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Cambio in corsa

Governo, Letta verso il rimpasto. Scelta Civica: "Troppi alfaniani"

Angelino Alfano ed Enrico Letta

Angelino Alfano ed Enrico Letta

Non solo il caso Cancellieri, Enrico Letta ha un'altra rogna. E' la necessità di un rimpasto dopo la spaccatura del Pdl. Troppi ministri per pochi parlamentari. Dopo i primi entusiasmi per la scissione del Pdl e il "no" degli alfaniani a Forza Italia, Letta ha detto: "Bene, adesso il governo è più forte". Davvero? A quanto pare no. Perchè proprio nell'esecutivo alcune poltrone sono già a rischio. E' tutta questione di numeri. I cinque ministri del (fu) Pdl fino a sabato scorso rappresentavano i parlamentari e i gruppi dell'intero Pdl. Ma adesso, di fatto, rappresentano nella "lottizzazione" delle poltrone di governo solo il "Nuovo centrodestra", la nuova creatura politica di Alfano. 

Gli alfaniani di troppo -  Ed è su questo punto che scoppiano i malumori nella maggioranza. Il Nuovo Centrodestra, che avrebbe circa un terzo del totale dei deputati dell'ex Pdl, al governo si ritrova con un vicepremier e ministro degli Interni (Angelino Alfano che però si sarebbe già detto pronto a rinunciare al Viminale), e tre minsitri con portafoglio come Sanità (Beatrice Lorenzin), infrastrutture e trasporti (Maurizio Lupi) e Agricoltura (Nunzia De Girolamo).

Monti vuole la poltrona - A chiedere a gran voce il rimpasto sono i centristi di Scelta Civica sponda montiana. Gli scissionisti di Scelta Civica, i "casiniani" hanno dalla loro parte un dicastero di grande peso come la Difesa (Mario Mauro) e in quota Monti resta, in teoria, solo Enzo Moavero Milanesi agli Affari europei. Il Prof averbbe sbattuto i pugni sul tavolo di palazzo Chigi chiedendo a Letta di riequilibrare la situazione e a farne le spese potrebbero essere proprio uno tra Lupi, Lorenzin e De Girolamo. Può dormire sonni tranquilli Gaetano Quagliariello. Il suo ministero alle Riforme Costituzionali è senza portafoglio e non fa gola a nessuno. Ma a quanto pare anche Alfano rischia. La sua delega agli Interni potrebbe passare in altre mani per sfamare la sete di poltrone dei centristi. Ma gli smottamenti riguardano anche il Pd. Con una vittoria di Matteo Renzi alle primarie, gli equilibri tra i dem si ribaltano.

Renzi chiede spazio - I renziani in Parlamento chiedono spazio e vogliono qualche ministero. Con oltre 300 tra onorevoli e senatori si deve accontentare di un solo ministero pesante, quello dello Sviluppo economico affidato al bersaniano Flavio Zanonato, e di altre tre "poltroncine" come Ambiente (Andrea Orlando), Istruzione (Carozza) e Beni culturali (Bray), tutti uomini di Letta e di Bersani. Con l'arrivo di Matteo al Nazareno la compagine renziana potrebbe chiedere poltrone e mettere in difficoltà Letta. Il premeir ha già il caso Cancellieri da risolvere. E a questo vanno aggiunte le scintille con il ministro Saccomanni che da tempo viene puntualmente smentito da Letta su tutte le misure economiche, dalla legge di stabilità all'Imu. Insomma adesso Letta può pure smettere di far festa per Alfano. Il rimpasto non sarà indolore. 

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Commenti all'articolo

  • fossog

    19 Novembre 2013 - 14:02

    perchè è questo che sono i vermi di questo governo, i servi del vaticano cioè del parassita più antico e più vorace del mondo.

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  • mich123

    19 Novembre 2013 - 13:01

    Anche Formigoni è preoccupato per il bene dell'Italia.

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  • Garrotato

    19 Novembre 2013 - 09:09

    Il rimpasto non farà altro che aggravare la già patologica incapacità di questo governo di adottare misure efficaci. Fra trattative, insediamento e passaggio di consegne si perderanno altri sei mesi prima che il nuovo governo abbia una fisionomia definita e con un minimo di operatività (si fa per dire).Non è neanche escluso che si rivedano nomi "nuovi" come Amato (!) alla Giustizia o, Dio non voglia, al posto di Saccomanni. Ha ragione paolorug: ridateci un governo d'antan, anche balneare, che so, un Rumor ennesimo, un Andreotti ennepiùunesimo, uno Spadolini "una tantum", to', perfino un Goria secondo. Nessuno sarà peggio del Letta primo.

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  • paolorug

    18 Novembre 2013 - 20:08

    . . . E poi parlavano criticavano il manuale del democristiano Cencelli. Benedetta fu la Prima Repubblica "ARIDATECELA".

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