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Verso la crisi

Berlusconi, la voce: chiederà le dimissioni dei ministri

Silvio Berlusconi

Silvio alla resa dei conti: visto da Benny

Sono tre le date che segneranno il destino del governo e del Pdl/Forza Italia: il 16 novembre, il giorno del Consiglio Nazionale degli azzurri, il 22 novembre con il voto sulla legge di stabilità e infine il 27 novembre quando il Senato voterà sulla decadenza del Cav. Fin qui il calendario. Ma la vera "ora X" scatta proprio il 16 novembre. All'assemblea azzurra ci sarà lo scontro finale tra falchi e colombe, tra governisti e lealisti. Sul tavolo c'è il futuro del centrodestra ma soprattutto quello del governo. E a quanto pare ad esssere più in pericolo è il secondo. Secondo alcune indiscrezioni il piano del Cav è chiaro: chiedere le dimisisoni dei mistri Pdl proprio il giorno del Consiglio Nazionale per poi aprire la crisi di governo e tentare la sterzata verso le urne.

La paura -
Ad accelerare i tempi della spallata a Letta è proprio l'avvicinarsi del voto sulla decadenza. I lealisti al Cav hanno detto: "Silvio, quando sari fatto fuori dal Senato rischi le manette. Napoli, Milano, Bari, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Da quelle procure può arrivare il la richiesta di custodia cautelare per te. Basta solo la firma di un giudice". Così Berlusconi avrebbe deciso di far saltare il banco. Il piano è quello dei falchi che, come racconta il Messaggero, lo hanno riferito proprio a Berlusconi: "Se vuoi evitare l'umiliazione dell'arresto, chiama il tuo popolo in piazza così da leader silente e discusso che non tiene più nemmeno i suoi ministri, ti trasformi in capo dell'opposizione. Le manette ai polsi non te le potrebbero mettere. Se accadesse in tutta Europa e in tutto il mondo si griderebbe alla libertà violata e alla democrazia calpestata".

Le dimissioni dei ministri - Insomma a quanto pare Letta potrebbe davvero i giorni contati. Forse pure Alfano. Berlusconi vuole rivoluzionare il partito. Tutti i poteri della nuova Forza Italia saranno nelle sue mani, ma a circondarlo ci sarà una squadra di giovani, con gli altri leader storici a far da rinforzo in secondo e terzo piano. Così Angelino dovrà decidere da che parte stare. Un consigliere vicino al Cav avrebbe detto al Messaggero: "Il passo decisivo sarà quello di chiedere ad Alfano e ai ministri di dimettersi. Se non lo faranno se ne assumeranno la responsabilità". E qui arriva la bordata: "Automaticamente saranno fuori dal Pdl e da Forza Italia". Intanto le colombe in vista della resa dei conti si organizzano: "Abbiamo già 312 firme sul nostro documento che presenteremo al Consiglio. Speriamo di arrivare a quota 400 entro sabato 16. Così potremmo bloccare lo scioglimento del Pdl". Ma Silvio - forse - ha già scelto. Tirerà dritto. Con o senza Alfano.

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    09 Novembre 2013 - 14:02

    Quante volte avete scritto che Silvio era finito,che non contava una mazza.Ti ricordi poi com'è andata a finire smemorato?

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  • pinux3

    08 Novembre 2013 - 20:08

    Volevo dire che se c'è qualcuno che può far cadere il governo non è certo Silvio vostro, che ormai non conta più una mazza. Non far finta di non capire...

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  • iltrota

    08 Novembre 2013 - 20:08

    Giornalanti di Libero...ma non vi siete rotti le balle a furia di scrivere minkiate pro-Silvio ?! Come dite, tenete famiglia pure voi?! Capisco, capisco.... ma esistono altre professioni più dignitose...datevi da fare, sù!!

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  • ciannosecco

    08 Novembre 2013 - 19:07

    Renzi deve guardarsi le spalle,altro che far piovere.

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