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Il giorno di Matteo

Cgil, D'Alema e Bersani
Ecco i primi che Renzi rottama

Pierluigi Bersani e Massimo D'Alema

Pierluigi Bersani e Massimo D'Alema

Matteo Renzi è come un ciclone. E come un ciclone, quando passa, distrugge tutto quello che c'era prima. Lui preferisce il termine "rottamare", rottamare il vecchio, l'ha detto tante volte in campagna elettorale. E ora, con il plebiscito di preferenze alle primarie che lo hanno incoronato segretario dei democratici, lo può fare. Finisce così il Pci, il Pds, i Ds e il Pd per buona pace di Massimo D'Alema, di Pier Luigi Bersani. Matteo Renzi non guarderà in faccia nessuno: lui non è un ex di niente, non è post di qualcosa, lui ha vinto perchè è semplicemente un democratico venuto alla politica con l'Ulivo e il Pd. Lo ha votato un elettore su quattro del Pd e lui è partito lancia in resta lanciando moniti al governo, ma anche al suo partito. "Oggi non è la fine della sinistra, è la fine di un gruppo dirigente della sinistra", ha spiegato Renzi appena incoronato. "Tocca a una nuova generazione guidare la macchina", ha insistito e in questo non è mancato un omaggio a Civati: "Chi lo avrebbe mai detto tre anni fa che la Leopolda avrebbe avuto la maggioranza nel Pd". Ora, ha detto al suo popolo, a quei renziani che lo hanno sostenuto e cui ora toccherà il compito di condividere la battaglia. Iniziando, per primi, a rottamare la loro corrente.

 

 

Se a Firenze si festeggiava, a Roma l’aria era ben diversa. Un applauso ha accolto Gianni Cuperlo al Tempio di Adriano e il deputato del Pd ha ammesso la sconfitta. Ma ha difeso l’idea che lo ha guidato nella corsa per le primarie, l’idea di una sinistra cui non rinuncia. Da domani dunque si lavora insieme con "lealtà e sincerità", senza scissioni e questo Cuperlo lo ha messo bene in chiaro. A Bersani non ha potuto far altro che ammettere la sconfitta. Ma non ha nessuna intenzione di farsi rottamare: "Se prima parlavamo di 'noi' e 'loro', adesso c'è solo 'noi'". Da parte sua D'Alema ha assisto esterefatto da Foggia alla debacle: la sua Puglia ha premiato Renzi con un pesantissimo 62%. 

Anche la Cgil trema. E lo dimostrano le parole del generale Susanna Camusso che in un messaggio inviato a nome di tutta la Confederazione a Renzi non solo ha espresso gli auguri e gli auspici di buon lavoro, ma promette che "nella Cgil, se vorrai e se saprai rispettarne il ruolo di rappresentanza di lavoratori e pensionati, troverai un interlocutore forte, autonomo, propositivo che saprà dialogare ed esprimere sempre con trasparenza e chiarezza le divergenze come il consenso".

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Commenti all'articolo

  • lorenvet

    09 Dicembre 2013 - 17:05

    Ma ho paura che non sarà tanto facile. Quello che però provo è un pò d' invidia, ci vorrebbe un rottamatore anche nel centrodestra... e non parlo solo di vecchie carcasse, perché gli oggetti inservibili non hanno età!

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  • afadri

    09 Dicembre 2013 - 17:05

    State pur certi che i vecchietti non molleranno. Per me Renzi andrà in contro a grosse difficoltà. Ma come potete immaginare che questi rinuncino al l'auto stipendio e ai notevoli vantaggi collaterali. Impensabile

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  • alpaio

    09 Dicembre 2013 - 15:03

    Il sondaggio dà la misura della professionalità di Libero. Sempre proiettato con ansietà a delegittimare/deridere "gli altri". E quando si è poco lucidi si compiono necessariamente delle topiche. Come questa. Un consiglio: fermatevi un poco a pensare e poi agite. Farete meno brutte figure.

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  • carlo58

    09 Dicembre 2013 - 15:03

    vedrai cosa ti combinano i melliflui. dalema bersani bindi finocchiaro zanda fassina ecc ecc. ora che hanno perso il posto te li trovi tutti schierati. ma di dietro.

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