo giorno, con tanto di pensione piena; non è esclusa neppure la facoltà di fare altri lavori (il reddito non si cumula). Questo bonus decennale per le forze armate in (libera) uscita verrà inserito nel codice dell’ordinamento militare dopo un passaggio in Camera e Senato. Domenico Rossi, ex generale e adesso deputato di Scelta civica: "Però, ci pensi, è la via d’uscita della generazione delle missioni, i cinquantenni di adesso avevano 35 anni in Kosovo. Non è che si possono mandar via così". A spese nostre.

 

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Commenti all'articolo

  • gianchi0655

    04 Novembre 2013 - 14:02

    caro blues 188 che ancora insista con al solita mistica del nord che lavora e di tutto il resto di Italia che ozia sappi che il 90% dei cassa integrati, che loro malgrado non lavorano, sono al nord e quindi anche loro sono, a tutti gli effetti, dei mantenuti dallo stato.

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  • arwen

    04 Novembre 2013 - 11:11

    Talvolta è meglio tacere e lasciare il dubbio sulla propria inappropriatezza che aprire bocca e cancellare quel benefico dubbio. Da quali fonti qualificate hai tratto questa brillante nonchè edificante affermazione? Comunque, ti rammento che tra i morti e feriti che l'Italia ha pagato come tributo alla sua insensatezza ci sono in pari numero cittadini sia del nord, del centro che del sud. Per quanto riguarda lo stereotipo dell'uomo del nord che lavora a schiena piegata questo è, appunto, uno stereotipo che spesso, nella mia esperienza, si è dimostrato una pura vanteria priva di sostanza. Comunque, se tu ritieni che passare sei mesi in mezzo al deserto a farti sparare addosso oppure raccolgiere i resti dei tuoi colleghi/amici, oppure esercitarti giorno dopo giorno per tentare di riportare a casa la pelle per uno stipendio da fame,mentre la tua famiglia tira avanti da sola perchè lo stato non caccia un cent, non sia lavorare allora, caro amico, non hai capito vermante nulla della vita.

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  • blues188

    04 Novembre 2013 - 11:11

    Quasi tutti i soldati hanno origini del Sud.. e per forza che dovevano essere serviti così bene. Mica li tocca nessuno i meridionali. Mentre al Nord, dove si lavora (LA-VO-RA con le mani e schiena piegata) se si licenzia non è che perdono il sonno i nostri amici del Governo.

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  • arwen

    04 Novembre 2013 - 11:11

    ha appena mandato in onda un reportage sui "reduci" di alcune missioni "umanitarie". Ora, gli uomini e le donne (migliaia in questi anni) delle forze armate hanno dato molto al paese e senza battere ciglio per stipendi che, francamente, non li pongono certo all'altezza delle vere caste. Definire quella dei militari una casta è una indegnità, sarebbe come dire che le pecore al macello sono di per se una casta perchè almeno prima vengono tosate. Mai in questo paese i militari e, soprattutto, le loro famiglie, hanno ricevuto dal paese il giusto riconoscimento per il loro silenzioso lavoro e ora, questo progetto, rischia di rappresentare il calcio in culo dell'ingrato a persone che, sinceramente, non lo meritano. Buttati fuori come immondizia, come pesce andato a male, credete che molti militari apprezzeranno il fatto di essere scaricati a spese del paese che hanno giurato di difendere? Allora dovreste conoscere di più l'ambiente militare e scrivere meno cavolate.

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