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Decisivo il voto Udc in Consiglio di presidenza

Senato parte civile contro Berlusconi: riforme a rischio

Domani Palazzo Madama vota per costituirsi parte lesa nel processo sulla compravendita di senatori. Il Cav: "Se lo fate, posso far saltare tutto"

Senato parte civile contro Berlusconi: riforme a rischio

La trama sembra quella di un avvincente romanzo con tanti protagonisti: Silvio Berlusconi, il presidente del Senato Piero Grasso, Antonio Di Pietro, Pierferdinando Casini. In gioco ci sono le riforme, a partire da quella elettorale. Funziona così: la procura della Repubblica di Napoli, nell'istruire il processo a carico del Cavaliere e di Valter Lavitola sulla compravendita di senatori (caso De Gregorio, per intenderci), identifica nel Senato della Repubblica la parte lesa. Antonio Di Pietro, che di aule di giustizia ha una certa qual esperienza, scrive a Piero Grasso, sollecitandolo a costituirsi parte civile nel processo. E quello risponde: "La costituzione di parte civile è all'ordine del giorno del Consiglio di presidenza fissato per il 5 febbraio" (cioè domani).

E qui entra in gioco Casini. Perchè facendo la conta dei membri del Consiglio di presidenza di Palazzo madama, decisivo (in un voto a maggioranza) sarebbe proprio il voto dell'unico membro Udc, il senatore Antonio De Poli. Da parte sua Berlusconi, scrive "Repubblica", ha già fatto circolare l'avvertimento: "Provate a mettermi un altro dito nell'occhio in un'aula di tribunale e rischiate di far saltare le riforme. Sarebbe una dichiarazione di guerra". Il primo a rimetterci sarebbe Matteo Renzi, ma è difficile che i cinque membri targati Pd del Consiglio di presidenza del Senato votino contro la costituzione di parte civile nel processo napoletano. Così, tutto è sulle spalle dell'Udc: se De Poli votasse contro il Cavaliere, il ritorno di Casini nel centrodestra sarebbe già finito.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    06 Febbraio 2014 - 08:08

    Le leggi cosa sono? L'onestà é un fastidio che incombe agli avversari. Volontà popolare? Quella che compro. Vergogniamoci di essere italiani in quel modo. Gli altri paesi assolvono il paese ma Silvio lo impiccherebbero e non ne vogliono sentir parlare. Forza, candidatelo: se vince l'Italia é persa. Arcore caput mundi et inhonestorum

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  • lallalalla

    06 Febbraio 2014 - 00:12

    Il magistrato Grasso, che non si è accontentato di quanto i contribuenti elargiscono ai Magistrati e dunque ha voluto anche quanto viene elarito ai Politici ( = due incarichi), non sa quanto possa essere odiato dal popolo ! Il parlamenton è sempre stato pieno di furfanti che approfittavano dell'immunità e se la godevano !!! ora Lui per Silvio sente il dovere morale !!! ma che senta il dovere morale di far ridurre le spese e di favorire il Popolo chè è alla disoccupazione ed all'eccesso di tasse !!! Si è messo a giganteggiare nella lista dei Peggiori della Repubblica. La storia è proprio sporca e triste.

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  • manuelebonbon

    05 Febbraio 2014 - 11:11

    una grande democrazia dell'occidente ancora succube dell'arroganza, della protervia e della farabuttaggine di un delinquente e della sua corte di nani, troie, ladri e servi. Bisognerebbe fargli pagare la devastazione degli ultimi 20 anni e rinchiusi tutti in galera o allo zoo, tra le bestie feroci.

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  • UNGHIANERA

    04 Febbraio 2014 - 19:07

    Da puro quale sono ti dico che a Silvio servono solo i voti di Casini,mica ci deve andare a letto insieme...

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