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Legge di stabilità

Manovra, buco sull'Imu: probabili rincari sulla benzina

Mancano 1,5 miliardi di euro per coprire la prima rata Imu: entro venerdì la decisione

Manovra, buco sull'Imu: probabili rincari sulla benzina

E' una corsa all'ultimo centesimo, quella che si sta svolgendo tra Palazzo Chigi e il Tesoro. Per coprire la cancellazione della prima rata Imu, infatti, dati i fondi incerti e il flop della sanatoria sulle slot machine, il Governo di Enrico Letta potrebbe essere costretto ad aumentare le accise sui carburanti e gli acconti fiscali per le imprese. Il tempo stringe, e entro fine novembre la decisione dovrà essere presa. 

A essere in bilico sono i circa 1,5 miliardi di euro che dovrebbero arrivare dalla sanatoria delle slot machine (600 miliardi) e dagli incassi Iva (925 milioni) per il pagamento di un giro aggiuntivo di 7,2 miliardi di euro di debiti della Pubblica amministrazione. Per quanto riguarda le slot, è ormai quasi certo che la cifra non sarà raggiunta: dei 600 milioni previsti il Tesoro ne ha incassati solo 240. E nemmeno sicuri, visti i ricorsi che gli imprenditori hanno rivolto al ministero, che potrebbe essere costretto a ridare indietro i soldi versati. Infatti Letta e Saccomanni avevano garantito che la partita della maxi-multa da 2,5 miliardi della Corte dei Conti, sarebbe stata chiusa con il versamento del 20% del dovuto. La magistratura contabile, invece, pretende il pagamento del 30%. Un costo troppo elevato per i concessionari, che hanno iniziato a protestare a viva voce. L’ultima chance è di trovare un accordo direttamente con la Corte dei Conti per tentare, eventualmente, di rateizzare su più anni il restante 10%.

Il fatto è che entro venerdì la partita deve essere chiusa. In Senato è iniziata oggi il controllo dei 3.093 emendamenti che costituiscono la legge di stabilità. La votazione degli emendamenti dovrebbe iniziare stasera: poi ne dovrebbero arrivare una decina a firma del governo. Tra i partiti le posizioni restano distanti sul tema casa. E, se non si giungesse a un accordo sui fondi di sostituzione alla rata Imu, Letta sarebbe costretto a aumentare le accise su benzina, sigarette, alcolici, oltre ad aumentare gli acconti fiscali. Insomma, gli italiani subiscono una nuova scelta forzata: o la casa, o l'automobile.

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Commenti all'articolo

  • giorgio_collarin

    14 Novembre 2013 - 14:02

    fuori dai palazzi madama, montecitorio, il colle!!! basterebbe una caserma sfitta per quei pochi che volessero raddrizzare le sorti di questo nostro povero paese senza futuro e nel pantano!!! pochi, ma buoni che operassero per il bene comune!!! torniamo alla demo-crazia abbattendo la partitocrazia ed i regimi (montiano e l'attuale delle larghe intese imposto dallo Zar di casa rossa!!!

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  • Devogu

    13 Novembre 2013 - 16:04

    Il punto dolente non è mai stato sfiorato. Quelle mandrie affamate in parlamento almeno per metà dovrebbero essere rispedite a casa, gli adempimenti burocratici che aumentano ogni giorno di più a dismisura dovrebbero esse ridotti all'osso, rispedire a casa i nullafacenti come si fa nell'impiego privato e i soldi si trovano senza sacrifici per la collettività. Ma complicare fa comodo, essere una casta di mangiatori (si! tutti e nessuno escluso perché non sono produttivi se non di passerelle televisive e di costi). Ma da questo punto di vista tutti d'accordo fanno il gioco del cerino.

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  • androide

    13 Novembre 2013 - 16:04

    abolire 8/1000-alle 10 religioni---un miliardo di euro --recuperati...

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  • Tobyyy

    13 Novembre 2013 - 16:04

    Oooohhh, al compagno Letta gli mancano 1,5 miliardi di euroooo....poverinooo, non sa dove prenderliiiii...! Vogliamo aiutarlo noi e dirgli dove prenderli, visto che il compagno Alfano è presente assente...? Intanto dì al tuo compagno Giorgio di azzerare le nomine di tutti i senatori a vita, poi dì a tutte le mignotte battone che insozzano le strade di casa nostra di cominciare a pagare le tasse, visto che la guardia di finanza è così tanto ligia al dovere, anziché andare a rompere i coglioni a chi lavora onestamente e paga già le tasse, vada da costoro...; poi ridimensiona a drasticamente le scandalose pensioni d'oro

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