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Larghe Intese in famiglia

De Girolamo parla alla Camera, Boccia non applaude

De Girolamo parla alla Camera, Boccia non applaude

Lei dice di essere "vittima di una vicenda kafkiana". Ma se c'è qualcuno che si sente ancora più vittima, inolpevole e inconsapevole, della querelle sorta intorno alle riunioni (intercettate abusivamente) tra Nunzia De Girolamo e i vertici dell'Asl di Benevento, è il di lei marito, il democratico Francesco Boccia. Il deputato Pd era tra i pochi presenti alla Camera per ascoltare il discorso del ministro dell'Agricoltura: i due, coppia nella vita (sposati e con una bambina), sono la personificazione del governo di Larghe Intese. I tormenti dell'una (oggetto di una campagna stampa del Fatto Quotidiano e di una mozione di sfiducia individuale del Movimento 5 Stelle) diventano l'imbarazzo dell'altro. Boccia ha spesso incrociato lo sguardo della moglie, sostenendola e trasmettendo la propria vicinanza quando molti democratici vorrebbero mollarla. Lei parla a un'Aula semideserta dai banchi del governo, affiancata solo da due colleghi di partito, il vicepremier Angelino Alfano (che poi se ne va) e il ministro Gaetano Quagliariello. Il premier Enrico Letta non c'è, assenza giustificata garantisce lei. Il marito sì: ma non applaude alla fine del discorso. Le posture di Boccia raccontano il suo tormento: mani prima conserte, poi sulla bocca, a volte sugli occhi, altre ancora nella posizione della preghiera. "Le larghe intese in famiglia non sono in crisi - ha detto la De Girolamo ai giornalisti -. Francesco mi rimprovera solo le parolacce". Di certo c'è che Boccia non ha applaudito: umanamente vicino, ma politicamente è lontano.

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Commenti all'articolo

  • afadri

    18 Gennaio 2014 - 18:06

    Ogni giorno un fallimento…politico.!!¨Benissimo. Ora aspettatevi la rivoluzione. Non quella tranquilla. Qualche cosa accadrà e anche di serio la gente non ne può più di essere presa in giro.

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  • afadri

    18 Gennaio 2014 - 17:05

    Questi due qua per colpa della politica si separeranno. Vedrete.!

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  • afadri

    18 Gennaio 2014 - 17:05

    Per cortesia dimostri di essere seria. Si dimetta anche perché il solo essere chiacchierato crea imbarazzo al paese tutto. E poi lei non avrà la credibilità di prima. A meno che lei sia così menefreghista.

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  • carlo5

    18 Gennaio 2014 - 15:03

    La forza e' anche capire quando e' il momento di fare un passo indietro. L'aurodifesa a volte, e' peggio dell'accusa certa. Quando si entra in un vortice come quello che ha colpito la De Girolamo mon vi e' via di uscita e solo la dimenticanza del tempo puo' ridare un barlume di luce alla credibilita' persa. Questo la signora non lo ha capito e la sua caparbieta' fa rima non con l'onore offeso da difendere fino alla morte; la sua caparbieta' fa rima con pieta', pieta' per una persona che non ha capito il limite che distingue l'onesto dal disonesto, dove per disonesto non si intende solo la truffa, il potere di coercizione ma anche il rispetto che si deve avere da coloro che si rappresenta. Per questo le dimissioni della signora sono, sarebbero un atto dovuto. L'aula vuota ne sono un atto dovuto, il momemto politico le imporrebbe ed, anche, il suo ultimo atto di abiura nei confronti di chi li l'ha fatta arrivare. Le cose che ci ha detto nel Parlamento vuoto le conoscevamo gia'.

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