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La trattativa

Legge elettorale, l'offerta di Berlusconi a Renzi:

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

Renzi e Berlusconi

La variante spagnola. Italianizzata. Delle tre soluzioni proposte  da Matteo Renzi, è questo il modello di legge elettorale che più convince Silvio Berlusconi. È il sistema di voto che, osservata la realtà attuale del centrodestra, offre più vantaggi a Forza Italia. Si tratta di un maggioritario su collegi piccoli che, di conseguenza, non differisce molto dall’attuale sistema proporzionale. 

A seguire, nel gradimento berlusconiano, c’è il Mattarellum. Ma il torerum, come qualcuno già lo chiama, secondo i calcoli fatti da Denis Verdini, l’esperto di Silvio incaricato della trattativa, darebbe addirittura speranze di vittoria al Cavaliere. Purché l’ex premier prepari in maniera impeccabile l’offensiva al candidato favorito, il sindaco di Firenze. Stavolta è tutto più difficile, perché Berlusconi non può mettere in campo il suo «fuoriclasse preferito», se stesso. Allora continua a valutare alternative, anche se nessuna lo ha convinto in maniera soddisfacente. Vero, c’è Giovanni Toti, il direttore di Studio Aperto e del Tg4. Un volto nuovo e valido, agli occhi del Cavaliere, come anti-Renzi. Ma per costruire una leadership politica da zero ci vogliono mesi e Silvio sospetta di non avere tutto questo tempo a disposizione. Anzi, secondo l’ex premier, la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro. Proprio per mano del primo cittadino fiorentino, ansioso di non dissipare nel tempo la propria patina di novità della politica. Per cui, dovesse essere obbligato a operare una scelta nel giro di qualche settimana, Berlusconi tornerebbe a valutare la successione dinastica. La candidatura di Marina. Lei non vuole, ma di fronte alle pressioni paterne cederebbe.     

Intanto lo spostamento a sinistra del baricentro della maggioranza offre a Forza Italia il destro per criticare nuovamente i “cugini” del Nuovo centrodestra. Le uscite di  Renzi su immigrazione e unioni gay danno agli azzurri l’occasione per ribadire le difficoltà di Alfano e compagnia all’interno della compagine di governo. «Ncd e i ministri ex Pdl sono subalterni a un esecutivo che è sempre più spostato a sinistra», commenta Stefania Prestigiacomo, «il politichese ha retto solo un giorno». Daniela Santanchè ironizza: «Caro Alfano, la tua famiglia è nel centrodestra. Molla l’amante che ti sta tradendo e torna con i tuoi. E insieme difendiamo i nostri valori di riferimento. Sei ancora in tempo». Nessuno sa quanto sia profonda la frattura dentro la maggioranza, perché nessuno sa se il segretario del Pd intenda tirare la corda sul serio o no. Né se, alla fine, Ncd abbozzerà su famiglia e sicurezza pur di mandare avanti il governo nell’«interesse generale» del Paese. Secondo Forza Italia l’esecutivo è arrivato al capolinea: «Non ha più alcuna carta da giocare, è giunto al game over. L’unica via possibile per consegnare agli italiani un parlamento legittimato e un governo credibile», secondo l’esponente forzista Vincenzo Gibiino, «è quella che conduce dalla riforma della legge elettorale direttamente al voto in primavera». L’election day, l’ipotesi sollevata da Berlusconi di unificare urne politiche e voto per il rinnovo del Parlamento europeo, «è la scelta più logica ed economica». Ipotesi rilanciata ieri anche dal leader della Giovane Italia Annagrazia Calabria: l’election day è «un’opportunità che dovrebbe cogliere al volo chi crede ancora che la nostra sia una democrazia fondata sul diritto del popolo di decidere il proprio governo». 

Le colombe ex pidielline, intanto, negano le difficoltà attribuite dai falchi. È vero il contrario, semmai: «Sta avvenendo uno smottamento di tanti eletti di Forza Italia verso il Nuovo centrodestra», annuncia Renato Schifani. Anche i sondaggi fanno sorridere l’ex presidente del Senato: «C’è un voto in entrata da parte di tutti gli elettori di centrodestra che non votavano più Berlusconi e che sono tornati a sperare in una coalizione vincente». Il candidato premier della coalizione, ribadisce Schifani, dovrà essere individuato attraverso «le primarie» e il loro uomo è, ovviamente, Alfano.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • Joachim

    05 Gennaio 2014 - 09:09

    Alfano-Schifani la nuova coppia "fichi d'india e di sicilia". Tanto siamo certi che Marina scenderà in campo per rinverdire i fasti di FI che gli Italiani aspettano come la manna... si perchè presto a tardi Berlusconi sarà forzosamente accantonato per 9 mesi...quindi solo Marina potrà rinverdire le speranze degli Italiani contro questi politici poltronari incapac e ladri. Vogliamo un parlamento di soli 200 deputati, nuovi ma senza senato e presidenti re inutili....costi dimezzati e un'Italia leggera con il nouvo ItalEuro fluttuante lontana dal marciaume delle 3 sedi EU. Via gli abusivi da Roma...nuove elezioni subito. VOGLIAMO MARINA ALLA GUIDA SUBITO VIVA FI, FIVA L'ITALIA INDIPENDENTE E SOVRANA

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  • numetutelare

    05 Gennaio 2014 - 00:12

    Temo non si sia compreso che quello che se non si sbriga non incassa nulla é Renzi, ma si sa, la fretta é sconsigliabile in un quadro così ondivago. Basta che una forza anche piccola si aggreghi ad una consistente e la maggioranza non la vede più nessuno, men che meno Renzi che sembra non comprendere.

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  • blu521

    04 Gennaio 2014 - 18:06

    Un invito al bungabunga. Con guest star barbara guerra, quella che nelle feste eleganti, esordisce con "baciami il culo"

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  • aranciacasa

    aranciacasa

    04 Gennaio 2014 - 10:10

    Non siamo capaci di copiare, dico c o p i a r e paro paro un sistema chiaro e che funziona? Inglese, francese tedesco, americano... basta pastrocci incostituzionali di politici improvvisati, incapaci e inetti!

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