Cerca

La cena dei giovani

Baby-falchi e cowgirl: "Siamo circondati dai comunisti, abbasso Alfini"

Baby-falchi e cowgirl: "Siamo circondati dai comunisti, abbasso Alfini"

Gran ressa di tv e giornalisti in piazza San Lorenzo in Lucina, davanti alla futura sede del Pdl, che presto diventerà il quartier generale della nuova Forza Italia. Arrivano alla spicciolata i baby falchi convocati da Daniela Santanchè per una cena alla presenza di Silvio Berlusconi. All'incontro partecipa anche la leader dei giovani pidiellini Annagrazia Calabria. Star della serata i fratelli Luca e Andrea Zappacosta, promotori della soiré con oltre 100 ragazzi tra i 18 e i 26 anni, tutti falchetti doc, le nuove leve del partito che sarà. E proprio con loro, Silvio Berlusconi, torna falco e dice: "Se decado, cade anche il governo", un messaggio contrastante con i segnali di distensione arrivati nel pomeriggio. 

Classe '94 - Di media hanno 20 anni, questi ragazzi e ragazze che si sono presentati, alcuni accompagnati dai genitori, alla cena con l'ex premier. E tutti mostrano una forza di carattere notevole: credono in Silvio, ma detestano il "traditore Alfano". Sono vestiti in giacca e cravatta, i maschi, come il modello a cui si ispirano, e senza doppiopetto. Intervistati dal Corriere, rivelano di aver lasciato un po' di barbetta sul viso: "Così quando il presidente arriva ci accarezzerà chiedendoci 'che cos'è questa brutta barbetta?'". Le ragazze invece hanno uno stile "alla Santanchè": cappello da cowgirl, sciarponi e tacchi. Quasi tutti frequentano la Luiss, e Andrea e Luca, gli organizzatori della festa, spuntano nomi su una lista di invitati. "Tu sei fuori, tu puoi entrare": d'latronde sono stati loro a reclutare i giovani per la cena. Tra le ragazze c'è chi sta con Marina, chi con Barbara: ma tutte pensano che il vero capo resterà sempre Berlusconi. 

Comunisti ovunque - Solo uno tra loro ha qualche dubbio esistenziale. Matteo non se la sente di prendere una posizione forte: "Sono una persona pacata - rivela al Corriere - non me la sento di pitoneggiare. Sono qui per vedere se credo in Berlusconi". Alla fine il leader arriva, e fa battute a tutti: "Presidente ci racconti una barzelletta", e lui esegue, per quei berlusconiani 2.0 che al tempo della sua prima candidatura erano nella culla, ma che sono cresciuti con il mito del presidente. E giù subito con l’ultima sul bunga bunga, con la storiella su Berlusconi a bordo di un aereo con gli altri capi di Stato e, new entry, la battuta sul cane Dudù, sua nuova passione. Tutti lo fotografano: "Dobbiamo rifare l'Italia e voi sarete la mia forza. E loro prontamente rispondono: "Abbasso Alfini". E ancora, uno studente rivela indignato: "Comunisti dappertutto, anche alla luiss ne siamo circondati". Silvio gli sorride, quasi come un papà: "Ma non chiamatemi nonno Silvio, eh!".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Renatino1900

    15 Novembre 2013 - 12:12

    e quale sarebbe la vera destra italiana? perché a me sembra che latiti da più di venti anni...

    Report

    Rispondi

  • RaidenB

    14 Novembre 2013 - 13:01

    Visto? Il tuo comportamento e i tuoi insulti nei miei confronti sono l'enensima conferma di quello che sono i compagni. Dei veri cafoni.

    Report

    Rispondi

  • mirtilla2011

    13 Novembre 2013 - 16:04

    di aspiranti fancazzisti

    Report

    Rispondi

  • pi.bo42

    13 Novembre 2013 - 16:04

    I giovani azzurri si chiameranno "forza Silvio", almeno Mussolini raggruppò le giovani forze dell'Italia, via via in figli della lupa, balilla e avanguardisti senza far comparire il suo nome, il duce di Arcore invece non ha nemmeno questa modestia!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog