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La reazione

Decadenza, Marina Berlusconi: "La politica si pentirà di tutto"

Marina Berlusconi

Marina Berlusconi

"Mio padre è decaduto da senatore non da leader. La politica dovrà pentirsi di questo gesto". Dopo la decadenza la prima a parlare è Marina Berlusconi. La figlia del Cav non accetta l'espulsione del padre dal Parlamento e così chiarisce subito la sua posizione: "Mio padre decade da senatore, ma non sarà certo il voto di oggi a intaccare la sua leadership e il suo impegno". E ancora: "La vera decadenza è quella imboccata dalle nostre istituzioni: sono loro, e non mio padre, ad uscire profondamente umiliate dallo scempio cui oggi ci è toccato assistere".

"Vi pentirete di tutto" -
Poi la Cavaliera lancia un avvertimento alla politica che "ha voltato le spalle a suo padre": "Questo Paese e questa democrazia devono vergognarsi per quello che Silvio Berlusconi sta subendo", dice marina Berlusconi. "Questa politica - prosegue in una nota la figlia del leader FI - si dovrà pentire di essersi ancora una volta arresa ad una magistratura che intende distruggere chiunque provi ad arginare il suo strapotere".

"Una macchia per l'Italia" - "L'Italia non merita di vedere l’uomo che milioni di italiani hanno scelto con il voto venire allontanato da uno dei luoghi più solenni della Repubblica, in base a una assurda condanna senza prove e calpestando principi costituzionali, normative, prassi minime di civiltà". "Una violenza di questo tipo rappresenta una macchia che peserà sulla storia del nostro Paese", aggiunge ancora Marina Berlusconi. poi parla anche Piersilvio Berlusconi: "Il voto di oggi al Senato mi colpisce come figlio e come cittadino". "Come figlio, l’amarezza è profonda perchè so quello che mio padre è davvero. E soprattutto quanto ha fatto. Per tutta l’impresa italiana e per il nostro Paese. Come cittadino, provo un forte senso di ingiustizia. Un voto così, che ignora ogni ragionevole dubbio su una vicenda giudiziaria che fa acqua da tutte le parti, non mi sembra in linea con i principi democratici che dovrebbero tutelare gli eletti dal popolo da aggressioni esterne, per di più strumentalizzate da interessi politici. Mi auguro per il futuro dell’Italia che abusi del genere non vengano mai più messi in pratica contro nessun parlamentare di qualsiasi parte politica".  Insomma la Cavaliera fa capire che la partita non è ancora finita. Suo padre, Silvio, in via del Plebiscito, davanti al popolo di Forza Italia è stato chiaro: "Io non mollo. Resto in campo anche fuori dal Parlamento. Resterò al comando del centrodestra con i miei elettori". Adesso però Silvio ha un alleato forte per la sua nuova battaglia: la figlia Marina.

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Commenti all'articolo

  • fiorgio

    05 Maggio 2014 - 01:01

    Spero che il duo Marina -Silvio si avveri, che stravincano le politiche, potrebbero togliersi tanti sassolini dalle scarpe, e allo stesso momento governarci senza opprimerci di tasse, come la sinistra a sempre fatto, hanno ragione i figli del Cav accusare i politici di averlo estromesso dal senato con loschi stratagemmi che tutti ben conosciamo, questo è il sintomo di paura della sinistra.

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  • imahfu

    04 Aprile 2014 - 21:09

    Non é espulsione dal Parlamento é solo un calcio nel sedere.

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  • milkoshka

    29 Novembre 2013 - 18:06

    ma i due eredi del pregiudicato evasore non erano ad auschwitz o a dachau (non ricordo bene)? come fanno a rilasciare interviste da un campo di concentramento? forse hanno corrotto qualche kapo'?

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  • white warrior

    29 Novembre 2013 - 17:05

    I sinistri, con un senso della famiglia pari allo zero, che si sono fatti esporpriare dalla sinistra radical anche di questo vero e proprio senso della vita e hanno sostituito il titolo di militanti del proletariato per professare il singleriato di massa, vorrebbero spiegare ai figli degli altri il senso della devozione e della tenerezza filiale... Questo sì che è vero schifo e suscita compassione gente che, in nome dell'odio, vorrebbe insegnare agli altri l'amore e la morale.

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