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Rossi fusi

Immigrazione, i cortociruiti della sinistra

Cècile Kyenge e Laura Boldrini

Cècile Kyenge e Laura Boldrini

Il problema, in fondo, è la cattiva coscienza. Quella di una sinistra che non riesce a venire a patti con se stessa, che fa un passo in avanti e sette indietro, che continua ad avvitarsi su se stessa. I fatti di Lampedusa lo dimostrano. Notate il cortocircuito: si scopre che sull’isola c’è un Cie dove gli immigrati vengono trattati come animali, lavati con gli idranti. Poi si viene a sapere che il centro è gestito da una coop rossa, quindi da gente - diciamo - di casa. Al che un deputato del Pd, Khalid Chaouki, si stabilisce nel Cie per denunciarne le condizioni disumane, ne parla come fosse un lager. 

Già, peccato che questo genere di centri li abbia istituiti la legge Turco- Napolitano, quindi un provvedimento voluto dal Pd. A quel punto, interviene il premier Enrico Letta e annuncia che, a gennaio, il governo provvederà a «una revisione degli standard dei Centri di identificazione ed espulsione ». In pratica, fanno tutto da soli. Ora ci piacerebbe sapere quali saranno i provvedimenti dell’esecutivo a trazione sinistra. Perché ogni volta che gli amici progressisti mettono le mani sull’immigrazione peggiorano le cose. Per esempio nominando ministri inadeguati come Cécile Kyenge. L’intervento di Letta sulla Bossi - Fini serviva anche a proteggere la signora di origine congolese, ormai sconfessata dal suo stesso partito. 

A parte la protesta del suo collega Chaouki, la Kyenge si è messa in saccoccia pure le critiche pesanti di Gad Lerner, secondo cui avrebbe concluso poco o nulla. Finora, infatti, si è limitata a parlare a vanvera e a collezionare svarioni sullo «ius soli» (secondo lei sarebbe stato approvato a gennaio). Insomma, il quadro è disastroso, quel che ne emerge è la confusione più totale. Ecco perché preoccupa l’idea che si torni a mettere mano alla legge sull’immi - grazione. Che genere di norma potrà uscirne, se non un completo pastrocchio? La Bossi-Fini senz’altro ha dei limiti, ma è anche vero che non è mai stata applicata fino in fondo. Ancora una volta, la cartina di tornasole è Lampedusa. La Procura di Agrigento ha fatto sapere di aver indagato sedicimila clandestini in un anno. 

Un atto dovuto, lo impone la legge, hanno spiegato i giudici in conferenza stampa. Il tono pare quello di una sottile polemica, come a dire: forse sarebbe il caso di cambiare una legge. Già, la stessa legge che i giudici di mezza Italia non hanno mai applicato, preferendo fare di testa loro. Il risultato, ancora una volta, è che a confusione si aggiunge confusione. E i ministri- figurine non riescono a cavare un ragno dal buco, anzi complicano le cose. Letta vuol cambiare la legge. Chissà se avrà il coraggio di darle il suo nome. 

di Malabarba

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    26 Dicembre 2013 - 18:06

    La prima è ministro ma agisce in base alla legge Bossi-Fini, fino a che il parlamento non ne farà una nuova, magari su proposta di lei; ma la Boldrini non è ministro, non ha il ruolo per proporre leggi, di discuterle in Parlamento e di votarle, cosa c'entra? Ah già, è per benvolerseli a farli votare per lei: tra venti anni quando e se saranno diventati cittadini italiani e avranno acquisito il diritto di votare, massa di tonti maldestri

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  • bruno osti

    26 Dicembre 2013 - 18:06

    il premier Gianni Letta?

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  • bruno osti

    26 Dicembre 2013 - 18:06

    quello che stabilisce la legge Bossi-Fini che, se non lo sapessi, è tuttora in vigore; e l'attuale legge stabilisce che prima lo sbatti in galera perchè è un reato, poi gli devi fare un processo e procurargli un difensore di ufficio che paga lo stato italiano, magari con ricorso in Appello e forse Cassazione. Poi devi scoprire da che Paese viene per chiedere il permesso di accettarlo indietro; una volta che hai l'accordo lo devi imbarcare su di un aereo accompagnato da un minimo di quattro agenti di polizia per ogni individuo!. Naturalmente senza un euro di rimborso spese perché è gente che non ha un soldo. Se poi non sai chi sia e da dove viene, allora gli dai un foglio di via con l'ordine di espatriare. Ma lui se ne frega e, dato che è un clandestino, non sai più dove trovarlo. E quando lo hai trovato se lo hai trovato, ricomincia tutto daccapo. Questo è l'effetto della legge Bossi-Fini.

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  • brontolo1

    26 Dicembre 2013 - 17:05

    è un businnes!per l'onu(unhcr in paticolare),ke ong che assistono i migranti(clandestini) nei centri,per la criminalità,per chi cerca manodopera a nero!

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