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Fratelli coltelli

Pd, veleni e accuse su Facebook tra Geloni, Meli e Rondolino

Il direttore di Youdem, bersaniana, scrive un post contro Renzi. La firma del Corriere: "Se vince lui, devi dimetterti". Giù insulti acidissimi, finché non arriva la gufata del collega...

Pd, veleni e accuse su Facebook tra Geloni, Meli e Rondolino

Se qualcuno vuole capire che effetto fa Matteo Renzi sull'elettorato del Pd può farsene un'idea sintetica scorrendo la bacheca di Chiara Geloni, bersaniana di ferro, autrice del libro Giorni bugiardi sul "complotto" ai danni dell'ex segretario e direttore di YouDem. In particolare, epico lo scambio di vedute tra colleghi filo-democratici tra i commenti a questo post: "(sono mesi che dici mai più larghe intese e mo' le larghe intese non ci sono più. e certo che serve una svolta matteo. soprattutto a te)". Che la Geloni non straveda (eufemismo) per il rottamatore è cosa nota. Ma a qualcuno sfugge che la Geloni è uno degli ultimi sopravvissuti della vecchia nomenklatura bersaniana. E Maria Teresa Meli, firma del Corriere della Sera ed esperta di cose democratiche, la punzecchia: "Spero che almeno l'8 dicembre tu abbia la coerenza e la decenza di rimettere il tuo mandato, come fa ogni direttore quando cambia la proprietà o ogni vice direttore quando cambia il direttore. Questa per me sarà la cifra della moralità di tanti". Apriti cielo.

"Non ti permettere" - La Geloni, acidissima, la stronca: "
Ma me lo devi dire tu cosa fare? Ma come ti permetti scusa?". La Meli non molla l'osso: "Quando Renzi diventerà segretario ti dimetterai. Pensa se un direttore di un qualunque giornale passasse il tempo a parlare male della sua proprietà su Facebook. Tu come direttore di YouDem rappresenti tutto il Pd per quanto la vedano quattro gatti trovo il tuo atteggiamento professionalmente scorretto". Più che una punzecchiatura, una bordata cui la biondissima Chiara replica attivando la contraerea: "Sinceramente il tuo giudizio sulla mia correttezza professionale è irrilevante. Quanto il mio sulla tua, naturalmente. Comunque non hai alcun elemento né titolo per giudicare le mie scelte professionali. E sicome non ti rendi conto che esistono dei limiti, ti pregherei di non insistere". Tra una replica e l'altra, i follower della Geloni si scatenano a senso unico, insultando la Meli. Che però, volitiva, non abbandona il campo: "Chiara non ti rendi conto forse che tutti ridono di te per quello che stai facendo tranne quattro facironosi della tua bacheca e io sono l'unica che ti dice la verità: non sei più una giornalista ma sei come le vedove di Berlusca".

La gufata di Rondolino - Affondo, quest'ultimo, troppo aspro perché i democratici facebookari non replichino con contumelie e sfottò ai danni della corrierista. "
Siete carini avete quattro narici e state ancora nel 900", chiosa la vittima designata. Finita qua? No, perché ci si mette anche un altro democratico "controcorrente", il giornalista di Europa (il quotidiano ex margheritino, oggi, filo-renziano) Fabrizio Rondolino, che qualche sassolino dalla scarpa contro la Geloni se lo leva:  "La discussione mi pare superflua, cara Maria Teresa, i soldi stanno finendo e a Renzi basterà staccare la spina del server. Ciao ciao YouDem". La Geloni riemerge dal silenzio e contro la gufata dell'editorialista sfodera un attacco biliare mica male: "Caro Rondolino, speriamo che non chiudano anche Europa". Se le primarie democratiche replicheranno lo schema, più che un confronto politico sarà una sfida tra lanciatori di coltelli (dietro la schiena).

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Commenti all'articolo

  • numetutelare

    13 Dicembre 2013 - 14:02

    Più credono di essere giornaliste ed opinioniste più queste "democratiche" fanno volare stracci... andate avanti così, i conti li faranno gli elettori vedendo la vostra vacuità

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  • sidereus40

    13 Dicembre 2013 - 13:01

    "Non sei più una giornalista ma sei come le vedove di Berlusca" Condivido pienamente anche se il Berlusca le sue maialine le pagava di tasca propria mentre Bersani usa il finanziamento pubblico ai partiti.

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  • Uchianghier

    Uchianghier

    29 Novembre 2013 - 18:06

    Occhio che Mieli è la velina scosciata dei magistrati. Potrebbe scapparci sempre una denuncia.

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