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La rivelazione

Il pentito: "Nel '91 la mafia voleva uccidere Bossi: il senatur ce l'aveva col meridione"

Il racconto del boss: "Umberto era a Catania e io proposi di farlo fuori". Ma la cupola si oppose: "E' un pupo, lì chi comanda è Miglio"

Il pentito: "Nel '91 la mafia voleva uccidere Bossi: il senatur ce l'aveva col meridione"

La mafia voleva uccidere Umberto Bossi per difendere il buon nome del meridione. Lo racconta il pentito Leonardo Messina davanti alla corte d'Assiese di Palermo nel processo sulla trattativa Stato-mafia:  "Ero con alcuni uomini d'onore, tra cui Borino Miccichè - son le sue parole -, quando mi venne detto chiaramente, tra la fine del 1991 e l'inizio del 1992, che c'era una commissione nazionale che deliberava tutte le decisioni più importanti. Una commissione in cui sedevano i rappresentanti di altre organizzazioni criminali e il cui capo era Totò Riina". Proprio nell'ambito di queste frequentazioni, il pentito avrebbe maturato la decisione di uccidere il leader dell'emergente Carroccio: "Un giorno c'era Umberto Bossi a Catania e io dissi a Borino Micciché - rievoca -: questo ce l'ha con i meridionali e gli dissi vado e l'ammazzo". Ma la cupola non volle l'esecuzione del Senatur. Miccichè "mi disse di fermarmi - racconta Messina -: questo è solo un pupo. L'uomo forte della Lega è Miglio che è in mano ad Andreotti. Insomma - conclude -, si sarebbe creata una Lega del Sud e la mafia si sarebbe fatta Stato".

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Commenti all'articolo

  • peteralm39

    06 Dicembre 2013 - 11:11

    Considerando i dati oggettivi la battaglia politica di Bossi era persa in partenza. Il 75% della popolazione vive al Sud, mentre il 90% della politica è fatta da sudisti. Mai e poi mai le cose potevano cambiare e le mafie che hanno creato la terra dei fuochi, guadagnando milioni di euro, ora ne ricaveranno altrettanti bonificando i luoghi, a spese dei soliti pantaloni.

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