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Diffamazione: Grasso, bene stop carcere per giornalisti, riflettere su querele

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Roma, 14 nov. (Adnkronos) - "Intimidire un giornalista, e in Italia sono tanti i giornalisti minacciati, è un vulnus per la libertà d'informazione e per il diritto dei cittadini di essere informati". Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, intervenendo al "Dialogo sull'informazione" organizzato da 'Ossigeno per l'Informazione' e 'Open Media coalition' a palazzo Giustiniani.

"Lo scorso 17 ottobre -ha ricordato- la Camera ha approvato il disegno di legge che modifica la legge dell'8 febbraio 1948, n. 47, al codice penale e al codice di procedura penale in materia di diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante. Il ddl mi è stato trasmesso dalla collega Boldrini ed è assegnato alla commissione Giustizia, dove a breve inizierà l'esame. Alcuni elementi di novità introdotti, primo fra tutti l'abolizione del carcere per i giornalisti, possono essere salutati con grande soddisfazione dalla comunità internazionale e nazionale".

"Altri potranno essere introdotti qui in Senato, con particolare attenzione al tema delle querele che vengono usate come arma di dissuasione a proseguire nel lavoro di indagine e di approfondimento giornalistico. Credo, ma è solo una posizione personale, che si possa ragionare meglio su una sanzione pecuniaria proporzionale alla richiesta risarcitoria infondata per tutte le azioni temerarie. Contemporaneamente occorrerà riflettere bene anche su un completo diritto di rettifica. Sono certo che il dibattito in Commissione e in Assemblea consentirà di trovare il giusto equilibrio tra diritti e doveri di lealtà e correttezza". (segue)

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