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Gli scenari preventivi

Matteo Renzi, per l'incontro con Beppe Grillo aveva preparato tre copioni

Matteo Renzi, per l'incontro con Beppe Grillo aveva preparato tre copioni

Il giro di consultazioni, Matteo Renzi, lo aveva preparato con cura. Era stato sezionato un incontro in particolare, quello con Beppe Grillo, perché tutti sapevano che non sarebbe stato un normale faccia a faccia (e così è stato: si è trasformato in una sorta di rissa interrotta bruscamente dopo appena 12 minuti, senza che nessun contenuto sia stato affrontato). Alla vigilia del duello il premier in pectore spiegava ai suoi: "Beppe è il numero uno quando c'è da fare un comizio...". E infatti molti dei fedelissimi di Matteo (tra cui il capo ufficio stampa Filippo Sensi, il portavoce Lorenzo Guerini e anche il fido Graziano Delrio) gli avevano sconsigliato la diretta streaming. 

I tre "copioni" - Renzi, però, sapeva che i grillini - fedeli al loro personalissimo "dio della Rete" - avrebbero chiesto la diretta-web. Meglio attrezzarsi, dunque, ha pensato Matteo, fregandosene di chi gli suggeriva di evitare lo scontro. Così Matteo si è preparato. Nel dettaglio lo ha fatto scrivendo tre "copioni", di cui dà conto Repubblica. Scenario uno: Grillo all'attacco sui contenuti. In questo caso, Renzi, avrebbe dovuto replicare chiedendo ai grillini di mettersi in gioco. Frasi del tipo: "Perché, caro Beppe, non voti i nostri provvedimenti se li condividi?". Poi lo scenario due, quello che sin dal principio era considerato il meno probabile, in cui Matteo parla e introduce gli argomenti e Beppe replica, pur duro, ma senza che il faccia a faccia si concluda in modo traumatico. Scenario improbabile, appunto.

La deviazione - Era stato poi preparato un terzo schema, quello le cui premesse si sono puntualmente verificate, e stando al quale il guitto ligure avrebbe impedito al premier in pectore di parlare. S'immaginava, dunque, che Grillo tenatasse di impedire ogni confronto. Secondo i piani, Renzi - in stile Enrico Letta al tempo delle sue, di consultazioni, in cui ne uscì da trionfatore - avrebbe dovuto incassare in silenzio, per poi contrattacare deciso, troncando alla prima occasione possibile il colloquio. Più o meno è andata così, con la differenza che però Matteo non ha incassato silente, e pur senza andare sopra le righe ha cercato di rispondere e intavolare un confronto civile prima di interrompere il volgare monologo del comico prestato alla politica.

"Se avessi potuto..." - Insomma, non tutto è andato esattamente secondo i piani. Tanto che una volta terminato lo scontro, dopo essere uscito dal salone del Cavaliere, Renzi si è confrontato con i suoi, e ha spiegato: "Me l'aspettavo. Potevo chiuderla prima, forse...". Per quanto attesa, l'aggressività di Grillo è probabilmente andata oltre anche alle aspettative di Matteo, che così ha dovuto per forza di cose deviare dal copione. "Fossi stato il segretario del Pd - ha continuato con i suoi -, gli sarei saltato sul tavolo. Da presidente incaricto, però dovevo stare sereno. E ci sono riuscito", ha concluso.

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Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    20 Febbraio 2014 - 17:05

    vai avanti coi 5 stelle, fra 100 saremo alle comiche. poveretto!

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  • oneiros

    20 Febbraio 2014 - 16:04

    Poteva sfruttare l'occasione unica che gli stava offrendo Grillo per dimostrare in diretta quanto sia falsa l'affermazione continuamente ripetuta da Grillo che nel suo movimento regna la democrazia cioè che le decisioni non le prende lui, ma gli iscritti che votano in rete. In questa occasione gli iscritti avevano votato per la partecipazione alle consultazioni per la formazione del governo Renzi. Grillo invece è andato lì e ha fatto esattamen-te il contrario di quello che volevano i suoi iscritti. Chi non è grillino sa benissimo che nel M5S comanda Grillo, ma durante lo streaming lui ne ha dato incautamente la prova provata e Renzi non ne ha approfittato!

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  • arwen

    20 Febbraio 2014 - 16:04

    il quotato Renzi nn so proprio chi scegliere. Uno ha le idee piuttosto confuse in fatto di democrazia, economia e politica. L'altro ha una visione dello stato, dell'economia e della politica sfumata, cinica e superficiale. Grillo è la belva assetata di sangue, mentre l'altro è il beniamino di tutti, il figlio che ogni madre vorrebbe. L'europa bancaro-finanziaria lo adora, i cancellierati di mezz'europa plaudono alla coltellata fratricida rifilata a Letta, enfatizzata come un atto di coraggio, l'oppposizione interna lo sprona, la stampa ne canta le lodi (pur nn avendo egli al momento fatto assolutamente nulla, a parte tradire ogni promesa fatta) e anche Berlusca lo "stima". Grillo, invece, è il "fascistone" ruvido e cattivo, capace solo di sputare saliva e crudeltà. Almeno questo ci raccontano ogni giorno, con un diuturno e capillare bombardamento mediatico. Sono colto da un atroce dubbio, che mi fa prudere lo sfintere. Ma nn sarà che anche questa volta ce lo stanno buttando in...tasca?

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  • fareamenodivoi

    20 Febbraio 2014 - 16:04

    due che messi assieme non fanno uno decente. Ecco l'elettore tipo dei politicanti di mestiere, un essere inebetito totalmenmte, senza idee e sopratutto senza coglioni. Cos'ha detto l'ebetino fiorentino: "Fossi stato il segretario del Pd - ha continuato con i suoi -, gli sarei saltato sul tavolo." e per fare cosa? Forse per supplicare Grillo di non inchiappettarlo pubblicamente? E già, loro preferiscono farlo in disparte e in cinque minuti (chiedere all'altra merdina,ex cavaliere)

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