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Dopo la fiducia

Renzi: se salta tutto, legge elettorale e poi voto

Il premier punta al 2018, ma con una maggioranza di otto voti sarà dura. E punta tutto sul suo accordo con Berlusconi

Renzi: se salta tutto, legge elettorale e poi voto

Certo, c'è la riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale, l'impegno per lo ius soli e per le coppie di fatto. La riforma del Senato e i dirigenti della P.A. con la scadenza. Ma ci sono anche quei soli 169 voti con cui ieri il suo governo ha ottenuto la maggioranza a Palazzo Madama: otto più del minimo necessario. E quindi, se renzi parla di 2018 come data di scadenza del suo primo governo, sa bene che la fine potrebbe arrivare ben prima. Ma su una cosa, Renzi punta tutto: la riforma elettorale. Se tutto, ma proprio tutto dovesse andare male e se il Pd dovesse tradirlo al punto da fargli venir meno una maggioranza, il piano è quello di fare la legge elettorale e andare al voto. In quel caso, il neopremier potrebbe contare sulla sua "altra" maggioranza, quella con Forza Italia e Silvio Berlusconi. Che ieri ha mostrato di apprezzare il discorso del presidente del Consiglio e col quale, almeno sul tema delle riforme, pare esserci una intesa e una collaborazione che renzi pare non avere neppure all'interno del suo stesso partito. Renzi, d'altrode, lo ha detto anche ieri nell'aula del Senato: "Mai più la vergogna di un Parlamento che dopo aver promesso le riforme al Paese e al presidente della repubblica, in dieci mesi non è riuscito a portare a casa nulla". 

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