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Trappolone per Renzi

Letta, via alle consultazioni per il patto di governo

Enrico Letta e Stefano Fassina

Enrico Letta e Stefano Fassina

Iniziano le consultazioni di Enrico Letta con i leader delle forze politiche di maggioranza. All'ordine del giorno il patto di coalizione chiesto a gran voce da Matteo Renzi e che l'esecutivo ha ribattezzato "Impegno 2014". Il giro di valzer si apre nel pomeriggio con gli esponenti di Scelta Civica; nel corso della settimana si terranno gli incontri con le altre forze politiche che sostengono ciò che resta delle larghe intese (Letta, per adempiere agli impegni, ha rimandato il vertice italo-turco con Tayyip Erdogan). In agenda, dunque, c'è anche il faccia a faccia con il leader del Pd, il sindaco di Firenze. Non si parlerà soltanto di programma, ma anche di poltrone: sullo sfondo, infatti, resta lo spettro del rimpasto.

Nomi e cognomi - A Renzi l'idea del rimpasto non piace affatto. Ma dopo le dimissioni di Stefano Fassina, il viceministro dell'Economia che ha rinunciato al mandato in netta polemica col rottamatore, la questione si impone. A Fassina, infatti, si aggiungono anche i sottosegretari di Forza Italia che hanno deciso di passare all'opposizione. Dunque, nonostante i maldipancia del segretario democrat, rimpasto sarà. Fassina, da par suo, ora prova a stanare Renzi: "Giustamente e doverosamente chiede una svolta - ha dichiarato -, perché ha avuto un mandato ampio dagli elettori che l'hanno votato al Congresso. Ora Renzi si spenda anche con alcuni uomini e alcune donne per dare coerenza ai proprio obiettivi". L'ex viceministro chiede a Renzi di indicare quali ministri portare al governo.

Il trappolone - Il sindaco di Firenze, di nomi, non ne vuole indicare, e lo ha ripetuto a più riprese. Solo il premier Letta, nel corso del faccia a faccia, potrebbe fargli cambiare idea. In questo caso, il trappolone di Fassina - partito con le dimissioni e proseguito con la richiesta di fare nomi e cognomi - sarebbe compiuto: se il sindaco puntellasse l'esecutivo con alcuni dei suoi uomini, di fatto, si intesterebbe questo governo, con tutte le conseguenze che ne possono derivare in termini di popolarità e consenso. Le elezioni, conferma Renato Schifani di Ncd, al più tardi si terranno nel 2015: "Questo governo ha soltanto un anno e qualche mese di vita". Un tempo più che sufficiente, però, per logorare il segretario in vista delle primarie con cui il Pd sceglierà il candidato premier per la prossima tornata elettorale. Un tempo più che sufficiente, per la vecchia guardia piddina finita in minoranza, per provare a riprendersi il partito.

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Commenti all'articolo

  • encol

    08 Gennaio 2014 - 07:07

    Trucchi, sotterfugi, tradimenti, furti legalizzati, i soli pensieri di questa banda di squinternati male in arnese ed ancora peggio nel cervello. Siamo bombardati ogni giorno dalle demenzialità del Saccomanni e le giravolte acrobatiche e becere del Letta. Sono convinto che 9 italiani su 10 siano nauseati da questa gentaglia e non vede l'ora di poterli prendere a calci in culo.

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  • Garrotato

    07 Gennaio 2014 - 16:04

    Fassina ha fatto benissimo a chiedere di "vedere" il bluff di Renzi. Se ha tante ricette buone, Renzi, è ora che le metta in pratica coi suoi uomini, o che la smetta di bluffare. Facile blaterare di Job Act, salvo poi circondarsi di mezze calzette che di "Job" se ne intendono quanto di voli su Marte. Se vale qualcosa, Renzi (certo meno di quanto vuol far credere), sarebbe ora che lo dimostrasse.

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