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Lo scontro

Berlusconi convoca Alfano ad Arcore

Angelino Alfano e Silvio Berlusconi

Angelino Alfano e Silvio Berlusconi

Convocato ad Arcore. Silvio Berlusconi, infuriato per la richiesta delle primarie, chiama al suo cospetto Angelino Alfano. L'indiscrezione viene rilanciata dall'Huffington Post, secondo il quale il Cavaliere avrebbe le idee molto chiare: "L'unica cosa che deve dire Angelino è se firma o no il documento di Forza Italia. Il tempo è scaduto: o dentro o fuori". Basta con i tentennamenti, insomma: l'ex premier, da parte del suo (ex?) delfino, vuole una presa di posizione netta.

L'ira di Silvio - Come detto, la proverbiale goccia che ha fatto traboccare un vaso già pericolosamente pieno, è stato il fatto che Alfano abbia invocato le primarie, una richiesta che, di fatto, taglia fuori dai giochi Berlusconi, considerato "finito". Chi lo ha sentito al telefono, dà conto di un Berlusconi furioso, non più disposto a tollerare quelli che ritiene essere attacchi in piena regola da parte del vicepremier. La rottura politica, dunque, sarebbe davvero a un passo. Per la prima volta, infatti, traballerebbe anche il rapporto di fiducia personale che, pur tra le recenti e aspre incomprenisoni, tra Berlusconi ed Alfano non è mai venuto meno.

"Ucciso due volte" - A rendere tesissimo il clima ha contribuito anche la visita al Quirinale di Alfano stesso: secondo il Cav l'unica preoccupazione di Angelino sarebbe quella di blindare il governo, proprio nel momento di maggiore difficoltà personale, con la decadenza e il voto palese che incombono. Un falco del Pdl citato dall'Huffpost spiega: "Il tentativo di Alfano e Schifani è di uccidere Berlusconi due volte. Facendo passare la legge di stabilità per mettere in sicurezza il governo e poi arrivare alla decadenza col presidente in posizione di debolezza". La strategia del segretario, infatti, sarebbe quella di far slittare la decadenza a dopo il voto sulla legge di stabilità: in caso contrario, le larghe intese potrebbero corllare. 

La "schifezza" - Ma i malumori di Berlusconi covano anche sulla legge di stabilità stessa, bollata come una "schifezza", definita "invotabile se non si cambia". Anche su questo punto, ad Arcore, tra il Cav ed Alfano ci sarà un confronto duro, durissimo. I due si vedranno in serata ad Arcore, e poi domani, martedì 5 ottobre, a Roma. Come detto, Silvio metterà Alfano all'angolo chiedendogli di sottoscrivere il documento su Forza Italia, in cui viene stabilito l'organigramma. Lo scontro più duro, però, si consumerà sul governo e sulla legge di stabilità.

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Commenti all'articolo

  • Devogu

    05 Novembre 2013 - 16:04

    La posizione di Alfano è molto semplice: sta per il Berla quando gli conviene e la sua passione è anzitutto stare sul carro di chi è al potere.

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  • antari

    04 Novembre 2013 - 22:10

    colpisce ancora?

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  • sebin6

    04 Novembre 2013 - 20:08

    ma non è lui il segretario del partito? Non è alfano che dovrebbe dettare le regole? Se berlusconi vuole uscire da forza italia per fondare un altro partito sarebbe lui il traditore. Forse tra i bananas vigono altre regole. IL PARTITO NON ESISTE, VI E' UN PADRONE E TANTI DIPENDENTI SCHIAVETTI. Su chi lo vota preferisco non esprimermi.

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  • pino&pino

    04 Novembre 2013 - 19:07

    "Chi non è con me è contro di me" Cazzo, questa l'ho già sentita.

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