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Nuovi equilibri

Forza Italia voterà la sfiducia
gli azzurri all'opposizione
Le larghe intese sono morte

Forza Italia voterà la sfiducia
gli azzurri all'opposizione
Le larghe intese sono morte

Nonostante Silvio Berlusconi abbia ribadito questa mattina a Maurizio Belpietro che deciderà come votare solo dopo aver letto il testo della Legge di Stabilità, che fino a ieri sera ancora non era stato messo a disposizione da parte del governo, i suoi due luogotenenti Paolo Romani (in Senato) e Renato Brunetta (Camera) hanno annunciato questo pomeriggio il passaggio ufficiale di Forza Italia tra le file dell'opposizione: "La legge di stabilità è per noi irricevibile, perché è nei fatti una patrimoniale che disattende gli impegni presi dal governo con gli italiani. E sulle riforme questo governo è fin qui stato un totale di fallimento. Per questo, per noi, le larghe intese sono finite. Abbiamo anche già informato sia il presidente Letta che il Capo dello Stato Giorgio Napolitano" ha detto Brunetta. "Le larghe intese non esistono più e da ora in poi quello di Letta diventa un governo di sinistra con l'appoggio di una parte minoritaria del centrodestra", ha precisato Romani. Ora, hanno precisato i due esponenti di Forza Italia, la patata bollente è nelle mani ddi Letta e Napolitano. "La prassi costituzionale - suggerisce Brunetta - vuole che, una volta finite le larghe intese come in questo caso il premier salga al Colle per dimettersi". 

Napolitano: "Basta il voto di fiducia" - La risposta del Colle si fa attendere una manciata d'ore. In un comunicato ufficiale, Napolitano ha fatto sapere di aver incontrato il premier Letta al termine del vertice italo-russo di Trieste: e
ntrambi hanno preso atto della decisione comunicata da Brunetta e Romani e, spiega il presidente, la necessità che ne consegue di verificare la sussistenza di una maggioranza a sostegno dell'attuale governo sarà soddisfatta in brevissimo tempo durante la seduta in corso al Senato con la discussione e la votazione sulla già posta questione di fiducia, si spiega. Insomma, se sarà fiducia (sia pure risicata) la questione per ora sarà chiusa. E pazienza se le larghe intese, presupposto del governo Letta, sono nel frattempo diventate strettissime

Il pressing dell'Europa - Proprio mentre era riunito con i suoi, il Cavaliere ha ricevuto la telefonata del presidente della Commissione europea, Josè Barroso. "Scusate, mi assento un attimo, mi cerca Barroso", avrebbe detto Berlusconi allontanandosi dalla sala della Regina. Uscito il leader azzurro ha preso la parola Brunetta. Il contenuto della telefonata non è stato reso noto, ma i ben informati sostengono che il presidente della Commisisone Ue avrebbe chiesto all'ex premier di votare a favore della legge di stabilità. Se così fosse, è evidente che il Cav non l'ha ascoltato. 

Il nodo decadenza
- Resta ora la questione della decadenza, fissata alle 19 di domani, 27 novembre. "La linea è quella che abbiamo sempre espresso, non cambia di un  millimetro", avrebbe detto il vicepremier
Angelino Alfano ai  senatori del Nuovo Centrodestra. In sostanza, voto contrario all’estromissione del leader da palazzo Madama, denuncia delle forzature che porterebbero a tale esito, ma distinzione tra questo e le sorti dell’esecutivo. 

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Commenti all'articolo

  • white warrior

    29 Novembre 2013 - 19:07

    Ah, senza pretori, procuratori e magistrati non sapete vivere! E neanche trovare risposte un po' più civili di quelle che la semplice buona educazione vorrebbe! O deve dirvelo qualche pretore che le proprie opinioni possono essere espresse anche senza insultare chi non è d'accordo con voi?

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  • blu521

    28 Novembre 2013 - 14:02

    De minimis non curat praetor

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  • colombinitullo

    28 Novembre 2013 - 10:10

    Caro monocromo cosa pensa di festeggiare, lei è e rimane un pirla a tutti gli effetti ed anche comunista perciò lasci perdere il tutto e si dia all'alcool,sempre non l'abbia già fatto.

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  • white warrior

    27 Novembre 2013 - 17:05

    Al governo italiano amico gli eurocrati ci tengono, logico che vogliano fare di tutto per impedire che Letta caschi dalla poltrona, malgrado abbiano accolto con riserve la manovra, poi, promossa, appunto, perchè è sempre meglio che rimettere in discussione 'accordi' internazionali basati sul ricatto finanziario. Barroso queste cose le sa meglio di quelli che gongolano per le dimissioni di B.: e che farebbero bene a riflettere su cosa di buono potrà mai venire da un governo che esegue i compiti assegnati da personaggi che non hanno alcun legame e alcun obbligo verso il nostro Paese e già sbraitano al 'populismo' perchè è proprio il popolo, l'Europa dei popoli che vogliono cancellare. Sull'Europa dei fresconi, invece, sanno di poter contare fino all'ultimo senatore a vita.

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