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All'esame della commissione

Italicum: la legge all'esame degli Affari Costituzionali ma Renzi è in minoranza

Matteo Renzi

Matteo Renzi visto da Benny

In direzione Pd ha vinto Matteo Renzi. Gianni Cuperlo, prima voce del dissenso Pd sull'accordotra il segretario e Silvio Berlusconi, ha sbattuto la porta e se n'è andato, lasciando poi la presidenza del partito. Ma la resa dei conti vera e propria all'interno dei democratici inizia solo oggi, con l'arrivo dell'Italicum in commissione Affari istituzionali della Camera. Dove i numeri parlano chiaro: Renzi è in minoranza rispetto ai cuperliani. Tredici a otto per l'ex presidente Pd, che può contare su nomi come quelli di Alfredo D'Attorre, Barbara Pollastrini, Andrea Giorgis, Maria Gullo, Enzo Lattuca e Giuseppe Lauricella. Con lui ci sono anche Pier Luigi Bersani (appena uscito dall'ospedale) e Rosi Bindi, che al segretario manda un  avvertimento: "In Commissione abbiamo la maggioranza e se presenteremo degli emendamenti, il segretario li dovrà accettare". Mentre D'Attorre è già sicuro: "L'Italicum sarà cambiato. Sono convinto che alla fine Renzi si convincerà ad abbandonare le liste bloccate e non tradirà il popolo delle primarie".

Dalla sua parte, il segretario ha Maria Elena Boschi, Matteo Richetti, Luigi Famiglietti e Daniela Gasperini, oltre ai franceschiniani Emanuele Fiano, Gianclaudio Bressa e Ettore Rosato e al lettiano Francesco Sanna. Un altro lettiano, Marco Meloni, non vuole essere elencato tra i fedelissimi di Cuperlo, ma è comunque critico della proposta di riforma renziana.

Una mediazione sarà inevitabile, anche considerati i numeri precari dei pro-Italicum nell'aula del Senato. Insieme, il Partito democratico e Forza Italia contano 168 rappresentanti a Palazzo Madama. Poco al di sopra della quota di 161, maggioranza assoluta e quota minima affinché l’accordo discusso del Nazareno tra Berlusconi e Renzi possa diventare realtà. Tutti gli altri si stanno schierando contro i listini bloccati: dal Nuovo centrodestra alla Lega Nord, passando per Fratelli d’Italia, così come il Movimento 5 Stelle. I sette senatori di Sel e degli otto di Scelta Civica hanno espresso criticheai listini bloccati. E poi, proprio per le divisioni sempre più profonde all'interno del Pd, non si può non contare il rischio elevato di franchi tiratori. Dei 108 senatori democratici, soltanto una piccola “pattuglia” sono considerati renziani fedelissimi. Sommati ai 60 senatori di Silvio Berlusconi si è ancora molto lontani dalla maggioranza assoluta. Potrebbe essere più vasto il fronte comune contro il patto del Nazareno: sfiora i 150 senatori. Se gli eletti pentastellati sono 50, 31 quelli del Ncd, 15 gli eletti del Carroccio: a questi si possono sommare i 14 del Misto (dove sono presenti anche quelli di Sel), il gruppo “Per L’Italia” (12), “Per le Autonomie” 12, i già citati 8 di Sc. 

Intanto, oggi il testo base dell’Italicum arriva in Commissione, dove dovrà essere votato come testo base. Ci saranno poi 48 ore per presentare emendamenti. Il 29 gennaio è prevista poi l’apertura della discussione in aula.

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Commenti all'articolo

  • klklab

    22 Gennaio 2014 - 20:08

    Sono sempre gli stessi non cambieranno mai. Purtroppo costoro hanno sulla coscienza lo status attuale italiano e lo sanno bene. La poltrona non la vogliono lasciare. Mi auguro che la sinistra trovi la forza al suo interno di liberarsi di questi personaggi falsi interpreti della morale (a convenienza)in modo tale da bloccare qualunque riforma atta a rendere più moderno e più consono alle esigenze dei cittadini il sistema paese. L'Italia non può andare sempre verso le ripicche dei sinistroiti.

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  • maxgarbo

    22 Gennaio 2014 - 19:07

    alla svolta in Italia! Poltronisti dei miei stivali! Renzi, stracciali tutti, mandali a casa...

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  • fonty

    fonty

    22 Gennaio 2014 - 17:05

    Perché tu sei convinto che con le preferenze cambi qualcosa ? Intanto la lista delle preferenze può essere di 4 o 5 nomi per collegio e.. prova ad indovinare chi ha scelto quei nomi, forse tu o qualche amico o la zia ? No caro mio, quei nomi li ha accuratamente scelti il partito di riferimento senza che tu possa mettere becco, a meno che non riesca a farti un tuo partito e metterci chi vuoi tu, quindi spiegami la differenza che trovi, considerato anche che le preferenze si prestano ad intrallazzi ed intromissioni della malavita, ti ricordo l'esempio di Napoli con Achille Lauro che regalava una scarpa prima e l'altra a dopo il voto, bello ehh? Concludendo, nessun sistema elettorale è buono se non si mette davanti a tutto l'onestà e la correttezza, altro che le manfrine attuali che sono solo fuffa per non far niente, ricordalo.

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  • fonty

    fonty

    22 Gennaio 2014 - 16:04

    Perché tu sei convinto che con le preferenze cambi qualcosa ? Intanto la lista delle preferenze può essere di 4 o 5 nomi per collegio e.. prova ad indovinare chi ha scelto quei nomi, forse tu o qualche amico o la zia ? No caro mio, quei nomi li ha accuratamente scelti il partito di riferimento senza che tu possa mettere becco, a meno che non riesca a farti un tuo partito e metterci chi vuoi tu, quindi spiegami la differenza che trovi, considerato anche che le preferenze si prestano ad intrallazzi ed intromissioni della malavita, ti ricordo l'esempio di Napoli con Achille Lauro che regalava una scarpa prima e l'altra a dopo il voto, bello ehh? Concludendo, nessun sistema elettorale è buono se non si mette davanti a tutto l'onestà e la correttezza, altro che le manfrine attuali che sono solo fuffa per non far niente, ricordalo.

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