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Riforma elettorale

Calderoli: "Questa legge è un porcellum-bis"

Il senatore leghista sulla proposta Renzi-Berlusconi: "Si ispirano al mio modello ma lo stanno storpiando, come capitò nel 2006 per colpa dei partiti"

Calderoli: "Questa legge è un porcellum-bis"

È stato Roberto Calderoli a battezzare come «Porcellum», la legge elettorale recentemente bocciata dalla Corte Costituzionale. Così l’abbiamo raggiunto al telefono per sapere cosa pensi dell’intesa Renzi-Berlusconi su come potrebbe essere eletto il prossimo Parlamento. 

Senatore Calderoli, prima la Corte Costituzionale, ora l’intesa Renzi-Berlusconi, stanno facendo a pezzi quello che lei aveva definito Porcellum. Riusciranno a fare peggio? 

"Sono rimasto molto sorpreso. Mi aspettavo il modello spagnolo e invece ho appena sentito un funzionario del ministero che mi ha detto: 'Ma Roberto, questa è una Calderoli bis'". 

Si spieghi meglio. 

"Avevo dato il nome di “Porcellum” alla legge elettorale perché avevo detto che quella che  avrei voluto io era diversa e che l’intervento di alcuni partiti dell’allora maggioranza l’avevano trasformata, snaturata e fatta diventare quella che ho definito, io stesso, una porcata. Quella presentata ieri da Renzi, invece, assomiglia molto al mio modello iniziale. C’è lo sbarramento per il premio di maggioranza, i listini accorciati, il Senato delle regioni. Insomma è praticamente la mia proposta originaria". 

Quindi lei sta dicendo che Renzi le ha copiato la legge elettorale? 

"Rispetto alla mia ci sono due differenze. Per il resto è uguale. E la cosa, come si potrà immaginare, mi dà grande soddisfazione, visto tutto quello che mi hanno detto da sinistra in questi anni". 

In cosa si discosta la nuova legge elettorale dalla sua? 

"La prima differenza riguarda la soglia per il premio di maggioranza al 35%. Secondo me è modesta ed è stata fissata in questo modo per andare verso un bipartitismo spinto Pd-Forza Italia, facendo fuori tutti gli altri". 

E la seconda? 

"Riguarda lo sbarramento minomo per entrare in Parlamento. Nel mio, che si rifaceva al modello spagnolo, era del 3%, mentre Renzi e Berlusconi lo hanno fissato al 5% per chi si coalizza e all’8% per chi va da solo, anche qui con l’intento di far fuori i piccoli partiti". 

A proposito dei piccoli, la Lega potrebbe non raggiungere il quorum per andare in Parlamento. Secondo lei è un rischio concreto? 

"Dipende dagli accordi che sono stati presi e che non conosco nel dettaglio. Nel mio modello, nel Porcellum e in diverse leggi europee, c’è una tutela per le forze politiche territoriali come la Lega. Accordi secondo i quali se un partito raggiunge il quorum in un determinato numero di collegi partecipa ugualmente alla ripartizione dei seggi parlamentari". 

E se Renzi e Berlusconi si fossero accordati per non inserire questo tipo di sbarramento? La Lega e con lei gli altri partiti minori sarebbero fregati. 

"Che la legge sia un tentativo di andare verso il bipartitismo e non  il vero bipolarismo è chiaro. Certo che se volessero far fuori tutte le forze politiche più piccole o territoriali come noi, beh, sarebbe grave. Diciamo che in questo caso la legge elettorale turca diventerebbe un ottimo esercizio di democrazia". 

Rispetto alla sua proposta però c’è il doppio turno. Che ne pensa? 

"È inutile e vedrà che con il sistema di coalizione e un quorum così basso non servirà a nulla. Poi le dirò che questa legge così com’è rischia seriamente di essere incostituzionale". 

Incostituzionale? Ma come, non è una proposta fatta per superare la bocciatura della Corte Costituzionale su alcuni punti del Porcellum? 

"Sì, ma con il secondo turno, qual’ora ci fosse, si rischierebbe di cancellare dal Parlamento un’ampia fetta di cittadini che in questo modo non verrebbero rappresentati. Il che va contro la Costutizione. E poi non dimentichiamoci che il doppio turno serve per eleggere un sindaco, un presidente o un premier in un sistema che lo prevede. In Italia, salvo che alle amministrative, si continuerà a votare per lo schieramento e il doppio turno, lo ripeto, sarebbe incostituzionale". 

Insomma senatore, un voto a questa bozza di riforma proprio non lo vuole dare? 

"Ma come faccio. Questa più che la “Renzi-Berlusconi” o la “Italicum” sembra proprio una “Calderoli bis”. Sarebbe come dare un voto a me stesso. Non sarebbe elegante...".

di Fabio Rubini

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