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Valzer delle poltrone

Governo verso il rimpasto, ecco chi può sostituire Saccomanni

Dopo il passo indietro di Fassina e le figuracce del ministro dell'Economia, i "ritocchi" di Letta alla sua squadra appaiono obbligati: il borsino

Fabrizio Saccomanni ed Enrico Letta

Fabrizio Saccomanni ed Enrico Letta

Dopo il pasticcio sui "150 euro degli scatti dei professori", Fabrizio saccomanni è sempre più con le spalle al muro. Il governo trema. Se salta il Tesoro allora il rimpasto è inevitabile. Via XX settembre da qualche giorno ha pure perso il vice-Saccomanni, Stefano Fassina e all'Economia ormai tira una brutta aria. La Carrozza, ministro dell'Istruzione ha già impallinato Saccomanni bloccando di fatto il prelievo sulla busta paga dei docenti, e pare che il ministro del Tesoro abbia perso la stima dei colleghi di palazzo Chigi. Così anche tra i minsitri comincia a circolare la parola "rimpasto". A pronunciarla e Gaetano Quagliariello: "Il rimpasto è un'ipotesi concreta, ma bisogna scongiurarla". Sarà, ma Letta comincia a pensare davvero ad un valzer di poltrone. Ma cambiare i vertici dei dicasteri non è impresa facile.

Bini Smaghi per Saccomanni - Saccomanni alle dimissioni non ci pensa. Così a palazzo Chigi preparano, secondo alcune indiscrezioni raccontate da Dagospia.com, un avvicendamento. Il nome in pole position per la poltrona del Tesoro è quello di Lorenzo Bini Smaghi. E' fiorentino come Matteo Renzi, ha lavorato in Bankitalia ed è stato nel board della Bce. Se Bini Smaghi dovesse andare in via XX settembre altri minstri potrebbero lasciare la poltrona. E qui entra in campo Ncd. Da tempo Renzi e Monti lamentano una rappresentanza eccssiva del Nuovo Centrodestra nella squdra di governo. Cinque ministri per il rottamatore e per il Prof sono davvero troppi.

Il valzer -  Così ecco che nel valzer potrebbero entrare due nomi di Ncd. Angelino Alfano potrebbe lasciare gli Interni, mentre Lupi potrebbe mollare le Infrastrutture per passare alla guida di Ncd. Blindate invece la Lorenzin e Quagliariello che sono appoggiate dal Colle, mentre la De Girolamo dovrebbe comunque salvare il posto. Ma nel rimpasto potrebbero entrare anche i Pd tecnici come Giovannini o bersaniani come Zanonato o dalemiani come Bray. In squadra potrebbe entrare un esponente del Psi, Craxi o Di Lello, ma anche un nome di Centro democratico di Tabacci. Infine per lo Sviluppo Economico si fa anche il nome di Guglielmo Epifani. 

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Commenti all'articolo

  • honhil

    09 Gennaio 2014 - 10:10

    Il ministro dell’economia, un tecnico chiamato ad illuminare la Via del risanamento alla politica, cala le braca e confessa di essere «un mero esecutore», uno che aspettava «istruzioni che non (gli) sono pervenute». La cifra di questo governo dei pasticci e delle ritrattazioni continui sta tutta in quell’infantile scusa. E poiché un governo dell’emergenza di tutto ha bisogno, fuorché di un passacarte, o di uno di quei commessi di piano a cui Saccomanni ha fatto l’abitudine, se gli resta un minimo di dignità deve dimettersi . Immantinente.

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  • encol

    09 Gennaio 2014 - 08:08

    quella è roba per pasticcieri. AL GOVERNO DEVONO ANDARSENE A CASA sono una massa di dementi, incapaci, fannulloni e ladri. Il Letta per rinnovarsi l'ufficio ( tendaggi e poltrone) ha speso una fortuna (36 Mln.) ma dove sta la decenza???

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  • delfino47

    08 Gennaio 2014 - 18:06

    Temo dalla padella alla brace !

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  • illuso

    08 Gennaio 2014 - 15:03

    questo ennesimo ministro della nomenclatura bocconiana, ha dimostrato tutta la sua presunzione e incompetenza. il danno, non solo lo ha fatto al paese, ma anche al capo dello stato e del governicchio da pochi centesimi come le detassazioni effettuate. questo signorotto presuntuoso, farebbe bene a dimettersi assieme al governo e a chi lo ha voluto. vergogna

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