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La manona di Bruxelles

Governo, Padoan all'Economia. Olli Rehn (Ue): "Sa già cosa fare"

Governo, Padoan all'Economia. Olli Rehn (Ue): "Sa già cosa fare"

"Padoan? Sa cosa deve essere fatto". Agli ottimisti che speravano in politiche di rottura contro l'euro-rigore ha risposto a modo suo Olli Rehn. Il commissario Ue agli Affari economici, nel corso del G20 di Sidney, ha commentato la nomina del nuovo ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, con un messaggio che suona a metà strada tra la fiducia e l'intimazione. Quel "sa cosa deve essere fatto", tradotto, è un invito a non sgarrare, a non abbandonare la strada dell'austerity e delle riforme a tappe forzate che tanto piace a Bruxelles. 

Il giuramento posticipato - Nemmeno il tempo di tornare in Italia proprio da Sidney, da dove l'ormai ex vicepresidente dell'Ocse è partito in fretta e furia, e Padoan si ritrova sul groppone già un bel fardello. Il neo-ministro non ha ancora prestato giuramento al Quirinale ("Presterà giuramento successivamente nelle mani del Capo dello Stato", recita il comunicato ufficiale del Colle) ma peraltro ha già reso note le linee guida del suo mandato. "So che c'è tanto lavoro da fare", ma la prima cosa da fare "è una due diligence" sulla spesa pubblica, ha spiegato al Sole 24 Ore.

Il programma di Padoan - Padoan, nella prefazione al rapporto dell'Ocse presentato al G20 di Sydney, riassume le priorità che, secondo lui deve avere in questa fase l'azione economica, "per evitare la trappola della bassa crescita". Il neoministro dell'Economia accorda alle misure per favorire la crescita la precedenza rispetto al consolidamento dei conti pubblici. In questo senso individua quattro priorità: aggiustamenti salariali per ridurre il costo del lavoro, inclusa la riduzione del cuneo fiscale e lo spostamento della tassazione sui consumi, sulla proprietà immobiliare e sulle successioni; incentivi agli investimenti in nuovi mercati e nuove tecnologie; miglioramento della competitività dei prodotti; solidità dei bilanci delle banche. Riforme che chiedono tempo e sostegno politico diffuso, soprattutto se davvero Padoan vorrà concretizzare il sogno da tanto tempo sbandierato, quello di una patrimoniale. Appoggio politico che, al momento, pare mancare se è vero che la sua nomina è stata frutto di un "garbato suggerimento" di Napolitano a Renzi, che invece avrebbe preferito altri nomi (dal bocconiano GuidoTabellini a Lucrezia Reichlin). Bisognerà capire se l'ombrello protettivo di Unione europea e Bce lo salverà, anche a costo di indebolire il premier.

 

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Commenti all'articolo

  • carpa1

    23 Febbraio 2014 - 16:04

    Ieri mi sono letto tutto d'un fiato il volumetto preparato dall’economista dell’Università Cattolica di Milano Claudio Borghi dal titolo "basta euro" in cui sono indicati per filo e per segno, sotto forma di risposta alle domande più comuni che il cittadimo potrebbe porre sull'ipotesi di un'uscita dall'euro, il perchè ci stiamo avviluppando sempre più in una spirale mortale con l'euro. Inutile dirlo che mi ha trovato completamente d'accordo dal momento che, fin da quando ci hanno catapultati dentro questo cesso di moneta unica, non l'ho mai digerita. E' sotto gli occhi di tutti quali vantaggi un solo paese si è procurato a dispetto degli altri ed invece come, mantenedosi la loro moneta, chi non è nell'euro tipo UK, Norvegia, Danimarca (ed USA compresi) hanno utilizzato la svalutazione delle loro monete e tassi ZERO per lunghi periodi uscendo bellamente dalla crisi. Noi polli stiamo ancora qui a farci le solite se... mentali e ad accettare passivamente quello che il padrone comanda.

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  • sparviero

    23 Febbraio 2014 - 13:01

    anche perchè gli italiani sono già molto stanchi di promesse e di cazzate sparate dai vari ministri che si sono succeduti fino ad oggi. La pazienza è al limite.

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  • oasicarlos

    23 Febbraio 2014 - 12:12

    Leggo sull'articolo: "lo spostamento della tassazione sui consumi". Che significa? Sono ignorante, ma a me sembra molto comunista sta cosa...ripresa economica tassando i consumi? Mah... Bravo carpa1...una cosa sola però: Berlusconi tra il 2010/11 aveva già tentato di creare un asse Italia-Spagna-Francia per bilanciare lo strapotere tedesco, e hai visto che fine gli hanno fatto fare. Quindi, per me l'uscita dall'euro è l'unica via.. aggiungo che dobbiamo uscire da una economia stato-nazione per diventare una economia stato-regione, come un grande economista giapponese indicava già nel 1996.

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  • ambastianelli

    23 Febbraio 2014 - 11:11

    il giorno che Prodi con un calcio in culo ci ha catapultati in euoropa, abbiamo firmato la nostra condanna! e quel che e' peggio sono finiti i VERI STATISTI Italiani, capaci di dignita' e coraggio!!!! a quando il nocchiero che ci traghettera' fuori da sto casino?????

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