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Idem sul caso Cancellieri: "Mi sono dimessa per molto meno"

L'ex ministro, al governo per 2 mesi, tornai ai giorni dell'addio: "Il mio fu solo un banale errore"

Josefa Idem

Josefa Idem

"Mi sono dimessa per niente. Per mille euro di scarto nel versamento Ici che neanche configurano il reato di evasione fiscale". Josefa Idem, canoista, campionessa olimpionica e, per un bimestre, ministro della Repubblica, torna sulla propria avventura governativa (terminata per la "furbata" sull'Imu). E, nella sua intervista al Fatto Quotidiano, dimostra di volersi togliere più di un sassolino dalla scarpa. "Sono stata condannata per nulla - sostiene la Idem -. Le mie dimissioni sono state un sacrificio in nome delle larghe intese: il Governo in quei giorni era debole". E la questione della palestra censita come abitazione? "Un errore del geometra - si difende -, una posizione che avevo cominciato a sanare in tempi non sospetti". Insomma, l'ex campionessa olimpionica soffre ancora: "Non ero più gradita - rievoca -, ho subito un accerchiamento mediatico, mi sono dimessa e del governo nessuno mi ha cercato più". E quindi lo scenario rievocato è quello di un ministro che offre la testa al boia dell'opinione pubblica inferocita per non creare problemi a un governo già debole. Ma anche quello di un esecutivo che accompagna un proprio membro al patibolo senza battere ciglio. E' da qui viene la sofferenza della Idem. Lei assicura di non fare riferimenti alla scarcerazione di Giulia Ligresti: "Non parlo del caso Cancellieri". Ma che pensi alla Guardasigilli, malgrado tutto blindatissima dal governo Letta, sembra invece evidente.

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