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La versione di Dago

Dagospia: Renzi e Alfano, il braccio di ferro un'invenzione

La voce: nessun "durissimo" braccio di ferro, semplice strategia. Così Angelino potrebbe giocarsi meglio le sue carte...

Angelino Alfano

Alfano visto da Benny

La grande lite, il "durissimo" braccio di ferro tra Angelino Alfano e Matteo Renzi? Una montatura mediatica. Almeno questo è il retroscena che ci offre Dagospia. Si sarebbe trattata di pura strategia politica, di un calcolo di Angelino, che si è un po' fatto Silvio (Berlusconi) riuscendo - o almeno provando - a "usare" i media per obiettivi strategici. Il punto, secondo Dago, è che l'accordo tra Renzi e Alfano (sui ministri in primis, ma anche sul programma) era già stato raggiunto da tempo, sicuramente era già stato raggiunto nelle prime ore di giovedì, la lunga giornata che si è dipanata tra voci di veti, pressioni, presunte liti e incontri sfumati. L'accordo, però, per Ncd prevede la perdita di uno-due dicasteri, oltre al "declassamento" di Angelino, che vedrà dimezzati i suoi incarichi: dovrà scegliere tra Viminale e vicepresidenza del Consiglio (e sembra orientato a scegliere gli Interni). 

Poltrone - Dunque, un accordo - quello tra Renzi e Alfano - in cui Angelino viene parzialmente ridimensionato, in cui lascia qualcosa per strada. E se al leader di Ncd può andare bene (riesce a restare nella maggioranza e al tempo stesso, avendo meno peso, pone le basi per smarcarsi più agilmente nel caso in cui tutto capitolasse), l'intesa non piace a chi, tra gli alfaninai, la poltrona la perde. Nel dettaglio con l'intesa, sempre secondo Dagospia, una poltrona la potrebbe perdere Maurizio Lupi, che punta allo Sviluppo Economico, dove però la potrebbe spuntare l'ad di Trenitalia, Mauro Moretti. L'agricoltura che fu di Nunzia De Girolamo, inoltre, non verrà riconsegnata ad un alfaniano, ed Ncd dovrebbe perdere anche le Riforme Costituzionali di Gaetano Quagliariello, inglobate nelle Riforme (tout-court) dove dovrebbe essere paracadutata la giaguara Maria Elena Boschi. Meno poltrone per gli alfaniani, dunque, e parecchi maldipancia che Alfano dovrà sedare. Meglio poter affrontare il discorso spiegando che con Renzi c'è stato un "durissimo" braccio di ferro, e che a casa ha portato anche più del previsto, dunque. Così è, almeno secondo Dagospia.

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Commenti all'articolo

  • antari

    21 Febbraio 2014 - 16:04

    ottima la domanda, meno buona la risposta

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  • marco gladiatore

    21 Febbraio 2014 - 15:03

    Alfano mira a rinviare le elezioni e quindi a rimettere in discussione l'accordo Berlusconi-Renzi. Questo obiettivo riporterà il governo nelle pastoie del NCD che insieme al PD sono il vero problema dell'Italia oggi. Credo che la legge elettorale potrà essere solo un referendum popolare su un sistema o un altro. Facciamolo.

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  • pinux3

    21 Febbraio 2014 - 15:03

    Il PdL nel governo Letta aveva cinque ministri. NCD rappresenta solo una frazione (anche minima, stando ai sondaggi) del PdL. Tutto grasso che cola...

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  • Gialdon

    21 Febbraio 2014 - 14:02

    Ma perche' Renzi ha bisogno di Alfano e del NcD? Per avere i numeri della maggioranza? Perche' allora non li chiede al Cav. e a FI che possono partecipare all'esecutivo con molti piu' nomi e migliori qualifiche?

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