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La mossa

Berlusconi pronto alle urne
e a un governo con Renzi

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi

Renzi e Berlusconi

Silvio Berlusconi ci crede ancora, pensa che «Matteo Renzi sia quello giusto», che con lui si possa scrivere una buona legge elettorale e, successivamente, approvare le riforme istituzionali. E addirittura farci un governo. Il Cavaliere non ha ancora smaltito l’entusiasmo per il «disgelo» avviato con il Pd e non ha paura delle trappole che stanno piazzando Enrico Letta, l’ex delfino Angelino Alfano e la sinistra dem lungo il cammino dell’ “Italicum”. In ogni caso, dice, ha pronta la soluzione: «Non ce la faranno, ma se dovessero riuscire a sabotare il nostro accordo, si andrà a votare col sistema attuale e chi si è messo contro sparirà», immagina, parlando con un interlocutore fresco di nomina. Il pensiero del leader azzurro va ben oltre e tradisce una sintonia col leader democratico che va ben oltre il bon ton: «A quel punto nessuno riuscirà ad avere la maggioranza e faremo un governo Pd-Fi, con Matteo Renzi premier che potrà contare sul nostro sostegno; apriremmo una stagione costituente per fare le riforme e abbassare la pressione fiscale». L’idea di favorire in qualche modo l’ingresso a Palazzo Chigi del leader piddino non è una semplice sparata e lo dimostrano le proiezioni già commissionate agli azzurri esperti di numeri: Pd e Fi in caso di voto col Consultellum, potrebbero arrivare insieme al 56% dei seggi, avere una maggioranza larga in Parlamento. 

Non esistono terze vie. Berlusconi è infatti convinto che il sindaco di Firenze non potrà accettare l’introduzione delle preferenze nella legge elettorale che sarà votata settimana prossima a Montecitorio: «È una proposta fatta contro di lui, da chi vuole la rivincita delle primarie nelle urne». 

Meno ottimistiche ma dello stesso tenore le parole pronunciate nel suo intervento telefonico all’incontro promosso da Forza Italia a Napoli. «Le riforme di cui stiamo discutendo non sono quelle di Matteo Renzi, ma le mie, quelle che il centrodestra ha approvato nel 2006 e furono bocciate da un referendum», premette. «Speriamo di poter andare avanti e faremo di tutto per non rimanere delusi anche questa volta. Troppe volte la generosità del centrodestra è stata ripagata con l’odio politico e con l’invidia», ricorda il Cavaliere. La telefonata alla prima manifestazione in Campania dopo la nomina del coordinatore regionale Domenico De Siano e la scissione nei fatti della componente più vicina all’ex coordinatore Nicola Cosentino aveva anche lo scopo di contenere le frizioni, far sentire la sua presenza. 

Di certo c’è che Berlusconi, nonostante rischi di trascorrere i prossimi mesi assegnato ai Servizi sociali se non, addirittura, agli arresti domiciliari nella sua villa di Arcore, vuol restare «in campo». Tanto che, al telefono con gli azzurri campani, dopo avere definito il “suo” governatore Stefano Caldoro «il numero uno del Sud Italia», prova a fare proselitismo, proprio come nel 1994: «È un dovere di tutti gli italiani di buon senso che amano la libertà impegnarsi personalmente in politica; devono farlo altrimenti la politica sarà sempre più sporca». Berlusconi ricorda di essere stato cacciato dal Parlamento sulla base di una «sentenza infondata, ignobile e scandalosa», che è un «duro colpo», ma non la fine. «Io ho un sogno, voglio tornare a vincere. So che si tratta di sogno difficile, ma se siamo in molti a sognare, ci sono molte possibilità che diventi realtà», dice. Più che a sognare, il Cavaliere invita gli azzurri a coinvolgere più persone possibile: «I moderati sono la maggioranza nel Paese, ma dobbiamo riconquistare quel 40% di indecisi e un altro 20% di coloro che hanno votato il M5s e sono rimasti disgustati dal comportamento dei parlamentari eletti. Possiamo farcela fondando 12 mila Club in tutta Italia, coinvolgendo gli italiani con una grande catena di Sant’Antonio». Berlusconi si sente già in campagna elettorale per le Europee. E infatti nel corso del suo intervento mette a punto una serie di slogan che certamente ripeterà da qui al 25 maggio. «L’Europa perde terreno ed è destinata a diventare entro 15-30 anni al massimo l'area economicamente meno rilevante del mondo. Non possiamo accettare questo cammino di declino senza combattere: le sfide impossibili sono sempre state nel nostro Dna», dice prima di salutare i presenti. «È una battaglia contro il declino che siamo chiamati moralmente a combattere», conclude, e lui sarà sul campo di battaglia.

di Paolo Emilio Russo

 

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Commenti all'articolo

  • airbaltic

    26 Gennaio 2014 - 20:08

    Meglio il proporzionale cosi' sono libero di poter votare qualche partito piccolo anzichè questi 2 manigoldi .

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  • blu521

    26 Gennaio 2014 - 18:06

    Si vuol fare una legge elettorale che favorisca il bipolarismo e lui pensa a governare con il leader dell'altro polo?

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  • tandolon

    26 Gennaio 2014 - 15:03

    Se le riforme sono sue, allora perchè questo delinquente non le ha fatte quando era al governo e aveva una grande maggioranza ? Il pregiudicato deve sempre mettersi in evidenza accampando meriti che non ha e dando le colpe a chi non le ha! Solito fanfarone abituato ad essere applaudito dai diversamente abili !

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  • Chry

    26 Gennaio 2014 - 14:02

    pervertito masochista ....AHAHAH!!!

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