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Verso un voto di fiducia

I capigruppo di maggioranza: "Necessaria una verifica di governo"

Enrico Letta

Enrico Letta

Una nuova fiducia per Enrico Letta. "Si è evocata, mi pare da parte di tutti, la necessità che rapidamente il presidente del Consiglio chieda una verifica politica di governo", spiega Lorenzo Dellai, capogruppo alla Camera dei Popolari per l'Italia, al termine della riunione con i suoi omologhi a Palazzo Chigi. I capigruppo della maggioranza, dunque, chiedono di "contare" i numeri del governo, chiedono una verifica - aggiunge Dellai - che Letta stesso "si era impegnato a fare. L'auspicio è che si possa conclucere al più presto questa fase per rendere "più forte l'esecutivo e il suo profilo politico". Una frase che, tradotta dal politichese, suona come un ultimatum al premier: o fai qualcosa, oppure vai a casa.

Il timore della paralisi - Il punto è che Palazzo Chigi è sotto assedio. Sotto l'assedio delle opposizioni (grillini e Forza Italia), sotto l'assedio "amico" di Matteo Renzi e sotto l'assedio dei decreti in scadenza e in attesa di conversione. Un calendario incalzante, nel quale deve essere inserita anche la riforma elettorale, in esame a Montecitorio la prossima settimana. Così Dario Franceschini, non a caso renziano, e i capigruppo della maggioranza intimano al premier di procedere in fretta alla verifica politica. L'obiettivo, su cui insiste da settimane il segretario del Pd, è quello di evitare il pantano. Il timore è che nei prossimi giorni, in Parlamento, si ripetano le scene viste nel corso della conversione del provvedimento Imu-Bankitalia. L'Italia, però, non si può permettere altri due mesi di paralisi, tra sedute fiume, ostruzionismo e risse.

Scontri e scenari - Il premier, da par suo, da giorni insiste con Renzi sulla necessità del rimpasto, una necessità che potrebbe viaggiare di pari passo col voto di fiducia. Il segretario, però, di rimpasto non vuole sentir parlare: la sfida tra i due si riproporrà domani, giovedì 6 febbraio, in una direzione del Pd che, al solito, si preannuncia aspra. Inoltre, a rendere il clima ancor più velenoso, le voci sempre più insistenti su una possibile staffetta a Palazzo Chigi: fuori Enrico Letta, dentro Matteo Renzi, a capo di un ipotetico governo destinato a durare fino al 2018 e in grado, in determinate occasioni, di giocare di sponda (ossia fare le riforme) anche con Forza Italia. Se quest'ultimo scenario si tramutasse in realtà, però, si andrebbe ben oltre la "verifica di governo" che è stata appena chiesta dalla maggioranza stessa.

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Commenti all'articolo

  • fossog

    05 Febbraio 2014 - 16:04

    lo diciamo noi maggioranza di cittadini, da mesi, che questo governo è inutile in toto... Renzi lo dice una settimana sì e una no, anche se solo a chiacchere.... ora l'ultima fila della classe si sveglia ? beh, Bocciati! andate a casa a fare i manovali, perchè altro non meritate.

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  • agostino.vaccara

    05 Febbraio 2014 - 15:03

    Renzi si guarderà bene dall'andare a capo di questo governo. Non perchè non voglia essere Premier, lo vorrebbe e come. Ma non credo che accetterebbe di essere a capo del governo con questi parlamentari che sono espressione del precedente segretario e che potrebbero anche bloccare le sue decisioni. Credo che se Renzi fosse messo di fronte ad una decisione di questo tipo preferirebbe andare a nuove elezioni, costi quel che costi, ma almeno avrebbe dalla sua persone di suo gradimento. Il problema di questo governo, infatti, è che è composto da parlamentari della vecchia scuola, sia di sinistra che di destra,per non parlare di quelli, residuati bellici, del centro. Questo ormai lo hanno capito tutti, l'unico che sembra non capirlo è l'unico che potrebbe cambiare la situazione: il Capo dello Stato. Finora c'è stato l'alibi della legge elettorale, ma se andasse in porto in tempi brevi quella nuova, allora le elezioni sarebbero l'unica opportunità per cambiare l'Italia.

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  • er sola

    05 Febbraio 2014 - 14:02

    Hai fatto solo casino per cui dimettiti.

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  • milibe

    05 Febbraio 2014 - 13:01

    non ha le palle d'acciaio ma solo di bolle di sapone, ci vuole ben altro per tirarci fuori da questa crisi

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