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Il rottamatore frena

Quirinale, faccia a faccia tra Napolitano e Renzi sul rimpasto

Quirinale, faccia a faccia tra Napolitano e Renzi sul rimpasto

Un'ora di faccia a faccia al Quirinale. Da una parte c'è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dall'altra il segretario del Pd Matteo Renzi. Il primo a chiedere di accelerare sul rimpasto di governo per dare più forza a un governo ormai traballante. Il secondo, di fatto il premier ombra di un Enrico Letta ancora in Messico (per poco) e comunque lontano dalla sala-comandi del Partito democratico, al contrario vorrebbe frenare: "Il rimpasto? Roba da prima repubblica, parliamo di cose serie..."

Renzi e il no al rimpasto - In questo momento il rottamatore non ha interesse ad inserire suoi uomini in una squadra poco o nulla vincente. E soprattutto, al di là degli spot sul governo che "deve fare" Renzi sa benissimo di avere tutto da perdere facendo la figura di quello che, non appena insediatosi in un ruolo di potere, briga e lavora per accaparrare per sé e per i suoi tutte le poltrone possibili. Il sindaco di Firenze preferisce prendersi il governo passando da Palazzo Chigi, non attraverso i corridoi di largo del Nazareno. Meglio le urne del manuale Cencelli. E questo obiettivo si centra meglio se il governo in carica avrà vita breve. Meglio un governo moribondo, quindi, piuttosto che un governo stampellato da qualche faccia nuova. 

Ipotesi Letta-bis - Renzi ha ribadito ai suoi di voler restare fuori dalla questione rimpasto, ma nel Pd l'ipotesi che si sta facendo strada è quella di votare la fiducia a un "Letta-bis" contestuale al voto alle Camera sull'agenda condivisa, Impegno 2014. Non un semplice rimpasto, ma un "cambio di passo" con una scadenza però serrata: arrivare al 2015, e poi si torna alle urne. In ogni caso, il rimpasto ci sarà, più o meno robusto. Quasi scontate le sostituzioni di quei ministri invischiati in scandali giudiziari, para-giudiziari o semplicemente mediatici: Annamaria Cancellieri e Nunzia De Girolamo avrebbero le settimane contate, ma occhio anche alla posizione di Angelino Alfano, la cui gestione del caso Ablyazov-Shalabayeva è tornata prepotentemente d'attualità, viste le accuse dei democratici. Fuori, secondo il borsino più fresco, anche Enrico Giovannini (Welfare) e Flavio Zanonato (Sviluppo) così come il centrista Giampiero D'Alia (Pubblica amministrazione). Non molla invece Fabrizio Saccomanni, a meno che sul fronte Imu-Tasi-Tari non arrivino altre figuracce per il Ministero dell'Economia. Se Renzi alla fine dirà sì a Letta e Napolitano, Maria Elena Boschi potrebbe andare alle Riforme o alla Giustizia, mentre per i posti tra Welfare e Sviluppo in ballo ci sono altri due renziani di ferro, Dario Nardella e Flavio Lotti, oltre all'attuale ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio o all'ex segretario pro tempore del Pd Guglielmo Epifani.   

di Claudio Brigliadori

 

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Commenti all'articolo

  • encol

    14 Gennaio 2014 - 13:01

    questi vanno buttati fuori a calci in cu... senza un centesimo e restituzione di tutto il maltolto. QUESTO OCCORRE FARE E SUBITO. Il Letta è andato in Messico a buttare altri soldi dalla finestra (speriamo che non si sia aggregata la Boldrini con fidanzato). E' capo dell'esecutivo USCENTE finge di non accorgersene e si fa un altro viaggetto con corte al seguito.

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  • colombinitullo

    14 Gennaio 2014 - 13:01

    si rimpasti anche lei,dia ascolto all'amata "compagna" sposa e se ne vada a Cuba,lì sarà senz'altro più apprezzato.Sarà vero?

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  • maxgarbo

    14 Gennaio 2014 - 12:12

    il Vecchio non molla, c'è il semestre europeo in vista. Il Governo non farà un beato niente, Renzi continuerà a parlare... Intanto siamo in mutande, i sacrifici sono nostri, loro non si fanno mancare un beato cazzo!

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  • ketaon_01

    14 Gennaio 2014 - 10:10

    Deve finirla da fare da scudo ad un governo di falliti. Cancellieri Kyenge Bonino Saccomanni Boldrini. Tra corrotti e incapaci di esegurire il lavoro per cui sono strapagati la lista è lunga. No al rimpasto ma si al "fuori dalle palle tutti"

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