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Il retroscena

Ecco il vero accordo Renzi-Cav
Fuori Grillo, liste bloccate
e salvare Letta e la Lega

Con l'intesa sull'Italicum sia Forza Italia che il Pd riusciranno a sistemare anche altre questioni

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi sono soddisfatti dell'accordo che hanno stretto dopo due ore e mezza di discussione nella sede del Pd a largo del Nazareno. Una stretta di mano che suggella un intesa, rivela Affari Italiani, che parte dalla riforma elettorale, ma in realtà mette a punto tutta una serie di questioni che stanno a cuore ad entrambi. A cominciare dal modo di contenere Beppe Grillo. Non ci saranno assolutamente le preferenze, sulle liste bloccate non si torna indietro.  Con il proporzionale puro - è stato il ragionamento sia del Cav sia del neo segretario del Pd - nessuno vincerebbe e rischieremmo di trovarci prima forza nel nuovo Parlamento il Movimento Cinque Stelle. Una scelta, questa, sulla quale Berlusconi puntava anche perché altrimenti non potrebbe nominare e quindi controllare deputati e senatori. Renzi ha accettato forse non immaginando che il suo presidente, Gianni Cuperlo, si sarebbe impuntato fino a dimettersi. 

No all'election day - Di certo l'accordo sull'Italicum ha riabilitato Renzi agli occhi di Giorgio Napolitano. Come primo punto il sindaco di Firenze ha chiesto al Cav la tenuta del governo Letta. Secondo il retroscena di Alberto Maggi, Renzi avrebbe chiesto a Berlusconi di cancellare la proposta di election day, ovvero di abbinare alle Europee le Politiche, così come il presidente della Repubblica avrebbe suggerito al segretario Pd nell'ultimo summit al Quirinale. In cambio Renzi avrebbe acconsentito ad abbassare la soglia al 35% e non al 38-40 (come chiede Scelta Civica) per far scattare il premio di maggioranza. In cambio dell'abbassamento dell'asticella, il leader di Forza Italia ha detto sì al doppio turno di coalizione nel caso in cui nessuno raggiunga questo sbarramento. Le coalizioni, rivela Affari Italiani, sono il punto chiave dell'intesa. Renzi punta ad un accordo elettorale con Sel. Berlusconi punta a salvare la Lega e a far resuscitare Alleanza Nazionale, oltre al patto elettorale con Alfano. Così facendo il M5S potrebbe anche essere il primo partito (così non è stando ai sondaggi) ma difficilmente potrebbe mai superare le coalizioni di centrodestra o centrosinistra. 

Salva Lega - Quanto al Carroccio il "salva-Lega" è stato bocciato nel testo iniziale per permettere a Ncd di firmare la legge, ma - come assicurano gli azzurri sentiti da Affari Italiani - verrà ripresentato attraverso un emendamento. In definitiva a nessuno conviene far saltare il banco.

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