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Il "complotto" dell'estate 2011

Berlusconi frena sull'impeachment a Napolitano. Rabbia contro la congiura di Merkel, Sarkozy & Co

Berlusconi frena sull'impeachment a Napolitano. Rabbia contro la congiura di Merkel, Sarkozy & Co

"Tirano al Colle per colpire Letta". Nel giorno delle rivelazioni di Alan Friedman sull'estate 2011, quella della "congiura", la reazione di Silvio Berlusconi è molto più composta di quella dei suoi fedelissimi. Anzi, è proprio il Cavaliere a frenare la voglia dei falchi di Forza Italia di unirsi alla richiesta di impeachment contro Giorgio Napolitano, colpevole di aver sondato la disponibilità di Mario Monti di salire a Palazzo Chigi almeno un mese prima dell'inizio dell'emergenza spread che portà poi Berlusconi alle dimissioni, nel novembre di 3 anni fa. "Ve lo dicevo che era un golpe", ripete ora il Cav, che in effetti la tesi del grande "complotto" tra vertici internazionali e settori di politica e finanza interni la propugnò già al tempo, negli stessi giorni in cui consegnava le chiavi della presidenza del Consiglio a Monti. Ma oggi Berlusconi di "complotto" cerca di non parlare. Forse perché sa che la bufera abbattutasi sul Quirinale potrebbe fargli molto comodo dal punto di vista elettorale, e quindi non servirebbe soffiare sul fuoco. Il senso è: andrà come deve andare, in ogni caso Silvio ne uscirà bene.




L'assedio al vertice di Cannes
- Di sicuro, però, ad Arcore resta l'amarezza per quelle "trame dall'estero" che portarono Berlusconi a mollare il colpo dopo almeno 3 mesi di "assedio". Un assedio nemmeno troppo velato, perché alla mente torna il vertice ristrettissimo durante il famoso G20 di Cannes, tra 3 e 4 novembre 2011, una settimana prima delle dimissioni del premier. Lo ricordava anche l'allora premier spagnolo (uscente) Josè Luis Zapatero, che nella sua autobiografia Il dilemma. 600 giorni da vertigine (uscita 2 mesi fa e mai smentita) ricorda di un "tavolo intimo e confidenziale" al cui si erano riuniti Berlusconi e il suo ministro dell'Economia Giulio Tremonti, con i maggiori premier europei e i loro ministri, i vertici Ue e Fmi e il presidente americano Barack Obama. L'obiettivo era fare accettare "lì, a quello stesso tavolo" un piano di salvataggio da almeno 85 miliardi di euro per l'Italia, così come avevano accettato di fare Grecia, Irlanda e Portogallo. Un commissariamento in piena regola a cui Tremonti si oppose: "Conosco modi migliori per suicidarsi". E anche Berlusconi fece buon viso a cattivo gioco, mediando alla fine con i vertici internazionali: lui restava premier e loro vigilavano sulle riforme, che non si sarebbero mai fatte. 

I nemici interni ed esterni - Ma è proprio quel "loro" che ritorna spesso, ora come allora, nei ricordi del Cavaliere. Quel loro erano naturalmente i protagonisti del "martellamento" su Palazzo Chigi per indirizzarne politiche e, probabilmente, anche poltrone. Impossibile non citare Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, i grandi "nemici" del Cav (quelli delle "risatine" di scherno in conferenza stampa), e lo stesso Obama. Ma il triangolo stava in piedi solo con un lato italiano. Napolitano, certo, ma non solo. Se il presidente bloccò il decreto d'urgenza del governo contro la crisi, con misure di austerità "draconiane", anche il ruolo di Corrado Passera, e di qualche suo amico banchiere, con quel "Grande piano di rilancio" a cui lo stesso ex numero uno di Poste Italiane ha lavorato, per esempio, è abbastanza scoperto. E poi ci sono i veleni, nell'ambiente di Forza Italia, su chi all'interno del centrodestra ha fatto sponda al disegno "destabilizzatore-stabilizzatore" del Colle. Berlusconi non fa nomi, per lui ha parlato Daniela Santanchè a Piazza Pulita su La7, che ha puntato il dito contro Gianfranco Fini e Angelino Alfano, colpevoli di aver spaccato prima il Pdl e poi Forza Italia con le loro avventure "neocentriste". Se su Fini l'opinione del Cavaliere è dura (e risaputa), di sicuro Berlusconi non getta sulle spalle di Angelino quel che accadde nel 2011. E' più un riflesso sul lungo regno di Re Giorgio, che molti in Forza Italia mal sopportavano anche nei giorni della grande intesa bipartisan, nell'aprile 2013.

 

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    12 Febbraio 2014 - 11:11

    Se chiudi in una cantina un analista di politica internazionale mentre sta decantando il Nebbiolo,scrive pressapoco quello che hai commentato tu.Fai areare il cervello,l'anidride carbonica e quella solforosa te lo hanno hanno saturato.

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  • fonty

    fonty

    12 Febbraio 2014 - 11:11

    Perché, forse che gio52 non dice cose sensate, o voi compagni volete sempre mistificare a tutti costi la realtà, anche esponendovi a figure barbine ed a considerarvi eterodiretti senza capacità di discernimento ? Se ti sei preso dell'imbecille te lo sei andato a cercare.

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  • nick2

    12 Febbraio 2014 - 10:10

    sono onorato di avere un interlocutore che perfettamente comprende le dinamiche che da sempre coniugano economia e politica. Io, da incompetente nei post 9 e 18 ho espresso le mie opinabili idee al riguardo. Ti prego, illuminami dall’alto della tua immensa conoscenza in materia e della tua pluriennale esperienza internazionale. Se ti limiti a darmi del beota senza motivare la tua affermazione, non mi resta che considerarti, al pari di gio52, un POVERO BANANAS

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  • gio52

    12 Febbraio 2014 - 02:02

    Imbecille guarda la libia di oggi. La russia di putin sta forse peggio dell'italia ? Imbecille ! Napolitano , merckel , sarkozy , monti , passera ecc ... hanno giocato sporco e noi italiani abbiamo perso (imbecille )

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