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Movimento diviso

Sardegna, Grillo non concede il simbolo: alle regionali niente M5s

Beppe non gradisce le spaccature tra gli attivisti e non autorizza l'utilizzo del brand. In fumo il 30 per cento preso alle politiche

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Alle prossime elezioni regionali della Sardegna il Movimento 5 stelle non parteciperà. Beppe Grillo ha posto il veto: no all'utilizzo del simbolo pentastellato. Non è bastato a fargli cambiare idea neanche una telefonata di Mario Puddu, l'unico sindaco grillino dell'isola. Il leader genovese non avrebbe gradito le divisioni in correnti che attraversano i militanti sardi, fino a decidere di non concedere l'utilizzo del brand. La scadenza per la presentazione delle liste è fissata al 6 gennaio: i grillini sardi hanno 24 ore per far cambiare idea a Beppe e, per riuscirci, sei attivisti hanno annunciato lo sciopero della fame.

Niente simbolo - Alle scorse politiche, il Movimento 5 stelle raccoglieva il 30 per cento medio di preferenze in Sardegna. Alle regionali di febbraio (un anno dopo l'exploit) il simbolo del M5s non sarà però sulle schede. Grillo non ha gradito la divisione in due grandi correnti (in duro conflittotra loro) del movimento sardo. A nulla è valsa la telefonata di Puddu, primo cittadino di Assemini: "Mi è sembrato davvero risoluto, non concederà il simbolo. Era dispiaciuto e arrabbiato perché in tutti questi mesi non si è trovata una soluzione - ha detto al Fatto Quotidiano -. Eppure, gli ho ricordato, ci sono alcuni parlamentari più vicini a questa o a quella corrente, disponibili a trovare una sintesi. Ma ormai è tardi per lui, ha detto che ne uscirebbe un minestrone". Domani si attende una riunione cui parteciaperannoa anche tre parlamentari a 5 stelle (Emanuela Corda, Roberto Cotti e Manuela Serra). L'ultima chiamata, poi non ci sarà più tempo.

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Commenti all'articolo

  • agosman

    05 Gennaio 2014 - 10:10

    Questa è la dimostrazione della serietà e della tenacia nel conseguire l'obiettivo prefissato da parte di Grillo. Le regole del M5S sono note e ben esposte e da lì non si deve deviare. Il M5S non è un partito come gli altri che è tutto e il contrario di tutto alla bisogna. Chi vuole entrare nel movimento sa dove va e come ci deve stare, e se non gli garbano quelle regole non ci entra. Punto e basta. Credo che in Sardegna ci siano troppi immaturi fra gli attivisti del movimento e che qualcuno abbia preso il movimento stesso come trampolino di lancio per le proprie fortune anche di natura economica. Qui con la solita scusa della democrazia interna e della libertà di coscienza si cerca di stravolgere l'essenza del movimento. Ma il M5S è quello che Grillo ha disegnato. Dobbiamo essere onesti: anche in Parlamento alcuni dei "nominati" e perciò illegali, hanno toppato uscendo dal seminato che essi stessi conoscevano bene. E alle prossime elezioni costoro non dovranno essere ricandidati.

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  • fabiou

    05 Gennaio 2014 - 00:12

    ora è difficile dire che grillo pensa solo al potere. se vede che qualcosa puzza, è il primo a tirarsi indietro

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  • flahmen

    04 Gennaio 2014 - 23:11

    Che c'è di strano? Da un padre padrone ci si può aspettare questo ed altro. Alle prossime europee, chi candiderà? Gente che non ha mai fatto politica? Alle prossime politiche, chi dei suoi è in parlamento oggi, potrà ricandidarsi? Se questa è la politica che cerca ....

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