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Il discorso di Matteo Renzi al Senato: parole e poche soluzioni

Matteo Renzi

Matteo Renzi visto da Benny

Il discorso di Matteo Renzi al Senato non ha convinto. Il premier ha parlato di tutto e di niente. Dopo settimane di annunci, Matteo arriva a palazzo Madama e ha già la batteria scarica. Il premier ha deluso le aspettative, nessuna ricetta concreta per la crescita e soprattutto nessuna parola sul rilancio dell'occupazione. Renzi ha parlato di lavoro in modo generico elencando i dati del Pil e della disoccupazione ma senza offrire soluzioni concrete all'emergenza. Così in Aula è sceso il gelo.

Pochi applausi - Quello di Matteo Renzi è stato forse il discorso meno applaudito degli ultimi dieci anni. Silvio Berlusconi, Mario Monti ed Enrico Letta nel loro discorso di insediamento ricevettero tutt'altra accoglienza. Ma non c'è da stupirsi. Matteo ha toccato i problemi del Paese solo di striscio. Luoghi comuni ("ho il sogno di un Paese diverso, là fuori un’Italia che invece è davanti a noi e dobbiamo agganciarla"), tanta noia e zero proposte. Renzi ha parlato di una riduzione del cuneo fiscale, ha sottolineato (come se non lo sapessimo) che "è necessaria una riforma della burocrazia" e poi ha fornito l'elenco delle riforme istituzionali già note ai più su legge elettorale, abolizione del Senato e riforma del titolo V della Costituzione. Cose note.

Parole e poche soluzioni -  Il Job Act tanto sponsorizzato su twitter e con i famosi fogli Excel dalla Bignardi è rimasto lettera morta. Nessun passaggio del discorso ad esempio ha messo il dito nella piaga delle politiche europee e dei vincoli da rispettare con Bruxelles. L'unica cosa che Renzi dice a proposito di Bruxelles riguarda il semestre europeo: "Non deve essere solo un’occasione per fare nomine - ha puntualizzato -. A volte si considera l’Europa come la madre dei nostri problemi. Per me e per il mio partito non è così. Nella tradizione europeista sta la parte migliore della nostra società". Insomma su "tetti da sforare" e del rapporto dficit-Pil al 3% imposto dai burocrati europei nemmeno una parola. Solo retorica. Insomma il programma di Renzi appare vuoto come una scatola di cartone. Quello di Matteo è stato "un discorso da consiglio comunale di Campi Bisenzio". Giuliano Ferrara l'ha capito subito. 

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Commenti all'articolo

  • colombinitullo

    25 Febbraio 2014 - 09:09

    Come si vede che ha studiato!troppo forse perchè con la sua dotta disquisizione mi ha fatto capire che io,sebbene non abbia terminato il corso dell'asilo nido,sono pervenuto alle sua conclusione molto più semplicemente.Un'ultima osservazione:forse se avesse usato solamente il simbolo"%" e si fosse fermato al titolo del post...

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  • noinciucio

    25 Febbraio 2014 - 08:08

    Certo di cose ne ha dette parecchie, il problema è che non ha detto in quale modo intende recepire i fondi per mettere in atto il suo programma che, ad occhio e croce, costerebbe circa 100 miliardi di euro! Ah, dimenticavo ha parlato di cittadinanza, ma non di come fermare gli ingressi dei clandestini!

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  • RaidenB

    24 Febbraio 2014 - 23:11

    Ti sfugge un piccolo particolare. Se l'Italia fosse uno stato veramente democratico e con una magistratura non corrotta e comunista, Renzi, Napolitano, Prodi, De Benedetti, Letta, Bersani, Veltroni e tantissimi altri compagni marcirebbero in prigione da anni. Alcuni sarebbero stati anche condannati alla pena capitale per omicidi commessi. Quindi prima di sparare contro Berlusconi, condannato senza un briciolo di prove da un giudice che ha ammesso di averlo condannato solo perchè Berlusconi non è comunista, usa il cervello. Sempre che ne hai uno.

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  • carlo58

    24 Febbraio 2014 - 20:08

    sempre noi?.

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