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Le intenzioni del quasi-premier

Matteo Renzi, il suo programma ai raggi X: cosa funziona e cosa no

Matteo Renzi

Matteo Renzi

In attesa della squadra e di un programma messo nero su bianco, si passano al vaglio i (probabili) punti della ricetta con cui Matteo Renzi vorrebbe provare a "guarire" l'Italia. Una delle maggiori critiche mosse al premier in pectore è quella di non avere una strategia precisa, di navigare (troppo) a vista. Un'accusa ribadita anche da Fabrizio Barca, caduto nel tranello del finto Nichi Vendola teso da La Zanzara di Radio 24: "Sono pazzi. Questi non hanno un programma, una strategia". I timori, dunque, sono parecchi. Qualche punto fermo, però, c'è. Renzi intende tagliare l'Irap, rivoluzionare Equitalia, cambiare il mercato del lavoro, equiparare dipendenti pubblici e privati. Ma vuole anche inserire una sorta di patrimoniale sulle rendite finanziare e sui titoli di Stato. Passiamo al vaglio il (probabile) programma del sindaco uscente di Firenze - che ha baldanzosamente promesso "una riforma al mese" - sottolineando punti di forza e punti di debolezza.



Irap e tasse - La riforma fiscale pensata da Matteo vuole abbassare il peso delle tasse su imprese e lavoratori. Nel dettaglio, si parte da un taglio dell'Irap del 10 per cento. Il nodo è la copertura: si pensa alla tassazione sulle rendite finanziarie, inclusi i titoli di Stato se posseduti da chi ha redditi alti. Una sorta di patrimoniale, insomma. E se la stangata non fosse sufficiente, si potrebbe agire anche sulla Tasi, la tassa su casa e servizi indivisibili, che sicuramente resterà e che potrebbe essere rimodulata al rialzo. Nel programma si prevede anche una detassazione Irpef che equivalga a un aumento di 50 euro in busta paga per chi ne guadagna meno di 2mila: un provvedimento che vale tra gli 8-10 miliardi - tantissimi, dunque - e le cui coperture sono soltanto ipotetiche. Lo spauracchio è che per trovarle, queste coperture, Renzi vada a spremere ancora i contribuenti onesti o chi dispone di un patrimonio maggiore (indicativo, in tal senso, il pressing di Renzi su Fabrizio Barca per portarlo all'Economia: l'ex ministro di Monti, sempre a La Zanzara, ha ammesso di essere a favore di una maxi-patrimoniale). 

Equitalia - Il nascente governo si propone di semplificare gli adempimenti fiscali, obiettivo da raggiungere con un numero verde, una applicazione e un servizio tramite sms. Quindi il capitolo Equitalia: Renzi promette di abbandonare il modello-terrorismo di Attilo Befera, quello dei controlli "one shot" in stile Cortina. Al suo posto, però, si prevede un potenziamento del super-cervellone elettronico, della banca data in grado di incrociare tutti i dati sui contribuenti, a discapito della privacy, sempre più violabile.

Lavoro e articolo 18 - Renzi si propone un fine nobile: più lavoro e meno precarietà. Obiettivi ambiziosi che, per ora, non trovano ricette concrete con cui essere declinati nel (fantomatico?) Jobs Act. L'idea centrale, seppure ancor non ben definitia, è quella di superare la miriade di contratti atipici. Dunque si prevede un contratto di inserimento e tutale crescenti nell'arco di un triennio: in buona sostanza, nelle aziende con più di 15 dipendenti, l'articolo 18 scatterebbe soltanto dopo i primi tre anni. Una misura efficace, che però incontrerà le resistenze dell'ala sinistra del Pd. Resistenze che invece Ncd, in caso di alleanza, opporrà al sussidi di disoccupazione uguali per tutti che vorrebbe Renzi (che in teoria dovrebbero essere vincolati a un piano di formazione).

Lavoro pubblico - Nelle intenzioni di Renzi, c'è quella - assolutamente positiva - di non assumere più dipendenti nella pubblica amministrazione con un contratto a tempo indeterminato: si tratterebbe di veri manager, come nel privato, e dunque a rischio licenziamento, potenzialmente in ogni momento (di sicuro nel caso in cui non venissero raggiunti gli obiettivi prefissati e misurabili). L'obiettivo di Matteo è quello di ridurre sensibilmente il potere di interdizione delle alte burocrazie ministeriali. Inoltre dovrebbe proseguire il piano di digitalizzazione: ogni atto dovrà essere messo online con una semplificazione delle procedure di spesa.

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  • osicran2

    18 Febbraio 2014 - 14:02

    Un programma tutto da verificare e, comunque, sempre molto più dinamico di quelli visti finora.La mia critica non è distruttiva, ma costruttiva!I governi che si sono finora avvicendati, specie quelli dei Soloni dell'economia, hanno miseramente fallito. Come vorrei poter dire la mia in materia di riforme e di soluzione dei problemi che ci assillano. Ma che cosa si fa nelle varie commissioni parlamentari? Di cosa si discute? Si affrontano i problemi per risolverli o ci si tira i piedi l'uno con l'altro? A mio avviso le soluzioni ci sono tutte, ma se si guarda ai problemi col paraocchi o peggio con riguardo alle convenienze politiche ed elettorali, non si arriva da nessuna parte. Secondo me, sono gli uomini preposti alla soluzione dei problemi che sono inadatti. Una volta in un "Forum" ho lanciato l'invito ad un'analisi e discussione dei vari problemi ed a dare ognuno il proprio contributo per la loro risoluzione;la risposta: " Non ne vale la pena, tanto non cambierà mai niente!"

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  • fausta73

    18 Febbraio 2014 - 14:02

    se si tratta di tassare la rendita, cioè nuovo reddito, trovo giusto far pagare il 23% e togliere in contemporanea il bollo do stato che colpisce i risparmi sui quali sono state pagate le tasse ( dagli onesti) e che addirittura quelli che, pur investiti, sono in perdita!!! Assurdo! Ma non è più equo introdurre il 45%, sui redditi che superano i 100/200000 euro? Non è più equo, se proprio resta il bollo di Stato togliere il tetto massimo che agevola i milionari?

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  • uemris

    18 Febbraio 2014 - 11:11

    I soldi andrà a prenderli dai soliti noti come sempre è stato. La storia insegna, basta avere un po' di memoria e ricordare da "I ricchi piangeranno" fino ad arrivare a questo...... tasse tasse tasse, riduzione dei servizi, aumento dei tiket, bolli etc e per finire l'ennesima modifica pensionistica. Per contro sfornata di cariche superpagate. Questo è il futuro che ci attende. Ne riparliamo (per chi ne avrà voglia) tra un po'. Buona giornata a tutti

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  • zefleone

    18 Febbraio 2014 - 11:11

    Premetto non sono di sinistra. Ormai abbiamo capito che nella destra nella sinistra e nel centro abbiamo un classe politica di incapaci falliti. Avevano l'opportunità di fare e non hanno fatto quando era il loro turno, fatti alla mano. Ora Renzi sta cercando di mettere insieme un qualche cosa e immediatamente lo fucilano, giornali, tv, e cittadini con una infinità di demenze. Forse la gente non ha capito una cosa semplice: l'Italia è nella merda, e se siamo in queste condizioni la responsabilità è del popolo italiano, noi popolo di dementi abbiamo eletto quei ladri falliti. Nel massimo della obiettività: voi credere che per risolvere i problemi che tutti noi abbiamo causato sia così semplice? Se lo si pensa quelli sono degli illusi non realisti. Lasciamolo lavorare e vedremmo, fino ad oggi mi sembra che peggio di così non ci sia altro. Se vogliamo riempire i giornali e improvvisarsi tutti economisti allora altra cosa, ma attenti stiamo facendo la figura dei coglioni.

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